Musica

Gianni Morandi: “Mi piacerebbe andarmene come Aznavour, il giorno prima di un concerto. Ho 81 anni, faccio 7-8 giri di pista minimo al giorno, vado in palestra. Così mi preparo per il tour”

Il cantante racconta a FqMagazine il nuovo tour, i ricordi di Lucio Dalla e come si prepara per esibirsi

di Andrea Conti

Una casa immersa nel verde, poco distanze dal centro di Bologna. C’è il fiume, il ponticello e poi si apre un cancello enorme e lì appare Gianni Morandi con il cellulare in mano mentre è in collegamento video con Lorenzo Jovanotti che saluta. L’artista 81enne ci ha accolti a casa sua per parlare del nuovo tour “C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story“, al via dal 15 aprile, che lo vedrà impegnato nei palazzetti in giro per l’Italia e cantare i suoi più grandi successi più due inediti uno dell’amico Jovanotti “Monghidoro”, e l’altro firmato da Giovanni Caccamo. L’occasione del ritorno al live è anche legato ai festeggiamenti dei 60 anni di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”: “Una canzone che è nata proprio nel periodo della guerra”, ha detto Morandi.

Come ti stai preparando per il tour?
7-8 giri di pista bisogna farli al giorno minimo e poi naturalmente vado in palestra perché ormai partire per un tour bisogna fare esercizio, proprio come un atleta che si prepara per la gara. Lo vedo che lo fanno un po’ tutti. Anche Madonna fa chilometri a piedi, prima dei suoi show. Tutto questo è importante per stare sul palco anche alla mia età, a 81 anni. Però mi fa anche impressione il fatto che ci siano, appunto, già date esaurite. Non lo avrei mai detto.

Qual è il brano in scaletta che ti emoziona ancora?
‘Uno su mille’ perché è una canzone importante. Comunica la forza di ricominciare, quando la canto in concerto è intensa, piena di pathos e coinvolge anche la gente. “Se sei a terra non strisciare mai. Se ti diranno ‘sei finito’, non ci credere”, sono parole che pesano come macigni.

Ci sarà anche qualche incursione di tuo figlio Tredici Pietro sul palco?
Spero che venga così cantiamo ‘Vita’ insieme e anche il suo pezzo, se ne avrà voglia. Però Pietro è un po’ strano, non è che muoia dalla voglia di raggiungermi. Mi ha detto solo detto: ‘Mah forse ci sono al Forum, a Milano’

Sono previsti dei momenti di riflessione durante lo show?
Si sto lavorando con Federico Taddia, che è un autore, perché vorrei anche raccontare delle cose, non solo della mia vita, ma anche dare un’opinione su quello che succede in questo momento.

Come la politica?
No di politica non ho sempre parlato tanto, però ci sarà qualche accenno su come Trump e Putin vogliano decidere di tutto nella nostra vita, questo un po’ mi disturba. L’Europa poi che non si compatta, che non diventa arbitro della situazione… Abbiamo dalla nostra la cultura, la storia, dovremmo avere un ruolo centrale, invece siamo un po’ frammentati. Ma poi non dimentichiamo che – anche in momenti così difficili – la gente ha voglia di sentire le canzoni.

Com’è nata l’idea di un altro brano inedito con Jovanotti?
Con Jovanotti si è instaurato un rapporto amichevole già da un po’ di tempo. Trovo che sia una persona molto generosa. Quando mi sono fatto male alla mano e sono stato ricoverato al reparto ustioni per 30 giorni, lui mi ha chiamato preoccupato e dopo qualche risata e un po’ di chiacchiere mi ha mandato la canzone ‘L’allegria’. Poi mi ha scritto ‘Apri tutte le porte’ per Sanremo, che è stata una canzone importante. Un giorno mi ha chiamato ‘oh so che ora parti in tour, ci vuole un bel testo all’inizio dello spettacolo che parli un po’ di te’ e gli viene in mente Monghidoro. Il giorno dopo mi ha mandato tutto col testo e la musica.

L’altro inedito di cosa parla?
Giovanni Caccamo ha scritto un testo in cui si parla della funzione della musica e delle canzoni che ci accompagnano nella vita.

Cosa ti è piaciuto di questo tema?
È un concetto vero perché tanti (soprattutto quelli più anzianotti) mi dicono ‘oh io mi sono sposato con ‘In ginocchio da te’.

Qual è la canzone a cui sei più legato?
Nel 1962, avevo 17 anni, quasi 18, ed ero al mare e mi sono preso una cotta incredibile per una ragazzina, così quando lei arrivava io spingevo sul jukebox per far suonare ‘Io che amo solo te’. Quella è una canzone che quando la sento mi commuove ancora oggi.

C’è la possibilità di rivederti a Sanremo 2026?
Stefano De Martino è bravo, giovane e si farà aiutare. Non è mica uno stupido. Sono andato a trovarlo, proprio in questi giorni, e mi ha detto se mi andava tornare in gara. Ma gli ho risposto ‘guarda che sono venuto anche l’anno scorso. Ho già dato’. Gli ho fatto i miei auguri e gli ho detto che sarà l’uomo della Rai nei prossimi mesi perché non c’è nessuno, al momento forte come lui, basti vedere con “Affari tuoi”, cosa ha fatto.

Incontrare Morandi è anche ripercorrere mille sentieri di cultura musicale e aneddoti privati commoventi. Di seguito alcuni ricordi professionali e privati.

Video
Successivo
Successivo
Playlist

I commenti a questo articolo sono attualmente chiusi.