La posizione dell'OMS - 3/3
Nel frattempo, l’OMS ha invitato a non creare allarmismi, sottolineando che non si tratta di una nuova pandemia e che il virus si trasmette soltanto attraverso contatti ravvicinati e prolungati. Gli scienziati stanno comunque cercando di chiarire l’origine dell’infezione e di evitare che il caso possa avere ulteriori conseguenze. Parallelamente al tracciamento dei contatti dei passeggeri, in Argentina proseguono le indagini sugli spostamenti della coppia olandese prima della partenza. L’attenzione degli esperti si concentra in particolare su una discarica ricca di fauna selvatica nei pressi di Ushuaia, capoluogo della Terra del Fuoco, habitat di una specie di ratto considerata possibile portatrice della variante andina contagiosa dell’Hantavirus.
Mentre Tenerife si prepara all’arrivo della nave e l’attenzione internazionale resta alta, c’è da sperare che si confermino le valutazioni di Paul Hunter, professore di medicina all’Università dell’East Anglia ed esperto di malattie infettive. Intervistato dal Daily Mail, Hunter ha spiegato: “Sebbene possano trascorrere fino a otto settimane, la maggior parte delle persone contrae l’infezione precocemente, entro due o tre settimane. I passeggeri che hanno lasciato la nave probabilmente si sarebbero già ammalati se avessero dovuto farlo”.