“Se mi danno un lavoro con uno stipendio più alto del reddito di cittadinanza, io mollo il reddito. Però mi devono dare un lavoro sicuro e in regola, se mi prendi che non mi metti in regola io non lo mollo”. Emanuela ha 55 anni e vive a Sesto San Giovanni. Da due anni vive grazie al reddito di cittadinanza dopo aver lavorato a lungo come cameriera ai piani negli alberghi milanesi. “Ma poi ho dovuto dire basta perché non ce la facevo più con la schiena” spiega mentre prepara un caffè.

Troppo giovane per andare in pensione e impossibilitata a svolgere il lavoro di prima a causa del logoramento fisico. “Ho fatto richiesta del reddito e vivo con quello”. Cinquecento euro al mese. “Così riesco ad arrivare al 18-19 del mese, ma tirando la cinghia”. Una volta a settimana ha i colloqui con i servizi sociali. “Ieri mi hanno richiamato in un hotel, ma con la mia schiena non posso”. E quando sente un politico attaccare il reddito di cittadinanza risponde così: “Renzi dice che stiamo sul divano? Noi giriamo per cercare lavoro, mentre lui sta seduto sulla poltrona”.

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