Il blu dell’acqua spunta in ogni dove, e il verde brilla sotto il cielo di una fresca estate, a volte plumbea, altre baciata da un gradevole sole che non tradisce le latitudini della Pomerania Occidentale. Questa regione a nord-ovest della Polonia è generosa di natura, caratterizzata da boschi fittissimi, campi di segale e grano che spaziano disegnando gli orizzonti, belvedere dorati nella bella stagione, lì dove spuntano fiori di campo e pale eoliche, a conferma di una transizione in atto. Il cambiamento sembra una costante in questo angolo di Paese, dalle campagne alle città come Stettino, capoluogo ad un passo dal confine tedesco, dove gli edifici dal design moderno ben si sposano con le eleganti architetture dai richiami gotici e barocchi e i tratti più nascosti del brutalismo socialista tutt’oggi evidente. Anche i piccoli centri si fanno portavoce di una realtà sempre più orientata al futuro, nonostante il passato sia ancora presente e pittoresco, esempi di civiltà e intraprendenza: tra le case con i tetti specchiati da pannelli solari, quelle più modeste e minimali, circondate da giardini profumati da roseti rigogliosi, prati dall’erba come velluto e staccionate in legno finemente verniciate, oasi vegliate da grossi nidi di cicogna abbarbicati sui pali della luce, come nelle favole. La riviera del Baltico poi è il nuovo place to be della vacanza balneare nordica, con tante località in piena espansione ma senza snaturare il verde che le circonda, un altro bell’esempio di crescita consapevole.
La Pomerania Occidentale non è solo paesaggisticamente idilliaca, è un territorio interessante, e il modo migliore per conoscerla è attraversarla lentamente, in sella ad una bicicletta, lungo percorsi che costeggiano laghi e lagune, si addentrano in foreste immacolate, parchi nazionali, e fermano in paesini di pescatori e villaggi vichinghi, testimonianza di una storia norrena condivisa. Un percorso cicloturistico adatto a tutti che inizia dal capoluogo della regione, Stettino, segue la Blue Velo della Laguna di Stettino per poi collegarsi alla Velo Baltica, tratti polacchi dell’Euro Velo 10 e dell’Euro Velo 13, parti della vasta rete ciclabile europea nata per promuovere il turismo in bicicletta e gli spostamenti sostenibili. Abbiamo sperimentato tre giorni di itinerario e quasi 200 chilometri percorsi su nastri d’asfalto e sterrati immersi nella natura, un’avventura entusiasmante resa possibile dall’Ente Nazionale Polacco per il Turismo, impegnato in proposte sempre più sostenibili per scoprire il Paese con gli occhi e con il cuore.
Da Stettino a Wolin, tra castelli dei principi e villaggi vichinghi
Il capoluogo della Pomerania Occidentale è il punto di partenza dell’avventura, ma prima di mettersi in sella, la città merita una visita. Stettino è situata a 150 chilometri da Berlino (lo scalo aeroportuale più comodo da dove partono numerosi collegamenti), e mixa l’identità polacca ad una verve mitteleuropea, un felice incontro che riflette il forte legame con il mondo germanico sin dai suoi albori. “Szczecin” fu un punto di riferimento della Lega Anseatica nonostante i 60 chilometri che la separano dal Mar Baltico: quello che determinò la sua fortuna fu il fiume Odra che l’attraversa e che tutt’oggi vivifica i commerci e il mercato. Il maestoso Castello dei Principi di Pomerania è il simbolo cittadino, distrutto durante la seconda guerra mondiale e ricostruito negli anni ‘80 su modello rinascimentale, mentre Piazza Solidarność è testimone del ruolo chiave della città nella transizione al liberalismo, nonostante alcuni edifici in calcestruzzo veglino ancora le memorie del socialismo. Avveniristica la struttura della filarmonica, progettata dall’architetto catalano Alberto Veiga, simbolo moderno che ben si inserisce nella stratificazione urbana. Stettino è caratterizzata da una forte identità che si riscopre anche a tavola: da provare i Paprykarz szczeciński, saporito paté spalmabile a base di pesce, pomodoro, cipolla, riso e paprika, i Pasztecik szczeciński, panzerotti ripieni di carne, e le immancabili Śledź po kaszubsku, aringhe marinate con cipolle, funghi e panna.
Il buon cibo genuino non manca mai in Polonia, ideale per ritrovare la giusta carica e macinare chilometri su due ruote, quelle di una bicicletta gravel o mountainbike, perfette per pedalare su sterrati compatti e ben mantenuti che si intrecciano alle ciclabili in asfalto. I percorsi misti caratterizzano il tracciato che collega il capoluogo all’Isola di Wolin, che tocca parte della costa del Baltico e quella del Lago di Stettino. Un itinerario immerso in un territorio terracqueo, mosaico di bacini lacustri incastonati tra sconfinate pianure e dolci colline moreniche dove spuntano piccoli e idilliaci centri in cui mangiare pesce freschissimo e gli immancabili pierogi, o dove fare un vero e proprio tuffo nella storia. Il Villaggio delle Popolazioni Slave e Vichinghe Jomsborg – Vineta nella cittadina di Wolin, omonima dell’isola nella quale di trova, è una bellissima occasione per scoprire la connessione del territorio con le sue discendenze. Si tratta di un curioso museo a cielo aperto che permette di immergersi nella vita dell’Alto Medioevo, quando il centro, situato lungo la via commerciale del Baltico, attirava commercianti e viaggiatori. Una proposta originale che aiuta a comprendere la vita di un tempo, tra ricostruzioni di abitazioni, botteghe, attività artigianali e salendo a bordo di un’autentica nave vichinga per vogarla, costruita da un maestro d’ascia secondo la tecnica norrena. Infine potrete soggiornare in questo skansen nelle caratteristiche casette in legno affacciate sulla laguna, una bellissima occasione per rilassarsi e riscoprire la semplicità. Prima di ripartire da questo luogo sospeso nel tempo, tappa alla Wolin Observation Tower, torre costruita interamente in legno di larice alta 32 metri, da dove ammirare dall’alto tanto verde e specchi di blu.
Dalle lagune dell’entroterra al Mar Baltico
Prima di raggiungere la costa del Baltico, il paesaggio si svela in tutta la sua bellezza da uno dei punti panoramici più suggestivi della Pomerania Occidentale, il belvedere naturale nella località di Lubin, l’unico punto da cui si possono ammirare il Mar Baltico in lontananza, il delta in regressione del fiume Świna, la Laguna di Stettino e le acque del lago Wicko Wielkie, una sinuosa geografia di elementi. Il mare è ormai vicino ma prima di raggiungerlo si attraversa il Parco Nazionale di Wolin, 11.000 ettari di natura incontaminata nella parte centrale dell’isola, paradiso di foreste fitte e rigogliose dove prosperano bellissimi esemplari di cervi, lupi, cinghiali e dove regna l’aquila bianca, simbolo del territorio. All’interno del parco si trova anche un allevamento di bisonti che pascolano placidi ruminando fieno e sdraiandosi al primo tiepido sole.
Dopo tanto verde e profumo di resina si avvistano le onde che lambiscono la candida costa di sabbia fine, preludio di una vacanza balneare in qualche cittadina che spunta nella natura incontaminata che incornicia il litorale. Międzyzdroje per esempio è la vivace località balneare nota per il molo più lungo della Polonia, per la Walk of Fame e per gli ottimi ristoranti di pesce dove concedersi un halibut al forno, piatto di pesce tipico del Baltico, nutriente e gustoso, ideale per ricaricare le energie e rimettersi in pista lungo la Velo Baltica. Questa ciclabile alterna tratti sterrati, piste asfaltate, attraversamento di piccoli borghi e cittadine, così magnifici percorsi lungo il mare, dove impolverare le ruote di sabbia e respirare il profumo di salsedine a pieni polmoni. Le prossime tappe sono Dziwnów, altro bel centro sul mare, e Trzęsacz, nota per una stupefacente scogliera, morfologia insolita lungo la costa polacca. Proprio sul ciglio del precipizio campeggiano le rovine di una chiesa gotica di origine medievale, in gran parte crollata per il cedimento della falesia, un vero e proprio simbolo della località assieme alla sirenetta che “posa” a poca distanza, statua in bronzo simil Copenhagen che sembra competere per il titolo di regina del Baltico. Altra icona da non perdere lungo la costa è il maestoso faro di Niechorze, un ciclope in mattoni rossi che domina il paesaggio, costruito nel 1866 e alto 45 metri, dal quale ammirare una vista spettacolare su tutta la linea di costa.
Pedalando si raggiunge l’ultima tappa di questo bellissimo ed entusiasmante itinerario di tre giorni, la cittadina di Kołobrzeg che ben testimonia lo sviluppo turistico locale, ricco di servizi che puntano ad incentivare una proposta balneare sempre più moderna, unita a quella del benessere, con centri spa e termali, ottime alternative per godere delle estati fresche e dei lunghi inverni. Un tempo questo centro era un piccolo borgo nato per l’estrazione del sale, solo a partire dall’800 diede seguito alla vocazione termale costruendo i primi stabilimenti. Oggi è considerato un fiore all’occhiello molto rinomato dove le pratiche per la salute e la bellezza diventano delle vere e proprie coccole, soprattutto dopo tanti chilometri in bicicletta.