È il custode di quei luoghi e il suo profilo Instagram è lo scrigno dell’amore per quella montagna che domenica è diventata protagonista di una strage. “Ho pianto, non ho dormito nulla, sono stanco morto. Tra le vittime c’è anche un amico, una guida alpina di Padova. Se il seracco fosse caduto durante la settimana, se fosse caduto oggi che è brutto tempo, non ci sarebbero stati tutti quei morti… Invece tutti gli episodi si sono concatenati, creando i presupposti per la tragedia: il giorno, l’ora, il caldo” spiega in un’intervista al quotidiano La Repubblica, Carlo Budel, che ha in gestione il Punta Penia, il rifugio a 3.343 metri sulla vetta della Marmolada.

“Ogni tanto, durante il giorno, vado alla croce di vetta per rilassarmi. Quest’anno sento un suono pauroso, sono i torrenti che scorrono sotto il ghiaccio: scavano, scavano, scavano… E sotto quel seracco collassato c’era un lago… Però da qui a dire che ho lanciato un allarme, ce ne passa. – continua Budel che aveva sul suo profilo scritto dei torrenti sotto il ghiacciaio – C’è chi ha fatto passare il messaggio che qualcuno non abbia fatto il proprio dovere. Non è così: quello che è successo domenica, lo ha affermato anche l’alpinista Simone Moro, non era né prevedibile, né evitabile. Per questo dico: non date la colpa a nessuno, non cerchiamo un capro espiatorio. Però dobbiamo essere consapevoli che abbiamo una colpa collettiva per il modo in cui stiamo trattando il nostro pianeta”.

“Se non agiamo per fermare il riscaldamento globale, lo vedo male. Oggi c’è una pioggerellina che sembra di essere a Jesolo: di solito con questo tempo nevica… Il ghiacciaio resterà chiuso tutta l’estate, anche se mi aspetto che riaprano il percorso che porta in vetta dalla ferrata della cresta ovest. Ma è così anche altrove: un’amica guida alpina è stata pochi giorni fa in Svizzera, per un’uscita su un ghiacciaio più piccolo della Marmolada: l’hanno rimandata indietro, era troppo pericoloso”. Il ghiacciaio a “metà giugno era come a fine estate. Senza neve, nero, pieno di crepacci. Anche la vetta è pulitissima: mai visto nulla del genere negli anni in cui io ho gestito la Capanna. La verità è anche un’altra: quest’anno non ci sono state precipitazioni, mentre nel 2021 sono caduti 12-13 metri di neve, lo scorso agosto il ghiacciaio aveva ancora il suo bel manto bianco”. Il futuro della Marmolada, “se non agiamo per fermare il riscaldamento globale, lo vedo male“.

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