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Elicotteri di soccorso bloccati dai selfie, folle in infradito sui sentieri e feste improvvisate a 2000 metri: entrano in servizio gli agenti “speciali” contro il “turismo cafone” sulle Dolomiti

Con l'avvio della stagione estiva tornano i comportamenti selvaggi ad alta quota. Cortina schiera la Polizia provinciale nei sentieri per arginare l'overtourism, mentre Auronzo contingenta gli accessi

Testo di Redazione FqMagazine
I numeri del boom: dalle città d'arte ai

I numeri del boom: dalle città d'arte ai "monti pallidi" - 2/5

Trainate dal riconoscimento Unesco e dall’effetto dei recenti Giochi Olimpici invernali, le montagne bellunesi hanno registrato ben 1 milione e 118 mila visitatori, con una crescita dell’11% rispetto all’anno precedente. A guidare la classifica delle mete più ambite è Cortina d’Ampezzo, che da sola ha registrato 339.000 arrivi (+11,4%), trainati soprattutto da un pubblico internazionale: il 73,8% degli ospiti è straniero, con una netta prevalenza di cittadini statunitensi.

Se per l’economia locale i flussi rappresentano una straordinaria opportunità, l’impatto antropico rischia di compromettere la sicurezza e la vivibilità dei residenti. Il Veneto si trova così a gestire l’overtourism su più fronti: se Venezia risponde con il contributo d’accesso (dai 5 ai 10 euro nei fine settimana di luglio) e Verona blinda il Cortile di Giulietta con l’obbligo di prenotazione, le amministrazioni montane scelgono strategie diverse. Se Auronzo di Cadore ha già avviato il contingentamento rigido degli accessi alle Tre Cime di Lavaredo, Cortina ha invece optato per un progetto-pilota basato sulla presenza fisica delle forze dell’ordine sul territorio.

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