Per essere ‘Navigator’ hanno superato una selezione nazionale. E ogni giorno nei centri per l’impiego dove lavorano per conto di Anpal servizi, malgrado siano loro stessi precari, seguono i percettori del reddito di cittadinanza e cercano faticosamente di incrociare offerte lavorative congrue con i profili di chi prende il sussidio al reddito. Il loro contratto co.co.co. scade a fine dicembre e, al momento, sembrerebbero candidati ad essere le prime vittime della probabile riforma del reddito di cittadinanza.

Non ci si può giudicare solo dai numeri delle persone occupate – spiega a ilfattoquotidiano.it il navigator Giovanni ‘Gianni’ Bianco – il nostro lavoro comprende una presa in carico delle persone con le loro risorse e le loro difficoltà, i numeri che vengono dati spesso non tengono conto di quante persone percepiscono il reddito ma non sono, di fatto, inseribili nel mercato del lavoro”. Il sostegno al reddito può fare a meno dei navigator? “Sarebbe come dare una paghetta, mancherebbe tutta una componente, che svolgiamo con cura ogni giorno, che non è mero incrocio delle domande di lavoro e con i profili dei percettori, ma una presa in carico a tutto tondo, che spesso aiuta le persone a riscoprire le proprie potenzialità oltre che trovare lavoro”.

Il ruolo dei navigator, assunti a seguito di un concorso nazionale nel 2019, è quello di supportare gli operatori dei Centri per l’Impiego nella realizzazione dei percorsi di formazione e inserimento lavorativo dei percettori, che vengono contattati uno a uno e devono effettuare incontri periodici con i propri tutor di riferimento. “Non si può valutare il nostro lavoro senza considerare la platea dei percettori che spesso versano in condizioni di gravi difficoltà personali o familiari, con un livello medio di istruzione molto basso e lunghe storie di disoccupazione – spiega Giovanni Bianco – eppure ci sono diversi casi positivi, e ogni percettore seguito che trova un’occupazione è motivo di grande soddisfazione, proprio perché non si tratta quasi mai di situazioni semplici”. I migliori risultati che sono capitati a Giovanni Bianco? “Un manovale di 61 anni che è stato assunto a tempo indeterminato, una giovane assunta dal Ministero per i beni culturali durante il lockdown, diversi inserimenti nel pubblico. Tutte persone che se non avessero dovuto incontrarmi per gli obblighi previsti dal reddito di cittadinanza non si sarebbero mai recati al centro per l’impiego né avrebbero trovato le opportunità lavorative ritagliate sul loro profilo”.

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