A trent’anni dalla Strage di Capaci pochi si ricordano di come Giovanni Falcone all’epoca venisse costantemente attaccato da molti colleghi magistrati e dalla stampa. Ne ha parlato il direttore de ilfattoquotidiano.it Peter Gomez nel corso della diretta dedicata al podcast Mattanza assieme agli autori Giuseppe Pipitone e Marco Colombo: “Falcone e Borsellino venivamo massacrati con gli stessi argomenti con cui oggi vengono attaccati molti magistrati… l’argomento principale era che parlavano troppo, concedevano interviste, oggi avete visto il governo e questa maggioranza, anzi tutto il parlamento, ha finito per approvare una norma che di fatto chiude la bocca ai magistrati… Falcone e Borsellino con questa norma sarebbero stati espulsi dalla magistratura, perché parlavano delle loro indagini. Lo facevano non per protagonismo ma perché chi viveva in terra di mafia, come la Sicilia dell’epoca, doveva farlo per risvegliare la coscienza sociale e per proteggersi: quando uno ha un segreto in mano è più facile che venga ammazzato. La classe politica degli ipocriti e dei sepolcri imbiancati ha stravinto”.

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