Costumi da squalo e cerchietti a forma di freccia per la Casita - 3/6
Dopo “NUEVAYoL”, brano che omaggia i Nuyoricans, ovvero i portoricani nati o cresciuti a New York, è arrivato il tanto atteso momento della Casita. E, nonostante si tratti di un “palco b”, rappresenta uno dei luoghi più ambiti del 2026. La Casita, una piccola casa rosa con rifiniture gialle, persiane in legno e un portico arredato con sedute in rattan, è una replica in scala di una tipica abitazione monopiano di Porto Rico. E, nello show di Bad Bunny, è stata collocata al centro dell’Ippodromo, pronta per l’utilizzo durante la parte centrale dell’evento. Qui l’artista, assieme ad amici, modelle, creator e colleghi, ha dato vita ad un mega-party che ha saputo, fortunatamente, coinvolgere tutto il resto del pubblico. Bad Bunny è apparso nella Casita con vestiti più informali. Anche la musica è cambiata: via la band, dentro le sezioni più reggaeton e latin trap. Oltre ai vip, di cui segnaliamo la presenza di Finesse (produttore di Shiva), Naomi De Crescenzo (influencer, 600 mila followers su Instagram), dell’ex di Rondo Da Sosa, Margherita Breda e dell’influencer Ludovica Pepe (137 mila followers), nella casa di Bad Bunny è salita una fan del parterre.
Ma a scegliere i fortunati che si possono concedere l’esclusivo lusso – e qui sta un po’ la contraddizione della Casita con la narrazione profondamente inclusiva di Bad Bunny – non è il cantante portoricano, bensì un assistente di produzione dello staff, di nome Jeremy Villanueva. Il posto nella casetta non è acquistabile. Sta tutto a discrezione del collaboratore di Bad Bunny che, in queste settimane di tour, si sarà sentito parecchie volte fischiare le orecchie. E no, di certo non per i decibel elevati. Villanueva è diventato una star dei social. Rappresenta, per i fan, l’uomo da “conquistare” per accedere, poi, alla Casita. E di travestimenti quantomeno insoliti se ne sono visti, ieri sera, all’Ippodromo. Due ragazze hanno creato due cerchietti con una freccia puntata verso sé stesse. C’era anche chi indossava costumi da squalo. Tutto ciò pur di avere qualche chance di finire a pochi metri di distanza da Bad Bunny che, finita la serratissima selezione d’ingresso, è salito sul tetto della casa, cantando e ballando le sue hit a tempo. L’immaginario del concerto riconduce, frequentemente, all’idea di intimità e di familiarità. “Siamo qui per molte ragioni. Era arrivato il momento di riconnetterci con tutte le persone che ci vogliono bene, qui in Italia. Era il momento di riunire Portorico con tutti i latini che sono qui. Questo show è semplice: per oggi siamo una sola famiglia. Ci godiamo le cose semplici della vita, come cantare, ballare, saltare, ridere, sudare”, ha dichiarato Bunny.
“CAfè CON RON” è stata la traccia che ha chiuso la parentesi Casita. Nei mesi scorsi l’abitazione è finita al centro anche di una controversia legale. Secondo quanto riportato dalla stampa spagnola, Roman Carrasco Delgado, l’ottantaquattrenne proprietario della casa di Humacao che ha ispirato il progetto, ha intentato una causa da 6 milioni di dollari contro Bad Bunny e i produttori del tour. Secondo l’accusa, l’autorizzazione concessa dall’uomo riguardava esclusivamente l’utilizzo dell’abitazione per il cortometraggio realizzato in occasione del lancio di “Debí tirar más fotos”. La successiva trasformazione della casa in un elemento centrale dei concerti non avrebbe i giusti permessi.