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“Quando è morta la prima vittima di Hantavirus abbiamo tutti abbracciato la vedova. Ci dicevano che non era contagiosa e che la nave MV Hondius era sicura”: la testimonianza

Al DailyMail parla il documentarista e youtuber turco Ruhi Çenet, tra i passeggeri della nave ora al centro dell'attenzione globale in quanto rivelatasi focolaio di Hantavirus

di Emanuele Corbo
“Quando è morta la prima vittima di Hantavirus abbiamo tutti abbracciato la vedova. Ci dicevano che non era contagiosa e che la nave MV Hondius era sicura”: la testimonianza

“Il capitano disse che era suo triste dovere informarci che un passeggero era deceduto la notte precedente per cause naturali, cosa che ora sappiamo essere errata, e che il medico aveva affermato che non si trattava di una malattia contagiosa e che la nave era sicura”. È il racconto del documentarista e youtuber turco Ruhi Çenet, che in un’intervista al Daily Mail ha ripercorso quanto accaduto a bordo della MV Hondius. L’imbarcazione è finita al centro dell’attenzione internazionale dopo essere stata identificata comefocolaio di Hantavirus: secondo quanto riferito dall’OMS, il bilancio è di tre morti e cinque contagiati. Intanto, mentre la nave si prepara ad attraccare a Tenerife il 10 maggio, è scattata una corsa globale al tracciamento di tutte le persone entrate in contatto con i passeggeri sbarcati durante il viaggio.

La testimonianza di chi era a bordo

Nella testimonianza resa al giornale britannico, Çenet ricorda come tutti i passeggeri si siano precipitati a consolare la vedova del 70enne olandese morto l’11 aprile, ignari del fatto che l’uomo fosse morto a causa di un virus letale di cui anche lei era portatrice. “Tutti provavano molta compassione per lei. La abbracciavano e le parlavano”, ha raccontato. “Ci chiamava i suoi angeli custodi”. Sebbene colpiti dalla notizia, i passeggeri hanno continuato la propria vita a bordo in un clima di apparente serenità:“Mangiavamo e bevevamo insieme, andavamo al buffet. Nessuno aveva idea che questo virus stesse circolando tra i passeggeri”. La prima tappa della crociera si sarebbe conclusa il 24 aprile a Sant’Elena, dove circa 30 passeggeri provenienti da 12 Paesi erano pronti a sbarcare per rientrare a casa in aereo. Tra loro anche Ruhi Çenet e la moglie della prima vittima, che però appariva già debilitata. “Ricordo che il giorno in cui siamo sbarcati faceva fatica a camminare”. La donna sarebbe morta due giorni più tardi, dopo il trasferimento in aereo in un ospedale di Johannesburg.

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