Nato ad Agrigento nel 1970, avvocato ed enfant prodige della politica. Cresciuto nella Dc, con Forza Italia viene eletto all’Assemblea regionale siciliana a 25 anni e alla Camera a 30. Ministro della giustizia con Silvio Berlusconi, dell’Interno con Enrico Letta e Matteo Renzi, degli Esteri con Paolo Gentiloni: ha lasciato la politica nel 2018, l’anno dopo ha accettato di diventare presidente del gruppo San Donato, la holding della famiglia Rotelli che domina la sanità privata in Lombardia. Più contestato l’altro lavoro cominciato da Alfano solo 30 giorni dopo aver concluso la sua esperienza di governo: consulente per il nuovo team dello studio legale Bonelli Erede specializzato in Public International Law & Economic Diplomacy con focus su Mediterraneo, Africa e Medio Oriente, con un occhio di riguardo all’Egitto. Paese dove nel 2017 Alfano aveva inviato un nuovo ambasciatore italiano, dopo averlo richiamato a Roma in seguito alla morte di Giulio Regeni. Una scelta che aveva scatenato le polemiche dei familiari del giovane ucciso nel 2016. Tra i primi a chiedere spiegazioni sul nuovo lavoro dell’ex ministro: “Chiedo che rapporti ha ora Alfano, che ora fa l’avvocato, col suo studio legale con l’Egitto”, ha ripetuto la madre di Regeni solo pochi mesi fa.

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