Trieste è diventata ormai la capitale della protesta contro il Green pass. Il Coordinamento 15 ottobre, sorto dopo i blocchi attuati dai lavoratori portuali, ha annunciato manifestazioni da venerdì 22 a domenica 24 ottobre. Sale quindi la tensione perchè Piazza Unità, proprio sotto le finestre delle istituzioni cittadine e della Regione Friuli Venezia Giulia, è diventato il punto in cui si raccolgono centinaia di no-vax. Mediamente, durante la giornata del 20 ottobre, secondo fonti della Prefettura si è registrato un migliaio di presenze. Ma per il fine settimana ne sono attese almeno 20 mila. La preoccupazione è legata soprattutto a frange di “black bloc” o di estremisti di destra che potrebbero convergere nel capoluogo giuliano per far degenerare la situazione fino alla guerriglia urbana. Per questo il controllo sugli arrivi è altissimo.

In riferimento al corteo annunciato per il 22 ottobre, il prefetto Valerio Valenti ha parlato di “attenzione massima”, proprio per il timore di infiltrazione. Sulla presenza non autorizzata in piazza Unità, ha spiegato che “essendo il numero diminuito non ci sono le premesse, al momento, per azioni di sgombero”. Il corteo annunciato dal Coordinamento 15 ottobre guidato da Stefano Puzzer e dal medico no vax Dario Giacomini partirà alle 14 da Largo Riborgo. Gli organizzatori hanno lanciato un appello alle altre città italiane: “Manifestate nelle vostre piazze”. Per sabato è previsto un incontro con il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli. “Sarà la conclusione di questa lunga settimana di civile protesta. – scrive in un comunicato il Coordinamento 15 ottobre – Inviteremo in piazza Unità tutti coloro che vorranno far sentire la loro voce ai rappresentanti del Governo. Nessun atto di violenza contro alcuno dovrà essere manifestato dalla piazza. Ci auguriamo che siano rappresentate tutte le categorie, dagli studenti ai docenti, dai lavoratori portuali a quelli delle industrie, dai sanitari al pubblico impiego, includendo anche le partite Iva. Contemporaneamente si continuino a presidiare le altre piazze d’Italia in cui allestiremo impianti audio-video per comunicare l’esito dell’incontro”.

Il prefetto ha riunito il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Al termine Roberto Dipiazza, il sindaco appena rieletto, ha dichiarato: “Sono preoccupato per le manifestazioni di venerdì e sabato, è una situazione drammatica. In vita mia, e ho 68 anni, non avevo mai visto una cosa del genere e mai avrei pensato di vederla. Intanto ho deciso che avvieremo l’iter per approvare prossimamente una delibera che vieti manifestazioni politiche di qualsiasi genere in piazza Unità”. A chi gli chiedeva di possibili interventi contro chi occupa attualmente la piazza, ha risposto: “Il sindaco non ha la competenza per intervenire, la sicurezza è in mano a Prefettura e Questura, non posso andare io a cacciare i manifestanti”. Dalla segretaria provinciale del Pd, Laura Famulari, è invece arrivato un severo monito: “Il sindaco si decida a chiedere che piazza Unità sia liberata da un’occupazione illegale che è anche un atto di prepotenza contro la città e la maggioranza dei triestini”.

Al momento non è stata avanzata nessuna richiesta ufficiale, ma sui social è partito il tam-tam per un secondo corteo che si muova da piazza Goldoni, organizzato non dal Comitato 15 ottobre, ma da altri gruppi del movimento. Le anime sono molte e diverse. Ad esempio i No Green pass sono contrari al dialogo con le istituzioni, che costituirebbe solo un tentativo per lo Stato di prendere tempo, in attesa che la protesta si sgonfi. Il neoconsigliere comunale Ugo Rossi, leader di 3V, ha detto: “La nostra idea è di mantenere la piazza e il presidio. Non parteciperemo ad alcun corteo”. Un gruppo aveva installato un palco in piazza Unità, per ospitare concerti e comizi. Ma i pochi portuali rimasti sono intervenuti (prima della Questura) convincendo l’Unione gruppi veneti a smontare tutto: “Questa è una protesta, non una sagra”. La Digos sta monitorando i movimenti di esponenti di alcune organizzazioni del Veneto e della Lombardia che sarebbero pronti a raggiungere Trieste per alzare il livello dello scontro. Per questo le vie di accesso alla città vengono tenute sotto controllo. Ma i “black bloc” sono specializzati nelle infiltrazioni invisibili, pronti a comparire in piazza al momento opportuno.

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