Balneabili non balneabili i 30 chilometri di Riviera Romagnola? Per il Comune di Rimini lo sono sempre state, per l’Agenzia regionale per l’ambiente dell’Emilia-Romagna invece sei zone sono tornate nei parametri di normalità. La notizia che oltre 30 chilometri di costa – da Goro a Cattolica – non rispettassero i limiti ha destano allarme e preoccupazione giovedì mattina mattina. Nel pomeriggio a distanza di pochi minuti sono arrivate le due note. La prima quella dell’Arpae con il ritorno alla normalità in alcune zone, l’altra del comune di Rimini che ha comunicato che le acque erano balneabili.

Il comunicato dell’Arpae – Parte delle acque della Riviera romagnola che nei giorni scorsi hanno registrato valori di escherichia coli oltre la norma sono tornate balneabili. 14 campioni aggiuntivi eseguiti mercoledì nelle acque di balneazione della Romagna risultate non conformi ai limiti di legge nel corso dei campionamenti di martedì scorso, “hanno permesso di verificare il rientro nei limiti normativi per 6 acque” fa sapere l’Arpae, l’agenzia regionale per l’ambiente dell’Emilia-Romagna. Le acque tornate idonee alla balneazione rientrano nei territori di Cervia, Bellaria-Igea Marina e Rimini. “Sono ancora in corso i campionamenti aggiuntivi nelle restanti acque di balneazione, al fine di verificare l’andamento dei fenomeni di inquinamento e il rientro nei limiti di legge dei parametri batteriologici risultati non conformi”, spiega Arpae.

Il Comune di Rimini – “Degli ulteriori accertamenti su alcune acque di balneazione del territorio riminese, eseguiti da un laboratorio esterno per conto del Comune, hanno permesso di appurare che non vi sarebbe stato alcun superamento dei limiti di escherichia coli rispetto a quanto invece riscontrato da Arpae” fa sapere il municipio. Era stato il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, giovedì mattina a comunicare la notizia della non balneabilità spiegando che venerdì si sarebbe tenuto un incontro tecnico sul tema tra Regione, Arpae, Ausl Romagna e i Comuni costieri, per trovare una soluzione a questa “anomalia”. In serata invece è arrivata la comunicazione che spiega che i valori sono normali: “Sono di pochi minuti fa i risultati dei campioni di acqua di mare per le 7 acque di balneazione del litorale nord di Rimini, commissionati dal nostro Comune al Laboratorio certificato Lav e svolti nella mattinata del 26 luglio”. I prelievi sono stati fatti negli stessi luoghi, nella stessa giornata e a mezz’ora massima di distanza da quelli di Arpae che hanno registrato 28 superamenti dei limiti normativi lungo altrettanti punti della costa romagnola.

I risultati in mano al Comune, svolti con una delle due metodologie certificate, “sono tutti, nessuno escluso, ampiamente sotto i parametri normativi, sia per quanto riguarda la concentrazione di escherichia coli che di enterococchi”, dichiarano da Palazzo Garampi. E perciò tutte e sette le acque risultano “perfettamente idonee alla balneazione”. L’esito è dunque completamente opposto a quello di Arpae, “per cui i Comuni del Riminese e della Romagna non individuano alcuna motivazione evidente e plausibile“. “Il Comune di Rimini ha voluto eseguire in questa occasione un campionamento autonomo per verificare con un ‘doppio controllo’ – si legge nella nota – lo stato di salute del proprio mare, vista e considerata l’eccezionale condizione climatica e siccitosa di questa stagione estiva con possibili inediti effetti sull’habitat naturale“.

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