Musica

Gianni Morandi: “Mi piacerebbe andarmene come Aznavour, il giorno prima di un concerto. Ho 81 anni, faccio 7-8 giri di pista minimo al giorno, vado in palestra. Così mi preparo per il tour”

Il cantante racconta a FqMagazine il nuovo tour, i ricordi di Lucio Dalla e come si prepara per esibirsi

di Andrea Conti

“I fischi dei fan dei Led Zeppelin e la prima volta al jukebox” - 3/4

“Il momento più bello della mia carriera è stato quando ho sentito in un jukebox la mia voce, ‘Andavo a cent’allora’, sentivo questa voce piccolina, mi nascondevo, perché mi faceva impressione. Quello è un momento incredibile che non dimenticherò mai, come la prima volta che mi sono rivisto in televisione perché registrammo con Enzo Trapani ‘Alta pressione’ e la domenica sera andava in onda. Mi sono messo in un bar un po’ di nascosto, ero proprio quel programma lì e quando mi sono visto mi ha fatto un grande effetto. Ero contento perché ho pensato subito a mia madre, fan di Claudio Villa. Era talmente fan che tifava più lui di me. Un momento bruttissimo forse è quello del Vigorelli di Milano, mentre facevamo il Cantagiro, una manifestazione che girava l’Italia. Ezio Radaelli, l’ideatore del Cantagiro, a ogni tappa invitava un artista straniero. Il 5 luglio del 71 invita i Led Zeppelin. Radaelli ha avuto l’idea meravigliosa di far cantare prima i cantanti italiani e poi i Led Zeppelin. Non vi dico che cosa è successo, perché c’erano migliaia di ragazzi che stavano lì da quattro giorni, sotto il palco accampati con i sacchi a pelo, aspettavano la band. Quando ho cantato io è successo il finimondo. Era un boato ma alla rovescio perché mi urlavano ‘Vai via’ mentre mi arrivavano addosso pomodori e lattine. Alla fine non hanno fatto cantare nessuno di noi italiani. Ci sono stati danni per le tensioni e le contestazioni, tanto che la band ha suonato solo 20 minuti, abbandonando il palco”.

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