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L’alfabeto di Raffaella Carrà. Da Carramba che all’inizio rifiutò (“stanno sempre a frignà”) al no a Frank Sinatra (“misi la sua collana in un posacenere”)

Tifava Juve ma non solo, era molto scaramantica e sapeva cucinare bene, una cosa in particolare... "Raffa" dalla A alla Z

di Francesco Canino

F. FEDE. Era una donna di fede, anche se non l’ha mai sbandierata. Pregava ed era devota in particolare di Padre Pio. Già molto malata, la showgirl espresse il desiderio che le sue ceneri, prima della tumulazione, fossero portate a San Giovanni Rotondo. E così Sergio Japino ha fatto.

G. GAY. Raffa di lotta e di pailettes, è sempre stata al fianco della comunità Lgbtqi+ quando la parola gay, negli anni ’60, non era nemmeno entrata nel vocabolario italiano. “Ricevevo tante lettere di ragazzi gay. Scrivevano: ‘Non mi suicido solo perché ci sei tu’. Con loro diventavo io la spalla a cui appoggiarsi”, rivelò la Carrà. A chi gli chiedeva perché venisse considerata un’icona gay, rispondeva: “La verità è che morirò senza saperlo. Sulla tomba lascerò scritto: ‘Perché sono piaciuta tanto ai gay?’”. Una risposta, in realtà, provò a darsela: “Qualche volta nella vita si ha un feeling senza parlare e questo evidentemente è nato in maniera spontanea. Perché io non promosso nulla: sono stati loro che mi hanno scelta e di conseguenza io li rispetto prima e li amo dopo”.

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