Atteso da settimane da sindacati e lavoratori, ma non ancora risolutivo. Il vertice tra sindacati e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, sul futuro dei circa 1890 navigator, i cui contratti di collaborazione scadranno il prossimo 30 aprile, si è risolto in un nulla di fatto. Almeno per ora. Tradotto, a partire dalla Festa dei lavoratori del Primo maggio, resta per ora concreto il rischio che “i lavoratori restino a casa, senza più un’occupazione”, come ha spiegato al termine dell’incontro il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.
“Alla domanda ‘da maggio chi paga i navigator’, la risposta ancora non c’è. Il governo ha messo a disposizione delle risorse, ma non è un passo avanti che risolve il problema”, ha continuato Bombardieri. “Un altro tavolo è stato convocato per il 27 aprile (a tre giorni dalla scadenza dei contratti, ndr), aspettiamo di capire come evolveranno gli ulteriori incontri in programma con il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e le Regioni, che al momento sono state latitanti”, ha aggiunto. Tutto mentre, a pochi giorni dalla fine dei contratti, riprenderà la mobilitazione dei lavoratori: “Dal 26 aprile inizieranno dei presidi permanenti per richiamare governo e politica alle loro responsabilità. Ricordiamo che in questo Paese non è ancora reato protestare perché si perde il posto di lavoro e ora se ne stanno perdendo troppi”, hanno spiegato sindacati e lavoratori, all’esterno del ministero del Lavoro, a Roma.
Così, dopo due proroghe (e una terza che, almeno per il momento, il governo non sembra ancora voler prendere in considerazione, al di là delle richieste dei sindacati e dei lavoratori), la figura professionale introdotta con il reddito di cittadinanza, con il compito di aiutare i percettori del sussidio a trovare un impiego, rischia di venire archiviata. “Persiste un preoccupante disallineamento con il ministero della Funzione Pubblica e tra i tempi di realizzazione di quanto annunciato e la necessità di assicurare immediatamente continuità occupazionale a tutte le lavoratrici e i lavoratori”, rivendicano i sindacati, convinti che sia necessaria ancora la proroga dei contratti. “Non è la soluzione, ma è l’unico strumento che ci permetterebbe di accompagnarci a un’altra soluzione, di tipo strutturale”, ha spiegato Silvia Simoncini (Nidil Cgil).
“Le risorse ci sono, quello che manca è la volontà politica, almeno in una parte del governo”, c’è chi attacca tra i navigator. “Questo è un problema che riguarda tutto l’esecutivo, non soltanto il ministro Orlando – ha spiegato ancora Bombardieri – Se è grave l’assenza di Brunetta al tavolo? Sì, registro che è stato chiamato e che c’è una discussione aperta. Ma al momento non abbiamo visto nessun esponente del suo ministero al vertice”.
Dal ministero del Lavoro, per ora, è stata chiarita soltanto con una nota ‘l’intenzione di non disperdere un patrimonio di competenze che in questo tempo si è creato, valutando di concerto con il dipartimento della Funzione Pubblica e con le Regioni la strada da percorrere concretamente in tempi brevi”. I tempi però sono stretti, con il destino dei navigator ancora in bilico: “La delusione per questo incontro c’è, è assurdo in un Paese civile doversi ritrovare senza certezze e senza risposte a una settimana dalla fine dei nostri contratti”.
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