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Cinque italiani morti alle Maldive durante un’immersione in una grotta a 50 metri di profondità

Le vittime erano tutte esperte di subacquea: l'allarme scattata perché non riemergevano. In zona c'era un'allerta gialla: "Operazione di recupero difficili"
Cinque italiani morti alle Maldive durante un’immersione in una grotta a 50 metri di profondità
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Cinque italiani sono morti alle Maldive nel corso di un’immersione subacquea. Il gruppo si era immerso per esplorare un gruppo di grotte intorno ai 50 metri di profondità ma, trascorse diverse ore, non era ancora tornato in superficie. Così è scattato l’allarme e i cinque sono stati localizzati dai soccorritori. Finora è stato recuperato un solo corpo, poi trasportato al Centro sanitario di Fulidhoo, nell’atollo di Vaavu.

Le vittime

Una delle connazionali decedute era Monica Montefalcone, professoressa associata in Ecologia all’Università di Genova, volto noto anche in tv, ricercatrice e studiosa dell’ambiente marino. La docente – che aveva quattro corsi di riferimento – lavorava presso il Distav, Dipartimento di Scienze della Terra, ed era nota per il suo grande amore per il mare e per essere responsabile di alcuni importanti progetti in ambito marino quali Talassa, GhostNet e MER “A16-A18”. Aveva 51 anni. Tra le vittime c’è anche sua figlia ventenne Giorgia Sommacal. La Farnesina ha fornito anche i nomi delle altre vittime: si tratta di Muriel Oddenino di Torino, Gianluca Benedetti di Padova e Federico Gualtieri di Omegna. Anche Oddenino, 31enne di Poirino, era una ricercatrice all’ateneo genovese, mentre Benedetti e Gualtieri erano istruttori subacquei. Montefalcone si trovava alle Maldive come coordinatrice di un progetto di ricerca assieme ad altri colleghi tra cui Oddenino. Secondo una prima ricostruzione, questa escursione subacquea non era legata al progetto. Benedetti, infatti, era il capobarca: originario di Padova, dopo una lunga esperienza nel mondo delle banche e della finanza, aveva deciso di esplorare nuove strade e di trasformare la subacquea, passione di lunga data ed impegno lavorativo già svolto da molti anni part-time in Italia, in un’attività a tempo pieno. Gualtieri, 31 anni, era stato uno studente di Montefalcone, con la quale si era laureato a marzo scorso in Biologia ed Ecologia Marina.

“Operazione di recupero ad alto rischio”

Il corpo della vittima già recuperato “è stato ritrovato a circa 60 metri di profondità all’interno di una grotta”, ha dichiarato il sito web delle forze armate della Maldive (MNDF), che precisa che si tratta di un’operazione molto pericolosa e ad alto rischio. Si ritiene che i restanti quattro subacquei si trovino all’interno della grotta, che è lunga circa 200 piedi (ovvero circa 60 metri, ndr)”. Ulteriori subacquei e le attrezzature specializzate della Guardia Costiera della MNDF sono stati inviati nell’area. Si precisa che le immersioni ricreative nel Paese sono consentite fino a una profondità massima di 30 metri.

La dinamica dell’incidente

Secondo le prime informazioni, scrive il quotidiano on line Edition.mv, i cinque turisti a bordo della Duke of York, un’imbarcazione da crociera subacquea gestita da stranieri, sono scomparsi vicino ad Alimathaa, una delle località più frequentate dagli appassionati di immersioni. Sono entrati in acqua al mattino e l’equipaggio ne ha denunciato la scomparsa quando, a mezzogiorno, non erano ancora riemersi. La Duke of York, 36 metri di lunghezza, era salpata per una crociera di una settimana la scorsa domenica, 10 maggio, dal porto della capitale delle Maldive, Malè.

La polizia apre un’indagine

Sebbene la polizia abbia confermato di aver avviato un’indagine sulla morte, le cause del decesso rimangono al momento sconosciute e non è ancora stata rilasciata alcuna dichiarazione ufficiale. Di certo, le condizioni meteorologiche nel sito di immersione erano sfavorevoli, tanto che il servizio meteorologico aveva emesso un’allerta gialla per la zona, ancora in vigore.

La possibile spiegazione della tragedia

Alcuni esperti di immersioni sostengono che la morte improvvisa di più subacquei in questo modo potrebbe essere stata causata da “tossicità da ossigeno”, causata dalla respirazione di ossigeno ad alta pressione per un periodo prolungato, che può provocare danni ai tessuti e compromettere il sistema nervoso centrale.

La conferma della Farnesina

La notizia della morte dei cinque è stata confermata dal ministero degli Esteri. E proprio la Farnesina ha precisato che i connazionali sarebbero deceduti mentre tentava l’esplorazione di alcune grotte a 50 metri di profondità. Il ministero e l’ambasciata d’Italia a Colombo seguono il caso con la massima attenzione sin dalla prima segnalazione. La sede sta provvedendo a prendere contatto con i familiari delle vittime per fornire ogni necessaria assistenza consolare.

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