Musica

“Non possiamo cambiare il passato. Godetevi il presente. Stasera siamo tutti portoricani”: dal lavoro al supermercato a icona pop amata in tutto il mondo, Bad Bunny conquista Milano

All'Ippodromo Snai La Maura 78 mila persone per la prima delle due date italiane del DeBÍ TiRAR MáS FOToS World Tour. Il cantante trasforma il live in una grande festa collettiva tra orgoglio portoricano, reggaeton e un pubblico che canta ogni brano dall'inizio alla fine

di Andrea Bressan
“Non possiamo cambiare il passato. Godetevi il presente. Stasera siamo tutti portoricani”: dal lavoro al supermercato a icona pop amata in tutto il mondo, Bad Bunny conquista Milano

“Grazie per avermi riportato qui con la mia cultura, la mia bandiera e con la mia musica. Per questa notte, siamo tutti portoricani”. In questa frase, pronunciata da Bad Bunny durante il suo show di ieri sera, venerdì 17 luglio (stasera si replica), all’Ippodromo Snai La Maura Milano, intitolato “DeBÍ TiRAR MáS FOToS world tour” c’è, intrinseca, la chiave del suo successo. L’artista di Porto Rico – Benito Antonio Martínez Ocasio all’anagrafe – nonostante sia una delle popstar più influenti del panorama mondiale è in grado di trasmettere un senso di comunità che, oggi, si è un po’ perso. Bad Bunny ti apre le porte del suo mondo, ti catapulta nella cultura portoricana, che è centrale nella narrazione dell’artista. Ed ecco (in piccola parte) spiegata la ragione dei 157.000 biglietti venduti in meno di 4 ore per i due concerti milanesi. L’artista ha portato in Italia una festa collettiva, dove la musica e il ballo sono diventati strumenti di celebrazione, condivisione e orgoglio culturale.

Il concerto è stato aperto dalla band portoricana Chuwi. Poco dopo le 20:00, invece, Bad Bunny è salito sul palco dell’Ippodromo da una pedana mobile. Ha indossato, per la prima delle tre fasi del live, un elegante completo bianco. A tu per tu col pubblico ha tenuto per qualche secondo gli occhi chiusi. Per poi aprirli e trovarsi davanti un fiume di persone, ventagli, bandiere sudamericane e costumi da squalo (poi ci arriviamo). Il primo approccio col pubblico è stato per definire con quale lingua si sarebbe espresso nei momenti di dialogo. L’italiano era escluso a priori, anche se “lo sto imparando – ha ammesso Bad Bunny -. Ho bisogno di qualcuno che mi dia lezioni per perfezionarlo”. La scelta finale è coerentemente ricaduta sullo spagnolo. Pochi secondi dopo, la lancetta del tempo è tornata indietro di qualche anno: “È passato molto tempo dall’ultima volta che sono stato a Milano. Eravamo meno persone rispetto a oggi”, ha poi aggiunto, sorridendo. Prima dello show all’Ippodromo, Bad Bunny non si esibiva in Italia dal 2019. Ovvero da quando aveva suonato al Milano Latin Festival.

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