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Carlo Nordio

Referendum Giustizia

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Giustizia

4 Ottobre 2024

Ultimo aggiornamento: 17:41 del 4 Ottobre 2024

Caso Artem Uss, “assolti” dal Csm i giudici della Corte d’appello di Milano che decisero gli arresti domiciliari

di F. Q.
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Caso Artem Uss, “assolti” dal Csm i giudici della Corte d’appello di Milano che decisero gli arresti domiciliari
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Carlo Nordio

Csm

Russia

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La sezione disciplinare del Csm ha assolto i tre giudici della Corte d’appello di Milano per cui il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva avviato un’azione disciplinare in merito alla vicenda di Artem Uss, l’imprenditore russo figlio di un oligarca vicinissimo a Putin evaso dai domiciliari a Milano lo scorso anno e fuggito a Mosca.

La sezione disciplinare ha quindi accolto la richiesta della Procura generale della Cassazione, che chiedeva l’assoluzione dei tre magistrati, per i quali Nordio aveva chiesto l’intervento del Csm a causa della loro decisione di mettere l’imprenditore russo agli arresti domiciliari, da cui Uss è evaso mentre era in attesa dell’iter della estradizione negli Usa. Per Micaela Serena Curami, Stefano Caramellino e Monica Fagnoni sono quindi stati “esclusi gli addebiti”, una formula che coincide nel diritto penale con l’assoluzione per non aver commesso il fatto.

Uss, sospettato di spionaggio, era stato arrestato il 17 ottobre 2022 all’aeroporto di Malpensa, su mandato degli Usa per associazione a delinquere, truffa e riciclaggio perché pendeva una richiesta di estradizione da Washington. In un primo momento, nei suoi confronti era stata disposta la custodia cautelare nel carcere di Busto Arsizio, motivata con il pericolo di fuga. Il 25 novembre, però, la V sezione penale della Corte milanese, che avevano dato il via libera all’estradizione, gli aveva concesso i domiciliari in una sua abitazione a Basiglio (alle porte del capoluogo lombardo), sostenendo che la misura fosse “idonea a garantire l’eventuale consegna all’autorità estera procedente”. Invece da lì Uss era fuggito il 22 marzo, rompendo il braccialetto di sorveglianza.

I giudici avevano riconosciuto le accuse contestate di contrabbando di petrolio dal Venezuela verso Cina e Russia con elusione delle sanzioni e di frode bancaria, ma non quelle di contrabbando di tecnologie militari dagli Usa verso la Russia né quella di riciclaggio. Uss si era sempre dichiarato innocente e aveva chiesto di essere consegnato alla Russia.

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Adn Kronos
  • 13:23 - Calcio: Nazionale, in vendita i biglietti per Italia-Turchia di Nations League

    Milano, 25 ago. (Adnkronos) - Sono in vendita i biglietti per Italia-Turchia, secondo incontro casalingo degli Azzurri nel girone di Uefa Nations League in programma lunedì 5 ottobre (ore 20.45) allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna. I tagliandi potranno essere acquistati presso i centri autorizzati Vivaticket e sul sito ticketing.figc.it, con tariffe agevolate per le famiglie, gli Under 12, gli Under 18 e gli Over 65.

    L’ultima sfida disputata dalla Nazionale a Bologna era stata proprio contro la Turchia: 0-0 il risultato dell’amichevole del 4 giugno 2024, ultimo test di preparazione al Campionato Europeo. Sono 24 gli incontri giocati nel capoluogo emiliano, con un bilancio di 16 successi per gli Azzurri, 5 pareggi e 3 sconfitte. Ecco i prezzi dei biglietti: fieldbox sala 2006, 260 euro; poltrona gold c con ospitalità sala 2006, 200 euro; poltrona 60 euro; poltrona ridotto over 65, 50 euro; tribuna coperta, 50 euro; tribuna coperta ridotto over 65, 40 euro; tribuna coperta ridotto under 12, 10 euro; tribuna coperta laterale, 40 euro; tribuna coperta laterale ridotto over 65, 30 euro; tribuna coperta laterale ridotto under 12, 10 euro; tribuna coperta laterale promo famiglia adulto, 30 euro; tribuna coperta laterale promo famiglia under 18, 20 euro; distinti centrali, 40 euro; distinti centrali ridotto over 65, 35 euro; distinti centrali ridotto under 12, 10 euro; distinti laterali, 35 euro; distinti laterali ridotto over 65, 30 euro; distinti laterali ridotto under 12, 10 euro; curve, 20 euro; curve ridotto under 18, 14 euro; curve ridotto under 12, 10 euro.

    I biglietti ridotti Under 12 sono riservati alle bambine e ai bambini nati dopo il 5 ottobre 2014. I tagliandi Over 65 sono riservati alle persone nate prima del 5 ottobre 1961. I biglietti ridotti Under 18 sono riservati alle persone nate dopo il 5 ottobre 2008. I biglietti Promo Famiglia Adulto e Under 18 di Tribuna Coperta Laterale (Settori A1 e B) sono riservati a un gruppo familiare di minimo tre persone, di cui due adulti e uno o due minorenni (nati dopo il 5 ottobre 2008).

    È inoltre attiva la vendita dei pacchetti di Corporate Hospitality: per dettagli e offerte scrivere a hospitality@figc.it. Le persone con disabilità potranno fare richiesta di accredito nel periodo compreso tra giovedì 1 e venerdì 2 ottobre (entro le ore 18) fino ad esaurimento dei posti disponibili, collegandosi al link https://figc.getyourevent.online/ a condizione di essersi registrati allo stesso link entro venerdì 18 settembre. I titolari delle tessere federali e delle tessere Coni/Figc valide per il 2025 potranno fare richiesta di accredito mercoledì 30 settembre (dalle ore 8 alle 20), fino ad esaurimento dei posti disponibili, collegandosi al link https://figc.getyourevent.online/.

  • 11:36 - Germania: barometro Ifo segnala balzo fiducia imprese ad agosto

    Roma, 25 ago. - (Adnkronos) - E' stato superiore alle attese il balzo dell'indice di fiducia delle imprese tedesche che ad agosto ha raggiunto il livello più alto in un anno grazie al rinnovato ottimismo sulle prospettive economiche, nonostante la guerra in Medio Oriente. E' quanto emerge dall'indagine sul clima nelle imprese dell'Istituto Ifo, un indicatore, attentamente monitorato dal mondo imprenditoriale, salito a 88,8 punti, 2,1 in più rispetto a luglio.

    In generale le aziende si sono dichiarate più soddisfatte della loro situazione attuale e hanno rivisto significativamente al rialzo le proprie aspettative mentre l'incertezza ha continuato a diminuire. Nonostante un ulteriore aumento dei prezzi dell'energia, secondo quanto emerge dall'indagine, l'economia tedesca è in ripresa. In particolare, nel settore manifatturiero, l'indice è salito notevolmente con i manager che hanno valutato le condizioni di mercato attuali come significativamente migliori. Anche le aspettative sono state caratterizzate da un minore scetticismo. Le aziende prevedono un aumento della produzione nei prossimi tre mesi. Invece persiste una insoddisfazione per la situazione degli ordini.

    Anche nel settore dei servizi, il sentiment è migliorat con aspettative più ottimistiche. Ma se i fornitori di servizi IT si sono mostrati più fiduciosi riguardo al loro sviluppo futuro, la situazione nel settore dei trasporti e della logistica rimane difficile. Nel commercio, i rivenditori hanno espresso maggiore soddisfazione per le condizioni di mercato attuali con un miglioramento significativo nel commercio all'ingrosso. Infine nel settore delle costruzioni, la situazione viene considerata peggiore rispetto al passato ma le aspettative sono notevolmente meno pessimistiche.

  • 11:21 - Poste Italiane amplia la rete Postamat, 431 nuove installazioni in primo semestre 2026

    Roma, 25 ago. - (Adnkronos) - Nei primi sei mesi del 2026 Poste Italiane ha installato 431 nuovi sportelli automatici Atm Postamat, portando il totale a 9.668 su tutto il territorio nazionale. Gli Atm Postamat, operativi 24 ore su 24, offrono la possibilità di accedere a diverse operazioni, dalla consultazione di saldo e movimenti alle ricariche telefoniche e di carte Postepay, dal pagamento di bollettini al ritiro del contante anche senza avere con sé la carta fisica con l’App Poste Italiane. Un'espansione, dunque, che "contribuisce a compensare la progressiva desertificazione bancaria del Paese", sottolinea Poste Italiane in una nota. Secondo le ultime rilevazioni della Banca d’Italia sul Sistema dei pagamenti, gli Atm degli istituti di credito sono infatti diminuiti dagli oltre 40mila del 2018 a poco più di 36mila nel 2025. Inoltre le banche hanno chiuso, nello stesso periodo, quasi un quarto delle filiali, mentre Poste Italiane ha mantenuto pressoché stabile la propria rete, preservando la presenza anche nei territori meno serviti.

    Oggi Poste Italiane si caratterizza come l'unica infrastruttura fisica nazionale che continua a garantire un presidio capillare di servizi finanziari, postali e della Pubblica Amministrazione, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli Comuni. Dal 2018 il numero dei Postamat è aumentato di 2.386 unità. Una crescita dei presidi che sfiora il 33% e sono ormai ben cinque le Regioni in cui il numero degli sportelli di Poste Italiane supera quello dell’intero sistema bancario: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Molise e Valle d’Aosta. Una scelta precisa, quella di mantenere la capillarità sul territorio, rafforzata anche dal Progetto Polis, che coinvolge quasi 7.000 uffici postali con meno di 15mila abitanti con l’obiettivo di trasformarli in avamposti della Pubblica Amministrazione, coniugando così digitalizzazione, inclusione sociale e lotta allo spopolamento dei piccoli centri. Il progetto è finanziato per 800 milioni con risorse provenienti dal piano complementare al PNRR e per oltre 400 milioni da Poste Italiane.

  • 12:59 - Desme Digital entra nel Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy

    Roma, 24 ago. - (Adnkronos) - Desme Digital ha aderito al Cluster Tecnologico Nazionale Made in Italy (MinIT), la rete che riunisce imprese, atenei, centri di ricerca e istituzioni attivi nel trasferimento tecnologico e nello sviluppo delle filiere del Made in Italy. Il Cluster lavora su ricerca, trasferimento tecnologico, progettazione condivisa e networking, con l'obiettivo di favorire il confronto tra università e sistema produttivo. L'agenzia porta nel Cluster le proprie attività di ricerca applicata sull'intelligenza artificiale, che procedono lungo due direttrici. La prima riguarda l'applicazione dell'IA nei processi ad alta intensità di conoscenza in ambiti sensibili e ha due obiettivi: rendere esplicito e verificabile il ragionamento alla base delle risposte dei modelli generativi, attraverso approcci neurosimbolici, e proteggere la proprietà intellettuale tramite soluzioni di edge computing. La seconda riguarda l'impiego dell'Ia in ambito transmediale, per costruire ecosistemi capaci di integrare contenuti, formati e fonti diverse.

    Desme Digital lavora con imprese, enti pubblici e organizzazioni su comunicazione, branding, digital marketing, rapporti con i media e progetti di trasformazione digitale. L'organico conta circa venti professionisti, in maggioranza under 40, con competenze che vanno dalla progettazione e sviluppo di soluzioni tecnologiche alla produzione di contenuti. Con l'adesione al Cluster l'agenzia potrà partecipare ai tavoli di confronto della rete e concorrere a progetti condivisi con gli altri aderenti.

    L'ingresso in MinIT arriva dopo anni di investimento sul territorio: sin dall'avvio l'agenzia ha costruito il proprio organico assumendo professionalità locali e creando posizioni qualificate per giovani. "L'ingresso in MinIT apre una nuova fase per noi. Crediamo che la competitività del Made in Italy si costruisca mettendo in relazione identità, tecnologia, ricerca e capacità di comunicare il valore generato. Nel Cluster porteremo le nostre competenze e la prospettiva di un'impresa radicata nel territorio, che investe nei giovani e guarda a una dimensione nazionale", dichiara Vincenzo Morello, presidente di Desme Digital.

  • 12:10 - Ordine medici Roma: "12 ore di attesa in Ps non siano la normalità"

    Roma, 24 ago. (Adnkronos Salute) - L’Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri "esprime forte preoccupazione per i tempi di presa in carico, cura e assistenza che emergono dal nuovo 'Piano regionale per la gestione del flusso di ricovero' approvato dalla Regione Lazio". Così in una nota il presidente dell’Omceo Roma, Antonio Magi.

    "Il Piano - spiega Magi - contiene indicazioni organizzative importanti e correttamente riconosce che il sovraffollamento non è un problema esclusivo del Pronto soccorso, ma riguarda, come in passato, l’intero ospedale e il rapporto tra ospedale e territorio. Tuttavia, gli stessi obiettivi temporali indicati nel documento descrivono una situazione che non può lasciarci tranquilli". Il documento - riporta la nota Omceo - "prevede una permanenza media fino a 480 minuti dalla visita alla dimissione o alla decisione di ricovero, fino a 720 minuti per il ricovero in Terapia intensiva e Psichiatria e una permanenza media che, per il ricovero, può arrivare a 1.000 minuti. Inoltre, soltanto dopo il superamento delle 12 ore dall’accesso è prevista la presa in carico del paziente da parte del personale dell’unità operativa di destinazione".

    "Parliamo di persone malate, spesso anziane - osserva Magi - fragili e con più patologie, molte di queste croniche o multi toniche e che possono rimanere per molte ore in ambienti sovraffollati, in attesa di un posto letto. Il tempo trascorso in Pronto soccorso non è un semplice dato organizzativo: è tempo di cura e di assistenza e può incidere sulla sicurezza, sulla dignità e sugli esiti clinici del paziente. Bisogna potenziare urgentemente la medicina specialistica territoriale per ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorsi".

    I dati riportati nel Piano - dettaglia la nota - "confermano la dimensione del problema: nel 2025 i Pronto soccorso del Lazio hanno registrato oltre 1,8 milioni di accessi; quasi 260 mila hanno determinato un ricovero e oltre 61 mila un trasferimento presso un’altra struttura. Quasi la metà dei ricoveri ordinari per acuti riguarda persone con almeno 65 anni".

    "Accogliamo positivamente l'obiettivo di superare il cosiddetto boarding", cioè la permanenza dei pazienti in Pronto soccorso in attesa di un posto letto, "e di coinvolgere maggiormente tutti i reparti ospedalieri. Ma nessun modello organizzativo - avverte Magi - può funzionare senza un numero adeguato di professionisti, sia in ospedale sia sul territorio, a partire da medici specialisti e infermieri. Servono inoltre posti letto realmente disponibili, diagnosi tempestive, trasporti efficienti e servizi territoriali in grado di garantire un’assistenza continua e accompagnare in sicurezza i pazienti al momento della dimissione. Non è possibile affrontare il problema affidandosi soltanto alla medicina generale o aumentando le ore di lavoro in ospedale".

     

    L’Omceo Roma chiede pertanto - riferisce la nota - che l’attuazione del Piano "sia accompagnata da risorse professionali e strutturali ospedaliere e territoriali adeguate, da indicatori pubblici e verificabili e da un monitoraggio costante dei tempi effettivi di visita, diagnosi, ricovero, trasferimento e dimissione in ogni struttura". "Non basta trasferire formalmente la responsabilità del paziente dopo 12 ore. Bisogna fare in modo che nessun cittadino debba attendere così a lungo prima di ricevere il livello di cura e assistenza di cui ha bisogno. Occorre intervenire sulle carenze strutturali e di personale, tutelando contemporaneamente i pazienti e i professionisti, che non possono continuare a sostenere da soli il peso delle inefficienze organizzative. Il Piano rappresenta un punto di partenza, ma ora servono prima di tutto confronto con gli operatori dell’ospedale e del territorio, tempi certi, risorse e risultati concreti" conclude Magi.

  • 22:41 - Inps, Santangelo: "A Meeting Rimini non solo presenza istituzionale, nascono idee e progetti"

    Roma, 23 ago. (Adnkronos) - "La presenza dell’Inps al Meeting di Rimini non è soltanto una testimonianza istituzionale, ma rappresenta ogni anno un’occasione per offrire servizi ai cittadini, confrontarsi e lanciare nuove idee e progettualità". Lo ha dichiarato Salvatore Santangelo, capo Ufficio Stampa dell’Inps, intervenendo durante la conferenza stampa del presidente dell’Istituto, Gabriele Fava, dedicata al bilancio del Progetto Giovani.

    "Anche quest’anno - ha spiegato Santangelo - lo stand dell’Inps, grazie alla Direzione centrale Comunicazione e ai colleghi delle sedi territoriali dell'Emilia Romagna, offre servizi di informazione e consulenza a cittadini e utenti. Ma il Meeting è soprattutto un luogo nel quale l’Istituto può sperimentare e mettere a disposizione nuove iniziative".

    "Due anni fa abbiamo presentato nuovi strumenti per consentire ai giovani, e non solo, di esplorare il proprio futuro previdenziale e acquisire maggiore consapevolezza rispetto al passaggio dalla vita lavorativa alla quiescenza. Lo scorso anno, su impulso del presidente Fava, abbiamo portato al Meeting il confronto con le realtà europee che si occupano di previdenza e welfare: da quella esperienza è nata una progettualità importante, che ha contribuito alla nascita della Direzione centrale Relazioni internazionali".

    "Quest’anno - ha proseguito - il presidente ha veicolato nuove idee e proposte per affrontare sfide decisive per il Paese, a partire dalla denatalità e dalla necessità di garantire alle nuove generazioni un futuro previdenziale dignitoso".

    "La conferenza stampa di oggi rappresenta inoltre un esercizio di trasparenza: abbiamo voluto confrontarci con la stampa e tracciare un bilancio delle attività realizzate, verificando concretamente i risultati raggiunti. È un metodo che risponde alla linea indicata dal presidente Fava fin dall’inizio del suo mandato: rendere l’Inps un’Istituzione sempre più aperta, capace di ascoltare, innovare e indicare nuove strade", ha concluso Santangelo.

  • 17:58 - Terremoto Centro Italia, Tajani: "Il 70% degli 8 miliardi erogati è arrivato dopo il 2023: questo governo ha cambiato passo"

    (Adnkronos) - A dieci anni dal terremoto che ha devastato il centro Italia, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un'intervista esclusiva all'Adnkronos, fa il punto sulla ricostruzione e rivendica il cambio di passo che c'è stato grazie al governo Meloni.

    Ministro Tajani, sono passati dieci anni dal terremoto del Centro Italia. Qual è il primo pensiero?

    "Il primo pensiero è per le 299 vittime: 237 ad Amatrice, 11 ad Accumoli e 51 ad Arquata del Tronto. È da loro che bisogna partire. Quel terremoto non ha soltanto distrutto case, strade e monumenti: ha sconvolto la vita di migliaia di persone e ferito l’identità di intere comunità. Sono scomparsi campanili, chiese, piazze, luoghi che custodivano la memoria collettiva. Dieci anni dopo abbiamo il dovere di ricordare, ma anche di fare un bilancio serio di quello che è stato fatto e di quello che resta ancora da fare, senza cadere nella tentazione di fare propaganda o demagogia sulla pelle di chi ha sofferto, e ancora soffre, le conseguenze del sisma".

    Lei ha seguito quelle terre, anche per un legame personale con il centro Italia, fin dai giorni immediatamente successivi al sisma. Che ricordo conserva?

    "Un ricordo e un legame fortissimi. Allora ero parlamentare europeo eletto proprio nella circoscrizione del Centro Italia e, quando nel gennaio 2017 fui eletto presidente del Parlamento europeo, dedicai la mia elezione alle vittime del terremoto. Ai sindaci feci una promessa molto semplice: non vi lasceremo soli. Sul mio telefonino avevo uno sticker con scritto 'I love Norcia'. Può sembrare un particolare, ma per me rappresentava la volontà di riscatto di quelle comunità".

    E quella promessa come si tradusse concretamente?

    "Il 24 marzo 2017 convocai a Norcia una riunione straordinaria dei vertici del Parlamento europeo, cioè l’Ufficio di presidenza e la Conferenza dei Presidenti. Volevo che le istituzioni europee toccassero con mano, di persona, la gravità della situazione. Volevo che non calasse l’attenzione. Ricordo ancora la commozione del sindaco Nicola Alemanno quando glielo comunicai. Pochi mesi dopo, luglio 2017, annunciai lo stanziamento di 1,2 miliardi di euro dal Fondo di solidarietà europeo: il più grande mai concesso fino ad allora a uno Stato membro".

    Quindi l’Europa, in quel caso, ha risposto?

    "Rispose perché l’Italia seppe chiedere con forza e credibilità. L’Europa come la intendiamo noi di Forza Italia nel solco di Berlusconi dev’essere questo: non un palazzo lontano, ma una comunità che interviene quando cittadini e territori vengono colpiti. Quella vicenda dimostrò che, quando l’Europa vuole, può essere davvero presente. E molto concreta. Aggiungo che dopo il sisma, grazie a una nostra iniziativa e con il consenso di tutte le forze politiche, per diversi anni i risparmi del bilancio interno della Camera dei deputati sono stati destinati alla ricostruzione. Dal 2016 al 2021 sono stati complessivamente 387 milioni di euro: 47 milioni nel 2016, 80 nel 2017, 85 nel 2018, 100 nel 2019, 40 nel 2020 e 35 nel 2021. È la dimostrazione che, davanti a tragedie di queste dimensioni, la politica può e deve sapere mettere da parte le divisioni".

    Com’è proseguito il suo rapporto con le zone colpite?

    "Quando re Felipe VI di Spagna mi assegnò il premio Carlo V per il mio impegno europeo, decisi di dedicarlo alle popolazioni terremotate. Il premio prevedeva anche 30mila euro, che ho devoluto interamente ai Comuni di Arquata del Tronto, Norcia e Accumoli. Ho cercato, nei diversi incarichi che ho ricoperto, di mantenere l’impegno preso allora".

    Dieci anni, però, sono tanti. Perché la ricostruzione è stata così difficile? Si è fatto abbastanza o si poteva fare di più?

    "Si può sempre fare di più, ma questo non significa che non sia stato fatto tanto. Vanno considerate pure le dimensioni del sisma, si è intervenuti su un territorio vastissimo e complesso, inoltre per troppo tempo procedure e burocrazia hanno rallentato tutto. Ma proprio negli ultimi anni abbiamo cambiato passo. Il governo di centrodestra, attraverso il commissario alla ricostruzione, i parlamentari e gli amministratori del territorio, ha impresso una forte accelerazione. E i numeri lo dimostrano".

    Quali numeri?

    "Parliamo di oltre 500mila persone che vivono nell’area del cratere. Per la ricostruzione privata sono stati concessi più di 12 miliardi di euro e ne sono già stati erogati 8. Un dato è particolarmente significativo: circa il 70 per cento di queste risorse è stato erogato dopo il 2023 cioè con questo governo. Dal 2022 a oggi sono tornati nelle proprie abitazioni quasi 5.500 nuclei familiari su circa 14 mila, con un aumento del 38,4 per cento rispetto al 2022. Vuol dire che l’accelerazione c’è stata ed è stata forte".

    Non vorrà dirmi che i problemi sono tutti risolti?

    "Assolutamente no. Sarebbe sbagliato e persino offensivo nei confronti di chi ancora aspetta di tornare nella propria casa. Abbiamo accelerato, ma non possiamo accontentarci. Adesso viene la parte decisiva: completare la ricostruzione e soprattutto impedire lo spopolamento. Ricostruire le case non basta: dobbiamo impedire che si svuotino i paesi".

    È questo il rischio più grande?

    "Sì. Il rischio è ricostruire perfettamente un borgo e poi scoprire che non ci vive più nessuno. Per questo bisogna accompagnare la ricostruzione materiale con lavoro, infrastrutture, servizi, attività economiche, turismo. L’Appennino centrale non può diventare un museo a cielo aperto. Deve continuare a essere un luogo nel quale le persone scelgono di vivere, lavorare e crescere i propri figli. Per questo è fondamentale incentivare soprattutto i giovani a non lasciare i paesi o in ogni caso a tornarci".

    Lei insiste molto anche sul valore culturale e spirituale di questi territori. Perché?

    "Perché non stiamo parlando soltanto di una questione locale. Norcia è la città di San Benedetto, patrono d’Europa. La storia benedettina appartiene all’intera civiltà europea. E poi ci sono Cascia con Santa Rita, Tolentino con San Nicola, Leonessa con San Giuseppe. Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo custodiscono un patrimonio storico, culturale e spirituale che appartiene all’Italia e all’Europa. Salvare questi luoghi significa salvare una parte della nostra identità, italiana ed europea".

    Che cosa deve accadere adesso?

    "Bisogna continuare ad accelerare. Meno burocrazia, tempi certi, cantieri più veloci e una strategia per riportare famiglie e imprese nei territori. Noi di Forza Italia continueremo a stare in prima linea. Dieci anni dopo il terremoto, il modo migliore per onorare le vittime non è soltanto ricordare ciò che è accaduto: è mantenere fino in fondo la promessa fatta alle loro comunità. Non considerarsi mai liberi da questo impegno, come se fosse stato già fatto tutto il possibile. Lo dico con umiltà: c’è ancora tanto lavoro da fare".

    Quindi, dieci anni dopo, qual è la promessa?

    "La stessa di allora: nessuno dev’essere abbandonato. Solo chi vuol fare demagogia nega che molto sia stato fatto. Certamente noi abbiamo cambiato passo, ma non molleremo finché la ricostruzione non sarà completata e queste comunità non avranno ritrovato pienamente, insieme ai fasti del passato, anche nuova vita nel loro futuro".

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