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“A volte mi guardo allo specchio e dico: sembro un gatto. Nel 1997 avevo perso mia mamma e ho pensato di farla finita. Gli spiriti? Li ho visti davvero”: parla Ivana Spagna

L’artista si è raccontata in occasione dei 40 anni dall’uscita del singolo “Easy Lady”

di Redazione FqMagazine
“A volte mi guardo allo specchio e dico: sembro un gatto. Nel 1997 avevo perso mia mamma e ho pensato di farla finita. Gli spiriti? Li ho visti davvero”: parla Ivana Spagna

“Ho ancora dei dubbi sulla reincarnazione, ma in passato potrei essere stata un felino. A volte mi guardo allo specchio e dico: sembro proprio un gatto”. Ivana Spagna è un fiume di parole, idee e convinzioni e viaggia indietro nel tempo. Sono passati 40 anni da quando, nel 1986, è uscita “Easy Lady”. Ha cominciato a cantarla ai concerti, poi l’ha sentita suonare nei vinili e, più tardi, nelle cuffie della gente. Per l’occasione, si è raccontata in una lunga intervista al settimanale 7 del Corriere tra momenti di difficoltà, gli spiriti che racconta di aver visto in casa, un’amicizia mai davvero sbocciata con Tina Turner e l’amore per i gatti.

È stato proprio un felino, nel 1997 (anno in cui ha perso anche un figlio per aborto spontaneo), a salvarle la vita: “Avevo perso mia mamma ed era un periodo difficile”, ha spiegato. Dopo il tour, che aveva deciso di concludere per non lasciare disoccupate le persone che lavoravano con lei, “ero stanca, distrutta e ho pensato di farla finita. Una mia gattina miagolando mi ha risvegliato da quello stato di torpore”. A quel punto, è arrivata la consapevolezza che “non dovevo farlo perché c’è sempre qualcuno che ha bisogno e che posso aiutare”.

L’aiuto al prossimo, una mentalità cristiana. “Sono cattolica ma non praticante. Mi arrabbio con Dio perché vedo tanta sofferenza nel mondo. In chiesa vado ad accendere le candele quando non c’è nessuno”. L’artista, insomma, non nasconde la sua parte spirituale. Che, riguarda anche i fantasmi: “Ma non mi piace chiamarli così, sono anime. Anni fa per un po’ di tempo nella mia casa ho visto dei fasci di luce di cui non riconoscevo il volto, ma di cui vedevo vestiti e dettagli”.

Da quando ha iniziato a prendere le pastiglie per dormire, però, ha smesso di percepirli: “So che sembra una cosa da pazzi, ma io li ho visti davvero e credo che dopo la morte la nostra anima, o energia, si liberi in un’altra dimensione”.

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