Musica

Gianni Morandi: “Mi piacerebbe andarmene come Aznavour, il giorno prima di un concerto. Ho 81 anni, faccio 7-8 giri di pista minimo al giorno, vado in palestra. Così mi preparo per il tour”

Il cantante racconta a FqMagazine il nuovo tour, i ricordi di Lucio Dalla e come si prepara per esibirsi

di Andrea Conti

“Dalla mi ha insegnato a far show, se n'è andato nel modo più bello” - 2/4

“È bello quando in uno spettacolo si improvvisa, senza prove. La gente ama le cose anche un po’ sporche, un po’ improvvisate. Questo me l’ha insegnato Lucio Dalla che qualsiasi cosa che succedeva lo faceva diventare uno show. Una volta è andata via la luce al Teatro EuropAuditorium a Bologna. Dopo qualche minuto, Lucio accende una candelina lì davanti a sé sul palco e comincia a fare il suono degli strumenti, a cantare e a far di tutto. La gente è letteralmente impazzita. Poi ha iniziato a spiegare la storia del clarinetto, imitandone il suono. E devo dire che, quando ho fatto il tour Dalla-Morandi con lui, era difficile stargli vicino perché era imprevedibile, troppo bravo. Due giorni orima che lui morisse eravamo allo stadio a vedere Bologna-Udinese, vinse l’Udinese. Però vedevo che Lucio non stava bene. Indossava quel famoso colbacco che si metteva ogni tanto e mi ha detto ‘adesso devo fare questi dieci spettacoli in Europa. Anzi, vieni a cantare, dove vieni? A Berlino, a Monaco, dove vieni?’. La mattina dell’1 marzo, ero qui in casa, mi chiama Ballandi, che era il nostro riferimento, dicendomi: ‘Gianni, Lucio è morto a Montreux. La sua cantante, Iskra, mi ha raccontato che la mattina avevano fatto colazione insieme, poi lui è andato a Berna a vedere un museo, perché quando c’era in tour a lui piaceva anche andare nelle chiese, nei musei, vedeva tutto. Alemanno (la persona più vicina a Lucio Dalla, all’epoca, ndr) poi mi ha raccontato mentre stava sul terrazzo, in una giornata di sole bellissima davanti al lago, stavano parlando di un libro che stava scrivendo lui, ma anche di altri progetti. Ad un certo punto Lucio smette di parlare. Alemanno se ne accorge, pensa stia scherzando, ha appoggiato una mano sopra di lui e Lucio è caduto per terra, senza vita. Una bellissima morte tra l’altro. Ho perso tanti coetanei proprio qui a Bologna, Ballandi, che era un mio riferimento straordinario, Lucio Dalla, Jimmy Villotti, Sandro Stefanelli che mi ha accompagnato per una vita. Io sono qua, che aspetto… Di andare in tour. (ride). Charles Aznavour è morto a 94 anni, il giorno prima di un concerto. Mi piacerebbe andarmene così. È bello anche fare dei programmi, così uno si illude dicendo tra sé e sé ‘oh, devo arrivare lì, quindi ci arrivo. Ho un impegno, ho un impegno, non posso mica morire, ho un impegno’.

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