”Gli interventi previsti dal governo sul reddito di cittadinanza insufficienti? Mi pare che questa manovra non ha riformato il Reddito di cittadinanza, ha semplicemente irrigidito un po’ i controlli e in parte anche le condizioni di accesso”. A sottolinearlo è la presidente del Comitato scientifico per la valutazione del reddito di cittadinanza, Chiara Saraceno, a margine della presentazione di dieci proposte di modifica, ora sul tavolo del governo: da meno paletti per gli stranieri a più soldi alle famiglie numerose, fino allo stop al vincolo mensile di spesa, ma non solo. Secondo Saraceno “va benissimo aumentare i controlli ex ante, non siamo assolutamente contrari, ma pensiamo che ci sia una sopravvalutazione del rifiuto del lavoro da parte dei beneficiari del reddito, una sopravvalutazione non fondata su elementi empirici certi. Quello che però non funziona sono i Centri per l’impiego: non sappiamo quante domande di lavoro siano state fatte e quante siano state rifiutate, ma sappiamo che sono relativamente poche le persone prese in carico. E da qui dobbiamo partire”, ha precisato.
Saraceno ha spiegato poi come le denuncia di imprese che non trovano lavoratori, che godono di molto eco sui media, siano per lo più “per occupazioni molto specializzate che sicuramente non riguardano le competenze dei beneficiari”. Se bisogna fare una riforma “bisogna entrare più nel merito come noi abbiamo cercato di fare soprattutto per quanto riguarda l’occupazione e non solo per le regole di accesso”, ha tagliato corto. Già nel corso della conferenza stampa, Saraceno si era detta dispiaciuta per il fatto che nel decidere le modifiche già inserite in manovra il governo non abbia tenuto conto dei dati e degli orientamenti degli esperti.
Un impianto, quello delle proposte presentate dal comitato, che rischia di non entrare in forma di emendamenti alla manovra, considerato l’accordo pressoché chiuso tra le forze eterogenee della maggioranza. Tanto che lo stesso Orlando ha ammesso come, di fatto, sia “una base da cui il Parlamento può partire per riflessioni e ulteriori integrazioni” e come alcune proposte vadano a scontrarsi con gli equilibri di una maggioranza così eterogenea. E ancora: “Quello che la politica riuscirà a tradurre in concreto è un altro paio di maniche. Sono ottimista che alcuni interventi che incrociano alcuni temi già presenti nella manovra di bilancio possano essere utili per definire nel dettaglio ulteriormente alcune scelte già compiute. Altre hanno invece una valenza di buon senso e possono essere recepite e ce ne sono alcune di carattere politico più impattante (come il punto sui minori paletti per gli stranieri, ndr) su cui le forze politiche faranno le loro valutazioni. Mi auguro che quelle del centrosinistra condividano l’impianto delle proposte, ma è una verifica ancora tutta da fare”, si è limitato a spiegare il ministro del Lavoro.
“C’è anche una parte con un impatto finanziario più significativo e ne discuteremo con il Mef”, ha concluso Orlando. Saraceno ha però ricordato come alcune misure avrebbero in realtà un costo quasi nullo, come quelle relativo al cambio della scala di equivalenza, in modo da concedere aiuti più generosi per le famiglie numerose. O minimo, come nel caso del dimezzamento a 5 anni del periodo di residenza richiesto agli stranieri, che avrebbe “un costo pari a 300 milioni di euro”.

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