La Procura di Roma sentirà i familiari dei sub morti alle Maldive e i responsabili del dipartimento dell’Università di Genova
Saranno sentiti non solo i familiari dei cinque sub italiani che hanno perso la vita nell’atollo di Vaavu alle Maldive, ma anche i responsabili del dipartimento dell’Università di Genova dove insegnava Monica Montefalcone come docente di Ecologia. Si sta sviluppando così il percorso dell’indagine per omicidio colposo contro ignoti avviata dalla procura di Roma.
Le audizioni, insieme alle testimonianze dei connazionali che erano a bordo della safari boat “Duke of York”, sono i primi di una serie di elementi che dovranno progressivamente ricostruire il quadro di quel giovedì fatale. Un primo tassello è già stato messo al proprio posto: il recupero degli gli ultimi due corpi – Muriel Oddenino e Giorgia Sommacal – ha messo fine alle operazioni di ricerca del team di speleosub finlandesi Dan Europe – il gruppo è intervenuto senza ricevere nessun compenso – mentre l’arrivo in Italia della prima salma appartenente a Gianluca Benedetti ha avviato l’incarico per l’esame autoptico.
Le domande
Restano ancora tante le domande su cos’è successo in quelle grotte a 50 metri di profondità. Continuano a fioccare teorie e ipotesi più o meno avvalorate dagli esperti. Da un lato c’è chi ha parlato dell’ “effetto Venturi” – correnti così forti in grado di risucchiare tutte e cinque le vittime nella grotta – dall’altro c’è chi, come uno degli speleosub Sami Paakkarinen – ha reputato implausibile questa teoria perché “la grotta respirava, c’era una leggerissima corrente, ma non abbastanza forte da trascinare qualcuno”.
Nelle ultime ore tutto sembra convergere verso l’ipotesi del disorientamento improvviso, causato dall’attrezzatura non adeguata indossata dalle vittime e dalla mancanza di torce per assicurarsi maggiore visibilità nel buio delle grotte. Una tesi che sarà smentita o confermata dall’analisi delle GoPro ritrovate in acqua durante le operazioni di recupero e alle quali si aggiungerà l’acquisizione di pc e cellulari, che potrebbero contribuire a ricostruire le ore precedenti alla tragedia.
Le famiglie
Intanto alcuni familiari delle vittime si sono chiusi in un silenzio di dolore. Il primo ad aver espresso la volontà di rispettare il cordoglio è stato Alberto Pantosti Bruni l’avvocato della famiglia di Muriel Oddenino : “Anche per rispetto dell’attività investigativa la famiglia ritiene opportuno di non rilasciare alcuna dichiarazione”. Carlo Sommacal – marito di Monica e padre di Giorgia – ha invece detto di essere stanco di tutte le insinuazioni: “Penso solo a quando atterreranno ma ci vorranno diversi giorni perché dovranno prima eseguire le autopsie. Dopo esaudirò le volontà di Monica: la farò cremare e spargerò le sue ceneri a Capo Mannu, il nostro posto del cuore, dove trascorrevamo estati felici”.
Anche se in un primo momento aveva preferito non parlare, ha poi rotto il muro del silenzio Federico Colombo il fidanzato di Giorgia Sommacal: “Le mando ancora il buongiorno e la buonanotte, le racconto la mia giornata – ha detto il ragazzo al Corriere della Sera – mi conforta l’idea che avranno il saluto che si meritano e io avrò una tomba dove poter mettere un fiore e piangere. Non avrei sopportato che rimanessero lì sotto, lontane”.