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Carlo Nordio

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Giustizia

4 Ottobre 2024

Ultimo aggiornamento: 17:41 del 4 Ottobre 2024

Caso Artem Uss, “assolti” dal Csm i giudici della Corte d’appello di Milano che decisero gli arresti domiciliari

di F. Q.
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Caso Artem Uss, “assolti” dal Csm i giudici della Corte d’appello di Milano che decisero gli arresti domiciliari
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Carlo Nordio

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La sezione disciplinare del Csm ha assolto i tre giudici della Corte d’appello di Milano per cui il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva avviato un’azione disciplinare in merito alla vicenda di Artem Uss, l’imprenditore russo figlio di un oligarca vicinissimo a Putin evaso dai domiciliari a Milano lo scorso anno e fuggito a Mosca.

La sezione disciplinare ha quindi accolto la richiesta della Procura generale della Cassazione, che chiedeva l’assoluzione dei tre magistrati, per i quali Nordio aveva chiesto l’intervento del Csm a causa della loro decisione di mettere l’imprenditore russo agli arresti domiciliari, da cui Uss è evaso mentre era in attesa dell’iter della estradizione negli Usa. Per Micaela Serena Curami, Stefano Caramellino e Monica Fagnoni sono quindi stati “esclusi gli addebiti”, una formula che coincide nel diritto penale con l’assoluzione per non aver commesso il fatto.

Uss, sospettato di spionaggio, era stato arrestato il 17 ottobre 2022 all’aeroporto di Malpensa, su mandato degli Usa per associazione a delinquere, truffa e riciclaggio perché pendeva una richiesta di estradizione da Washington. In un primo momento, nei suoi confronti era stata disposta la custodia cautelare nel carcere di Busto Arsizio, motivata con il pericolo di fuga. Il 25 novembre, però, la V sezione penale della Corte milanese, che avevano dato il via libera all’estradizione, gli aveva concesso i domiciliari in una sua abitazione a Basiglio (alle porte del capoluogo lombardo), sostenendo che la misura fosse “idonea a garantire l’eventuale consegna all’autorità estera procedente”. Invece da lì Uss era fuggito il 22 marzo, rompendo il braccialetto di sorveglianza.

I giudici avevano riconosciuto le accuse contestate di contrabbando di petrolio dal Venezuela verso Cina e Russia con elusione delle sanzioni e di frode bancaria, ma non quelle di contrabbando di tecnologie militari dagli Usa verso la Russia né quella di riciclaggio. Uss si era sempre dichiarato innocente e aveva chiesto di essere consegnato alla Russia.

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Adn Kronos
  • 10:22 - Bolelli e Vavassori qualificati per le Atp Finals

    Vienna, 28 ott. (Adnkronos) - Il doppio azzurro di Coppa Davis, composto da Simone Bolelli e Andrea Vavassori prenderanno parte alle Nitto Atp Finals, per il terzo anno consecutivo. La certezza è arrivata grazie al successo su Alexander Zverev e Marcelo Melo al primo turno all'ATP 500 di Vienna in due set con il punteggio di 7-6 (8-6), 6-2.

    L'anno scorso i due azzurri hanno raggiunto la prima semifinale per una coppia italiana in doppio maschile. In stagione, Bolelli e Vavassori hanno vinto l'Atp 500 di Rotterdam e due titoli nei Masters 1000, a Miami e agli Internazionali d'Italia.

  • 07:58 - Dal conferimento al riciclo capsule di caffè in alluminio, ecco il 'modello Milano'

    Milano, 28 ott. (Adnkronos) - Con l’entrata in vigore del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Ppwr), avvenuta il 12 agosto 2026, le capsule di caffè vengono riconosciute come imballaggi e possono quindi essere conferite nella raccolta differenziata, secondo le indicazioni del Comune di residenza o del gestore dei rifiuti. “È un cambiamento significativo, che semplifica il gesto da parte dei cittadini - spiega Matteo Di Poce, Sustainability Expert di Nespresso Italiana - Da diversi anni Nespresso segue l’evoluzione del tema del riciclo, con un impegno partito 15 anni fa con il programma dedicato 'da Chicco a Chicco', sviluppato insieme a Cial con l'obiettivo di recuperare le capsule di caffè in alluminio in un contesto che non vedeva ancora le capsule riconosciute come un imballaggio”.

    La novità normativa apre infatti la strada a un riciclo più ampio e organizzato e, di conseguenza, a una maggiore circolarità. A Milano questo approccio è già una realtà: grazie alla sinergia tra le istituzioni locali e i diversi attori della filiera - come Nespresso, A2a, Amsa e Cial, il Consorzio italiano imballaggi in alluminio - le capsule in alluminio possono essere intercettate e selezionate nell'ambito della raccolta pubblica. “Oggi mettiamo a servizio l'esperienza che abbiamo maturato in questi 15 anni per supportare l'evoluzione della raccolta pubblica - aggiunge Di Poce - Questo per far sì che la raccolta e il riciclo delle capsule possano essere sempre più semplici e diffuse in tutto il territorio”.

    Per approfondire il funzionamento del modello Milano, avviato a marzo di quest’anno, è stata organizzata una visita stampa guidata all’impianto di Muggiano di A2a Ambiente, dove è stato possibile osservare da vicino le tecnologie impiegate nel trattamento dei rifiuti. Qui, le capsule in alluminio conferite dai cittadini nel sacco giallo destinato alla raccolta di plastica e metalli, vengono sottoposte a un processo di selezione che consente di recuperare anche le frazioni metalliche più piccole e leggere grazie alla tecnologia Ecs - Eddy Current Separator.

    “Il materiale arriva all’impianto all’interno dei sacchi della raccolta differenziata di plastica e metalli, nei quali sono presenti anche le capsule di caffè in alluminio. Queste, essendo tra gli oggetti di dimensioni più piccole, cadono attraverso i fori più fini del vaglio rotante, la prima macchina che incontra il materiale una volta entrato nell’impianto - illustra Davide Marinzi, responsabile Impianto di trattamento A2A Ambiente - Prima dell’installazione dei nuovi macchinari, questa frazione finiva nello scarto destinato al recupero energetico. Oggi, grazie al separatore a correnti parassite Ecs, i campi elettromagnetici consentono di intercettare e allontanare le capsule dal flusso degli altri materiali, deviandole verso un bunker dedicato. Una volta raccolto, l’alluminio viene pressato in balle e inviato agli impianti di recupero, tipicamente fonderie, dove può essere avviato al riciclo”.

    Il modello Milano dimostra così come la collaborazione tra istituzioni, gestori dei rifiuti e aziende della filiera possa contribuire a valorizzare anche le frazioni più piccole di alluminio, trasformandole da scarto in una risorsa da avviare al riciclo.

  • 19:18 - Ottimisti sulla propria vita, pessimisti sul mondo: cosa racconta il grande sondaggio FII

    (Adnkronos) - Il mondo va nella direzione sbagliata, ma la propria vita, tutto sommato, procede bene. È il paradosso che emerge dal FII PRIORITY Compass 2026, la quinta edizione della grande indagine internazionale realizzata dal Future Investment Initiative Institute con Ipsos. Soltanto il 34% degli intervistati ritiene che il mondo stia andando nella direzione giusta, il 46% pensa altrettanto del proprio Paese, mentre ben il 75% continua a esprimere fiducia nell'andamento della propria esistenza. Un pianeta nel quale il futuro collettivo appare incerto, ma quello individuale conserva una sorprendente capacità di resistenza.

    La ricerca, condotta tra il 24 aprile e il 5 giugno 2026 su 61.200 adulti in 32 Paesi, fotografa un mondo che chiede soprattutto sicurezza economica, servizi pubblici accessibili e tecnologie capaci di migliorare la vita senza sottrarsi al controllo umano.

    Una delle fratture più significative riguarda la percezione del futuro tra Nord e Sud globale. Nei 19 Paesi classificati come Global South, il 47% ritiene che il mondo stia andando nella direzione giusta. Nei 13 Paesi del Global North la percentuale precipita al 15%.

    La distanza si ripete nelle aspettative economiche: il 49% degli intervistati nel Sud globale è ottimista sull'economia mondiale, contro appena il 19% nel Nord. Non significa che le condizioni materiali siano migliori nei Paesi emergenti, ma suggerisce una diversa relazione con il progresso. Dove redditi e opportunità sono cresciuti, il futuro appare ancora come una promessa; dove il benessere è consolidato, prevale la paura di perderlo.

    Anche la fiducia nella mobilità sociale segue questa geografia: il 75% nel Sud globale ritiene che lavorare duramente permetta di migliorare la propria posizione nella società, contro il 60% nel Nord. A livello mondiale la percentuale raggiunge il 69%, sei punti in più rispetto al 2025.

    Per il quinto anno consecutivo, il costo della vita rimane la principale preoccupazione mondiale: lo indica il 56% degli intervistati, sei punti percentuali in più rispetto al 2025. Le spese energetiche pesano in modo particolare, citate dal 34% del campione.

    Quando viene chiesto che cosa conti maggiormente per il benessere personale, ai primi posti compaiono la salute e l'accesso alle cure (44%) e la sicurezza del lavoro e del reddito (43%). Più della metà degli intervistati indica inoltre nel costo della vita e nell'indebitamento ostacoli alla possibilità di avere il numero di figli desiderato.

    La prosperità, insomma, non viene associata soltanto all'aumento del reddito, ma alla possibilità di proteggersi dagli imprevisti. Una domanda di stabilità che attraversa economie avanzate ed emergenti.

    Il rapporto restituisce una popolazione mondiale tutt'altro che ostile alle nuove tecnologie. Il 57% degli intervistati si dice disposto a pagare per acquisire competenze nell'intelligenza artificiale. Ma l'apertura all'innovazione non coincide con la disponibilità a delegarle qualsiasi responsabilità.

    L'80% respinge l'idea che l'AI possa prendere la decisione finale in ambiti delicati come assunzioni, giustizia e sanità. Ancora più ampio, l'85%, è il consenso verso una regolamentazione internazionale.

    L'atteggiamento verso la robotica conferma questa ambivalenza: il 65% ritiene che entro dieci anni i robot saranno una presenza normale nella vita quotidiana e il 61% sarebbe a proprio agio nell'affidare loro le faccende domestiche. L'accettazione diminuisce quando si tratta di delegare attività di cura.

    La tecnologia è dunque benvenuta quando libera tempo e riduce la fatica. Suscita più resistenze quando sostituisce relazioni e responsabilità umane.

    Meno della metà degli intervistati si dichiara soddisfatta dell'assistenza sanitaria disponibile nel proprio Paese, mentre il 63% sarebbe favorevole a pagare tasse più elevate per garantire cure accessibili a tutti.

    Anche l'università attraversa una crisi di percezione: il 65% ritiene che, per la maggior parte delle persone, frequentarla non valga più il costo sostenuto. Il 69% chiede ai governi di dare maggiore priorità alla formazione professionale, anche alla luce dei cambiamenti introdotti dall'AI nel mercato del lavoro.

    Il problema non è soltanto quali professioni verranno automatizzate, ma come preparare lavoratori e studenti a un'economia nella quale le competenze richieste cambiano più rapidamente dei tradizionali percorsi educativi.

    È proprio sul rapporto tra istruzione, opportunità e mobilità sociale che i risultati italiani assumono particolare rilievo.

    Soltanto il 46% degli intervistati ritiene che il sistema educativo offra ai bambini provenienti da famiglie a basso reddito una reale possibilità di migliorare la propria posizione sociale. La media globale è del 60%: quattordici punti di differenza.

    Per oltre metà degli italiani, dunque, la scuola non rappresenta più, o non rappresenta abbastanza, quello strumento di emancipazione sul quale si è costruita una parte importante della promessa democratica del secondo dopoguerra. A indebolirsi non è necessariamente la fiducia nell'insegnamento, ma nella sua capacità di compensare gli svantaggi di partenza.

    Più articolato il giudizio sull'università. In Italia il 53% ritiene che, per la maggior parte delle persone, frequentarla non valga più il costo sostenuto. È una maggioranza, ma ben inferiore alla media globale del 65%: il terzo valore più basso tra i 32 Paesi esaminati.

    Un risultato per certi versi controintuitivo: gli italiani credono poco nella capacità della scuola di favorire la mobilità sociale, ma sono relativamente meno scettici di altri sul valore economico dell'istruzione universitaria.

    Un'altra risposta contribuisce a chiarire il quadro. Soltanto il 47% degli italiani concorda con l'affermazione secondo cui, per trovare un buon lavoro, il titolo di studio conta più delle competenze effettive. È il secondo valore più basso a livello mondiale.

    Si può quindi continuare a considerare utile una laurea senza attribuire ai titoli di studio un valore automaticamente superiore alle capacità concretamente dimostrabili. E si può credere nell'istruzione senza essere convinti che il sistema offra a tutti le stesse opportunità.

    Per le università, ma anche per le imprese, è un segnale da non sottovalutare: la credibilità della formazione passa sempre più dalla capacità di produrre competenze riconoscibili e opportunità professionali, non soltanto certificazioni.

    Se la scuola fatica a convincere gli italiani della propria capacità di ridurre le disuguaglianze, il sistema dell'informazione affronta una crisi di fiducia ancora più evidente.

    L'Italia registra livelli inferiori alla media globale in tutte le forme di media considerate. La televisione nazionale è ritenuta affidabile dal 43% degli intervistati, contro il 62% nel mondo: uno scarto di 19 punti. Per le notizie online la fiducia scende al 37%, contro il 52% globale.

    Il dato più impressionante riguarda però la percezione dell'indipendenza editoriale: l'82% degli italiani ritiene che i media tradizionali siano politicamente orientati.

    Non significa, naturalmente, che l'82% dei media sia effettivamente schierato: il sondaggio misura la percezione dei cittadini. Ma è proprio questa percezione a rappresentare un problema per un settore la cui autorevolezza dipende dalla credibilità.

    La diffidenza, del resto, investe tanto i mezzi tradizionali quanto le piattaforme digitali, suggerendo una crisi più generale nel rapporto tra cittadini e informazione.

    La crisi dei media tradizionali non si traduce automaticamente in una fiducia generalizzata nei nuovi protagonisti dell'informazione digitale.

    Il 48% degli italiani ritiene che i creatori di contenuti online riescano a cogliere le preoccupazioni delle persone comuni. Una valutazione che riguarda soprattutto la capacità di rappresentare bisogni e sensibilità del pubblico, non necessariamente l'accuratezza delle informazioni.

    Gli influencer possono dunque essere percepiti come più vicini all'esperienza quotidiana delle persone, anche quando la fiducia complessiva nelle notizie online rimane bassa.

    È una delle trasformazioni più profonde dell'ecosistema informativo: l'autorevolezza professionale e la capacità di stabilire un rapporto diretto con il pubblico non coincidono più necessariamente.

    La diffidenza verso l'ecosistema digitale si accompagna a una forte domanda di protezione dei più giovani.

    Il 58% degli italiani è favorevole a vietare l'accesso ai social media ai minori di 16 anni, mentre il 37% preferirebbe consentire l'apertura di account soltanto con il consenso dei genitori.

    La posizione italiana si inserisce in una tendenza più ampia: nei Paesi del Nord globale, il 74% ritiene che le aziende tecnologiche non facciano abbastanza per proteggere gli utenti più giovani. Nel Sud globale la percentuale scende al 45%.

    Un'altra manifestazione della diversa percezione della tecnologia: per una parte del mondo l'innovazione digitale continua a rappresentare soprattutto un'opportunità, per un'altra è diventata anche un sistema di rischi da contenere.

    Letti insieme, i risultati globali e quelli italiani raccontano qualcosa che va oltre le singole preoccupazioni.

    Nel mondo, le persone continuano a credere nelle proprie possibilità individuali, ma faticano a riconoscersi nella direzione intrapresa dalle società e dalle istituzioni. Chiedono stabilità economica, cure accessibili, formazione utile e tecnologie governate da regole.

    In Italia, questa distanza assume soprattutto i contorni di una crisi di fiducia nelle istituzioni chiamate a garantire opportunità e informazione. La scuola dovrebbe ridurre gli svantaggi di partenza, ma meno di un italiano su due crede che ci riesca. I titoli di studio dovrebbero aprire opportunità professionali, ma il loro valore viene messo in discussione. I media dovrebbero informare in modo credibile, eppure sono percepiti in larghissima maggioranza come politicamente orientati.

    Non è necessariamente un rifiuto delle istituzioni. È, piuttosto, una richiesta che tornino a dimostrare concretamente la propria utilità e indipendenza.

    Il paradosso fotografato dal FII PRIORITY Compass 2026 è tutto qui: le persone continuano a credere nella possibilità di migliorare la propria vita. Sono molto meno sicure che il mondo sappia aiutarle a farlo._____________________

    Il FII PRIORITY Compass 2026 è stato realizzato con Ipsos attraverso interviste online a 61.200 adulti in 32 Paesi, tra il 24 aprile e il 5 giugno 2026. Il campione italiano comprende 2.500 intervistati. Le percentuali descrivono opinioni e percezioni degli intervistati.

  • 19:01 - Milan-Bologna, Theate, che disastro: Cissè ringrazia e fa 1-1

    (Adnkronos) - Il Bologna si complica la vita con un errore incredibile di Theate, protagonista in negativo di un episodio che cambia la partita di San Siro. Con i rossoblù avanti 1-0 nel match valido per la nona giornata di Serie A, un passaggio sciagurato del difensore belga regala infatti ad Alphadjo Cissè l'occasione perfetta per colpire. Il giocatore si ritrova a tu per tu con Skorupski e lo supera. È il gol del pareggio, nato da una leggerezza difensiva che costa carissimo. Cissè ringrazia e non sbaglia, mentre per Theate è una disattenzione da dimenticare in fretta.

  • 18:25 - Bolelli e Vavassori qualificati per le Atp Finals

    Vienna, 28 ott. (Adnkronos) - Il doppio azzurro di Coppa Davis, composto da Simone Bolelli e Andrea Vavassori prenderanno parte alle Nitto Atp Finals, per il terzo anno consecutivo. La certezza è arrivata grazie al successo su Alexander Zverev e Marcelo Melo al primo turno all'ATP 500 di Vienna in due set con il punteggio di 7-6 (8-6), 6-2.

    L'anno scorso i due azzurri hanno raggiunto la prima semifinale per una coppia italiana in doppio maschile. In stagione, Bolelli e Vavassori hanno vinto l'Atp 500 di Rotterdam e due titoli nei Masters 1000, a Miami e agli Internazionali d'Italia.

  • 17:04 - Hpv, 'Il quinto' un fumetto per sensibilizzare sui rischi del papillomavirus

    Roma, 28 ott. (Adnkronos Salute) - Dall'incontro tra Lucca Comics & Games, il più grande festival europeo dedicato al fumetto, al gioco e all'immaginario fantasy e la biofarmaceutica Msd nasce ‘Il quinto’, un nuovo progetto di comunicazione che, attraverso un fumetto inedito e una storia originale, mira a diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza sul Papillomavirus (Hpv), riconosciuto a livello mondiale - riferisce una nota - come la "seconda causa infettiva di tumori, sia negli uomini che nelle donne". L’opera ha visto per la sua realizzazione il lavoro congiunto di una serie di grandi artisti, come Peach Momoko che ha disegnato la copertina, Luca Enoch, che si è occupato della sceneggiatura, i disegnatori Giacomo Bevilacqua e Paolo Barbieri, protagonisti delle tavole interne e la collaborazione di Valerio Amilcare, ideatore dei contenuti artistici e dell'esperienza interattiva collegata all'iniziativa presente allo stand Msd in Piazza San Martino, nella città toscana.

    Le tavole raccontano di una profonda storia di amicizia, di ricordi e promesse mai dimenticate, che si intrecciano al tema del Papillomavirus. L’attività è centrata sulla diffusione del messaggio tramite il ‘medium del fumetto’, scelto come elemento cardine visto il suo linguaggio universale e coinvolgente che è in grado di interpretare, spingendo tramite l’opera stessa, la diffusione e la conoscenza di un virus ancora poco conosciuto, che ha un impatto molto importante sulla salute di uomini e donne nel nostro Paese e nel mondo. "L'obiettivo di questo fumetto non è soltanto intrattenere, ma stimolare curiosità e consapevolezza - afferma Enoch - Attraverso la forza del racconto vogliamo invitare i lettori ad approfondire il tema dell'Hpv a confrontarsi con il proprio medico e ad accedere a contenuti informativi tramite le esperienze messa a disposizione al festival. Perché una storia può emozionare, ma anche aiutare a compiere scelte più consapevoli per la propria salute".

    Il lancio del progetto è uno degli elementi chiave della 60ª edizione di Lucca Comics & Games e prevede un ricco programma di appuntamenti che coinvolge il pubblico del festival attraverso incontri, momenti di approfondimento e attività esperienziali, sia presso lo stand Msd sia all’interno di alcune delle principali location della manifestazione. L'evento di presentazione - questa sera alle 18 presso il Teatro San Romano - è aperto al pubblico, alla presenza del team che ha lavorato al fumetto e racconterà come il linguaggio dei comics possa trasformarsi in uno strumento efficace anche per avvicinare le persone a temi di grande rilevanza per la salute pubblica, come la sensibilizzazione verso il Papillomavirus. Il fumetto sarà distribuito gratuitamente durante gli eventi dedicati, presso lo stand Msd e attraverso ulteriori punti di diffusione presenti al festival.

    L'esperienza, inoltre, proseguirà oltre la lettura - dettaglia la nota - attraverso un’attività interattiva e un timbro originale per accedere ad attivazioni uniche tutte da scoprire. Molte di queste partiranno dallo stand della farmaceutica in Piazza San Martino, esperienze che consentiranno di connettersi ad un percorso di scoperta della storia originale anche online su sito hpvitalia.it durante il festival e nei giorni successivi alla manifestazione, anche attraverso la App di Lucca Comics & Games. "Il fumetto ha la capacità unica di trasformare temi complessi in storie capaci di coinvolgere ed emozionare - commenta Emanuele Vietina, direttore generale di Lucca Crea e direttore di Lucca Comics&Games - Più di altri linguaggi. Siamo orgogliosi di questa collaborazione con Msd Italia, perché Lucca Comics & Games da sempre mette al centro il ruolo della cultura come strumento di consapevolezza per leggere il presente. Sappiamo che i tumori correlati all'Hpv rappresentano una questione importante per la salute sia delle donne sia degli uomini e crediamo che la nona arte possa rendere accessibili temi complessi e avvicinare nuovi pubblici a una corretta informazione sulla salute. Attraverso la forza del racconto, vogliamo stimolare curiosità e consapevolezza, incoraggiando le persone a informarsi, a parlare con il proprio medico e a compiere scelte consapevoli per la propria salute".

    "Con ‘Il Quinto’ vogliamo superare i confini della comunicazione scientifica classica per raggiungere le persone nei loro luoghi d'elezione, dove vivono le loro passioni - afferma Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata di Msd Italia - La collaborazione con Lucca Comics & Games ci offre un'opportunità unica per dialogare con i giovani adulti tra i 18 e i 30 anni, una fascia della popolazione che spesso non è pienamente consapevole dei rischi e delle conseguenze legati all'Hpv. Il nostro obiettivo è ridurre le distanze, promuovere una corretta informazione e incoraggiare le persone a confrontarsi con fiducia con il proprio medico. La salute e la prevenzione nascono dalla consapevolezza, ma generano un impatto concreto solo quando si trasformano in scelte personali e responsabili, con un impatto che diventa importante anche sulla società, oltre che per la sostenibilità della sanità pubblica".

    Il Papillomavirus umano (Hpv) è un virus molto comune che può colpire donne e uomini di ogni età, compresi gli adulti e che spesso non dà sintomi. Nella maggior parte dei casi, l'infezione viene eliminata spontaneamente dall'organismo, ma quando persiste nel tempo può essere associata allo sviluppo di diverse patologie e di alcuni tumori. In Europa, si stima che l'Hpv sia responsabile di circa il 100% dei tumori della cervice uterina e dei tumori anali, del 78% dei tumori vaginali, del 51% dei tumori del pene, del 37% dei tumori dell'orofaringe e del 31% dei tumori della vulva. L'infezione può interessare sia donne sia uomini e il rischio di acquisirla non scompare con l'età. Per questo è importante conoscere il Papillomavirus, il suo impatto sulla salute e confrontarsi con il proprio medico per ricevere informazioni corrette e aggiornate.

    "Da oltre vent'anni - spiega Carlo Signorelli, professore ordinario di Igiene e sanità pubblica, Università Vita-Salute San Raffaele di Milano - sono impegnato nel sostenere la prevenzione e l'informazione scientifica come strumenti fondamentali per affrontare l’Hpv, un'infezione che può interessare donne e uomini in diverse fasi della vita e che è all’origine di diverse forme di tumore. Oggi disponiamo delle conoscenze, delle strategie e degli strumenti necessari per puntare concretamente all’eliminazione del cancro della cervice uterina e di altri tumori Hpv correlati, ma per raggiungere questo obiettivo è indispensabile coinvolgere l'intera popolazione in una grande sfida di salute pubblica. Per questo è fondamentale investire in iniziative capaci di parlare alle persone con linguaggi accessibili e coinvolgenti. Una maggiore conoscenza dell’Hpv può aiutare a compiere scelte più consapevoli e a confrontarsi con il proprio medico, riferimento essenziale per orientarsi nella prevenzione. Solo attraverso informazione corretta e dialogo possiamo ambire a scrivere la parola fine sui tumori Hpv-correlati".

    I tumori associati all’Hpv "possono essere affrontati efficacemente attraverso una strategia integrata, basata sull’informazione e sulla prevenzione, rivolta sia agli uomini sia alle donne - conclude Caterina Rizzo, professoressa ordinaria di Igiene e medicina preventiva, Università di Pisa - Iniziative come questa aiutano ad avvicinare le persone al proprio medico, favorendo fin da subito un confronto utile a individuare il percorso di prevenzione più appropriato. La comunicazione è fondamentale per trasformare la conoscenza scientifica in consapevolezza. Attraverso linguaggi coinvolgenti come il fumetto possiamo avvicinare il pubblico a temi complessi come l’Hpv, stimolando curiosità e interesse verso informazioni affidabili. Il Quinto dimostra come scienza e storytelling possano lavorare insieme per favorire una maggiore consapevolezza e promuovere un dialogo informato con il proprio medico".

  • 16:57 - Sclerosi multipla, parlare dei disturbi del pavimento pelvico per vivere meglio

    Roma, 28 ott. (Adnkronos Salute) - Rimandare un viaggio, rinunciare a un'uscita, controllare sempre dove si trova il bagno più vicino o vivere con disagio la propria intimità. Per alcune persone con sclerosi multipla (Sm), dietro queste rinunce quotidiane ci sono disfunzioni del pavimento pelvico che possono condizionare il sonno, il lavoro, le relazioni e la vita sociale, ma di cui è ancora difficile parlare. E non si tratta di un problema marginale: in un'indagine condotta su 14.268 persone con Sm, il 41% ha riferito sintomi vescicali moderati o severi, il 30% sintomi intestinali e il 42% sintomi sessuali. Imbarazzo, pudore o la convinzione che tali disturbi siano una conseguenza inevitabile della malattia possono ostacolarne la condivisione durante la visita neurologica. Se non emergono, bisogni con un impatto rilevante sulla vita della persona rischiano di rimanere esclusi dalla valutazione clinica. Trovare le parole per affrontarli con il neurologo rappresenta il primo passo per comprenderne la natura, ricevere una risposta appropriata e partecipare più consapevolmente alle decisioni di cura. È questo il presupposto dello Shared decision making, un modello - informa una nota di Novartis - attraverso il quale medico e paziente mettono in comune competenze cliniche ed esperienza della malattia per orientare insieme le scelte e definire una strategia terapeutica personalizzata. Un approccio che Novartis sostiene attivamente attraverso il profilo Instagram @scaccomattoallaSM, nato per offrire informazioni e strumenti alle persone con Sm e favorire un confronto più aperto con il team curante.

    "Nella sclerosi multipla le disfunzioni del pavimento pelvico non sono riconducibili soltanto a una semplice debolezza muscolare, ma possono manifestarsi anche come alterazioni della funzione vescicale, intestinale e sessuale. È quindi fondamentale comprendere quale sia il meccanismo prevalente e quanto incida sulla quotidianità, così da definire obiettivi realistici e interventi appropriati per la singola persona", commenta Alice Laroni, associato di Neurologia presso il Dipartimento di Neuroscienze, riabilitazione, oftalmologia, genetica, e scienze materno-infantili - Dinogmi, università di Genova. L'eterogeneità delle disfunzioni urinarie associate alla sclerosi multipla - sottolineano da Novartis - trova riscontro negli ampi intervalli riportati in letteratura, legati alle differenti popolazioni e metodologie considerate negli studi: dal 37% al 99% per urgenza, aumento della frequenza urinaria e incontinenza da urgenza; dal 34% al 79% per ritenzione urinaria e difficoltà nello svuotamento della vescica; nel 50-60% delle persone possono coesistere sintomi da vescica iperattiva e difficoltà di svuotamento.

    Quadri clinici così differenti riflettono una caratteristica più ampia della sclerosi multipla, che può manifestarsi ed evolvere in modo diverso da persona a persona. Per questo non può esistere una soluzione uguale per tutti: la personalizzazione deve riguardare l'intero percorso terapeutico, dal trattamento farmacologico più appropriato per il controllo della malattia agli interventi rivolti ai sintomi, tenendo conto delle caratteristiche cliniche, delle priorità e degli obiettivi di vita della persona. Perché questo avvenga, è fondamentale che il paziente si senta libero di raccontare al neurologo ciò che sta vivendo, portando nella visita anche i disturbi più intimi e il modo in cui condizionano la sua quotidianità. Gli strumenti digitali di monitoraggio e supporto alla preparazione alla visita, come Sm Checklist, co-sviluppata da Novartis, dalla Multiple Sclerosis Association of America (Msaa) e da neurologi esperti nell'ambito della campagna 'Scacco matto alla Sm', possono essere di grande aiuto per facilitare discussioni aperte e partecipative con il neurologo.

    "Le evidenze disponibili associano il coinvolgimento attivo del paziente a una maggiore soddisfazione rispetto al trattamento, a una migliore qualità di vita e a una maggiore aderenza terapeutica. Si supera così una visione centrata esclusivamente sul controllo della malattia, a favore di una strategia assistenziale integrata, nella quale le diverse specialità convergono intorno agli obiettivi della persona", prosegue Laroni.

    Questa visione si traduce in una presa in carico della persona con Sm a 360 gradi e multidisciplinare, nella quale la gestione farmacologica della malattia si affianca agli interventi rivolti alle sue diverse manifestazioni. Le disfunzioni del pavimento pelvico possono richiedere la collaborazione di neurologo, fisiatra, fisioterapista specializzato, urologo, ginecologo, gastroenterologo e psicologo. Il programma riabilitativo viene definito in funzione del quadro clinico e può comprendere esercizi per il rinforzo e il controllo muscolare, biofeedback, elettrostimolazione neuromuscolare, supervisione fisioterapica e, quando appropriato, teleriabilitazione. Le evidenze disponibili suggeriscono che tali interventi possano contribuire a ridurre le perdite urinarie e i sintomi del basso tratto urinario, con benefici sulla qualità di vita, pur indicando la necessità di studi più ampi e protocolli maggiormente standardizzati.

    Perché queste opportunità possano tradursi in risposte concrete per le persone, il progresso scientifico deve accompagnarsi alla collaborazione tra tutti i protagonisti del sistema salute. Un impegno condiviso, necessario per integrare l'innovazione nei percorsi assistenziali e favorirne un accesso equo e tempestivo. In questa direzione si inserisce anche il contributo di Novartis, dalla ricerca scientifica alle iniziative dedicate all’informazione e alla partecipazione attiva delle persone con sclerosi multipla. "L'innovazione deve tradursi in percorsi capaci di rispondere alla complessità della sclerosi multipla e ai bisogni individuali. Per Novartis, questo significa affiancare alla ricerca strumenti che favoriscano il dialogo tra persona e team curante, promuovendo decisioni più consapevoli e una cura sempre più personalizzata - dichiara Chiara Gnocchi, Country Comms & Advocacy Head di Novartis Italia - Ascolto, appropriatezza clinica e priorità individuali sono elementi complementari di una cura realmente vicina alla persona".

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