Olimpiadi, indagine sulla cabinovia Socrepes: tra gli indagati il commissario Saldini. L’ipotesi: “Favorita la Graffer”
C’è anche il nome del manager che gestisce un portafoglio di opere pubbliche per quasi 4 miliardi di euro nell’elenco degli indagati della Procura della Repubblica di Belluno, in relazione all’affidamento dei lavori per la cabinovia olimpica Apollonio-Socrepes di Cortina d’Ampezzo. L’inchiesta è condotta dal procuratore Massimo De Bortoli e dal sostituto Simone Marcon i quali hanno deciso di scoprire le carte ordinando le perquisizioni nelle sedi della Società Infrastrutture Milano Cortina 2026 a Roma e Cortina, nonché della società a responsabilità limitata Graffer a Centenaro, una frazione di Lonato in provincia di Brescia, e in abitazioni private e uffici a Milano e Napoli.
Dai decreti di perquisizione emergono le identità delle persone sospettate di “turbata libertà della gara d’appalto” in relazione ai lavori della controversa cabinovia che avrebbe dovuto essere realizzata in tutta fretta per renderla disponibile prima del 6 febbraio scorso. Gli indagati sono tre e spicca il nome di Fabio Massimo Saldini, che è allo stesso tempo commissario straordinario per alcune delle opere in carico alla società governativa Infrastrutture Milano Cortina (Simico), amministratore delegato e direttore generale. Al momento non sono emersi ulteriori dettagli, né l’identità degli altri due personaggi coinvolti, ma è indubbio che l’assegnazione diretta dei lavori a Graffer da parte di Simico sia stata decisa dal commissario straordinario, che è dotato per legge di larghi poteri di deroga delle norme, ad esclusione di quelle penali.
Per ricostruire gli elementi raccolti dai magistrati bellunesi bisogna tornare al marzo 2025 quando la gara d’appalto per realizzare la cabinovia da 2.400 persone all’ora era stata annullata. Il Corriere delle Alpi aveva, infatti, dato notizia dell’identità delle due società interessate alla preselezione, la Leitner di Vipiteno e l’austriaca Doppelmeyr, due colossi mondiali negli impianti a fune. Saldini, appellandosi al codice degli appalti, aveva emesso un comunicato: “A seguito delle notizie di stampa, indicanti i nomi delle ditte che avrebbero partecipato per la prequalificazione, indetta per realizzare l’impianto di risalita, ho deciso di annullare la gara, a garanzia della legalità degli atti e della correttezza e trasparenza, che da sempre qualificano l’operato di Simico”. Così la gara era stata ibernata, mentre scorreva il tempo verso l’inizio delle Olimpiadi.
Solo a metà giungo 2025 si era conclusa una seconda gara aperta, con lo stesso importo (35 milioni di euro). Era andata deserta perché né Leitner né Doppelmeyr avevano ritenuto che ci fossero le condizioni di tempo (troppo ravvicinata la scadenza) e di sicurezza (la cabinovia insiste su una frana) per portare a compimento i lavori. A quel punto il commissario straordinario aveva imboccato una nuova strada, l’affidamento diretto. Si tratta di un espediente utilizzato più volte nelle procedure per le opere olimpiche, che hanno lasciato mano libera alla committente Simico nella scelta degli esecutori, in assenza di candidati ufficiali. È così che ha fatto la sua comparsa la società bresciana Graffer di Sergio Lima, a cui sono stati affidati i lavori assieme a Ecoedile di Trescore Balneario e Dolomiti Strade di Alpago, in provincia di Belluno.
L’inchiesta punta a verificare questo passaggio, come ha scritto il procuratore De Bortoli in un comunicato: “L’ipotesi investigativa concerne la possibile sussistenza di condotte che, grazie ad accordi collusivi o comunque tramite modalità fraudolente, hanno deliberatamente favorito la società Graffer nell’assegnazione dei lavori a discapito di altre ditte interessate all’esecuzione degli stessi”. In che cosa consisterebbe l’illecito? “Nella consapevolezza che i tempi a disposizione non sarebbero stati compatibili con la messa in funzione dell’impianto entro l’inizio dei Giochi Olimpici”. Pur sapendo in anticipo che l’opera non sarebbe stata ultimata, si sarebbe ugualmente agito in nome dell’urgenza e dell’interesse pubblico. Il trasporto in quota degli spettatori avrebbe consentito agli organizzatori di Fondazione Milano Cortina 2026 (presidente Giovanni Malagò, amministratore delegato Andrea Varnier) di vendere un maggior numero di biglietti e incrementare il budget. Che il tempo non fosse sufficiente lo dimostra il fatto che la cabinovia non è ancora stata collaudata a tre mesi dalla conclusione dei Giochi.
La scelta di Graffer era apparsa singolare, visto che la società aveva un fatturato di 8 milioni di euro, e non poteva competere con Leitner e Doppelmeyr, il cui giro d’affari è straordinariamente più elevato. Inoltre la gestione nel passato di alcuni appalti aveva portato all’avvio di inchieste giudiziarie che nulla c’entrano con le Olimpiadi. L’8 luglio 2025 Saldini aveva annunciato “la conclusione della procedura negoziata con l’affidamento dei lavori ad una Associazione Temporanea di Imprese costituita da Graffer, Dolomiti Strade ed Ecoedile”. E aveva commentato: “Dopo lo Sliding Centre, anche questa sembrava un’opera impossibile tra ricorsi, fughe di notizie e gare deserte. Grazie a una sinergia e a un lavoro di squadra straordinario che ci ha visti impegnati letteralmente giorno e notte, costruiremo la cabinovia Apollonio-Socrepes entro i Giochi 2026”.
In una intervista rilasciata il 9 luglio 2025 al giornalista Alessandro Michielli del Corriere delle Alpi, il commissario ora indagato aveva spiegato: “Non è stato facile trovare un’impresa disposta a rischiare, ma vi spiego come è andata: abbiamo pubblicato sul sito l’esito della seconda gara andata deserta: stavo già lavorando per prevedere tempi più lunghi per la realizzazione della cabinovia, visto che si tratta di un’opera di legacy. Poi è arrivato l’interesse della Graffer”. Saldini aveva proseguito: “È arrivata questa proposta della Graffer che si è dichiarata disponibile a verificare la fattibilità: nel giro di una settimana hanno costituito una Ati e si sono candidati per farla. È chiaro che non c’è un giorno da perdere, ma avendo affidato l’incarico confido che si faccia di tutto per arrivarci. Graffer ha detto che ce la farà”. Alla domanda se ci fosse stato un intervento del governo per aiutare Graffer, il commissario aveva risposto: “No, la proposta l’ha fatta Graffer ed è stata lei a creare il Gruppo, noi le abbiamo dato l’elenco delle imprese consigliate che lavorano con noi su altri cantieri”.
L’architetto Saldini ha sempre sostenuto che a Socrepes ce l’avrebbe fatta in tempo. La realtà lo ha smentito. E in Procura a Belluno sono finiti alcuni esposti, tra cui quelli di Luana Zanella, capogruppo di Avs alla Camera. Simico ha diffuso un comunicato: “Confermiamo di aver immediatamente garantito la più ampia e totale collaborazione agli organi inquirenti. La Società, come sempre avvenuto in ogni fase della propria attività istituzionale e realizzativa, si è messa integralmente a disposizione dell’Autorità giudiziaria, fornendo e continuando a fornire tutte le informazioni richieste con trasparenza, tempestività e spirito di piena collaborazione”. Simico è certa che “ogni approfondimento consentirà di chiarire compiutamente i fatti e di certificare e confermare ancora la correttezza, la linearità amministrativa e la piena regolarità dell’operato posto in essere dalla Società”.