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“Mia sorella ha subito una difficile operazione per il trapianto di cuore, le ho dato la mia statuina di Santa Lucia perché la proteggesse. È viva per miracolo”: lo rivela Justine Mattera

Il racconto della devozione, intrecciata ai momenti più delicati della sua vita e a un ricordo che ancora oggi le pesa. Tutto comincia da una nonna e da un piccolo regalo

di Redazione FqMagazine
“Mia sorella ha subito una difficile operazione per il trapianto di cuore, le ho dato la mia statuina di Santa Lucia perché la proteggesse. È viva per miracolo”: lo rivela Justine Mattera

Forse non tutti sanno che Justine Mattera, showgirl e conduttrice italo-americana, a Santa Lucia affida da sempre le sue paure e le sue speranze. In un’intervista al settimanale Oggi, ripercorre la storia di questa devozione, intrecciata ai momenti più delicati della sua vita e a un ricordo che ancora oggi le pesa. Tutto comincia da una nonna e da un piccolo regalo.

“Dalla mia nonna materna Margaret che quando ero bambina mi donò una medaglietta con l’effigie della Santa, – ha svelato – dicendomi che mi avrebbe sempre protetta e aiutata anche nelle piccole cose, come ritrovare un mazzo di chiavi. Poi, quando aspettavo il mio primogenito, acquistai una statuina di santa Lucia che da allora porto sempre con me”. Una Santa che l’ha aiutata e protetta: “Quando partorii Vincent: stringevo la statuina fra le mani ed è andato tutto bene”. Lo stesso è avvenuto con la mia secondogenita Vivienne.

“Nel 2023 mia sorella Jessica dovette subire una difficile operazione per il trapianto di cuore, – ha detto – decisi così di metterle tra le mani la mia statuina perché la proteggesse. I medici avevano detto che c’erano pochissime possibilità di sopravvivenza, ebbe anche un arresto cardiaco, invece si è miracolosamente salvata”.

Per la sorella Justine ha pregato tantissimo. “Mia sorella si meritava un’altra chance: ho creduto nella sua salvezza con tutte le mie forze e ho capito che possiamo venire ascoltati quando chiediamo loro qualcosa in modo puro, per gli altri”.

Poi c’è il racconto di quanto è accaduto dopo l’intervento, quando la sorella si è svegliata dall’anestesia e le ha confidato di essersi ritrovata “in un luogo terribile, gelido, pieno di cadaveri che le dicevano di guardarli negli occhi e di seguirli; pensò che stesse succedendo perché nella vita non aveva perdonato abbastanza, si sentiva in colpa; ma sentì la mia voce che diceva: “Non andare, ti sveglierai e sarò qui con te”, e così è stato. A raccontarlo mi vengono i brividi”.

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