La bufera sul vaccino Astrazeneca, sospeso in via precauzionale in alcuni stati europei, e sotto osservazione in Italia per la segnalazione di tre casi di decessi in Sicilia ha spinto l’Aifa a sospendere la somministrazioni di dosi dal lotto utilizzato. Le dosi di quel lotto sono state usate a partire da metà febbraio in diverse regioni e non sono state segnalate reazioni avverse gravi. E se alcuni paesi, Danimarca in primis, hanno sospeso la somministrazione, altri come Francia e Germani hanno deciso di proseguire.

“Si è arrivati alla sospensione di un lotto del vaccino AstraZeneca in seguito alla comunicazione, partita anche dalla Procura di Siracusa, relativa a tre eventi avversi fatali che hanno portato alla necessità in via precauzionale al fine di acquisire tutti gli elementi di esclusione di un nesso di causalità. I dati non sono causalmente provati e vanno ulteriormente investigati. Ieri abbiamo pubblicato il secondo Rapporto degli eventi avversi per tutti i vaccini; ci sono stati in generale una quarantina di decessi, tutti valutati come non correlati al vaccino stesso” ha spiegato il direttore generale dell’Aifa Nicola Magrini al Tg3.

“La decisione di ritirare un lotto è una misura cautelativa, consente di ispezionare nel dettaglio il lotto, fare esami sulla qualità del prodotto e verificare le circostanze. Allo stesso tempo i dati di tutti i paesi arrivati dall’Ema sono rassicuranti. Va mantenuta la campagna vaccinale – prosegue Magrini – perché il profilo rischi benefici per questo vaccino è positivo, i rischi non sono tali da comprometterne il valore. Certamente vanno informati i cittadini, vanno tenuti al corrente dei progressi anche negli altri paesi. Ritengo che la scelta fatta da alcuni paesi di fermare per alcuni giorni la campagna sia un’opzione possibile, sospenderla per un certo periodo al fine di valutare l’accaduto e poi riprendere una volta chiariti tutti i dubbi. Avere fatto la scelta di isolare solo un lotto e mantenere la campagna vaccinale aperta è una scelta analoga e più limitata come impatto ed è l’intento per cui si è scelto questo approccio.

“È giusto adottare la linea del rigore – ha detto al Tg1 il direttore della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza – L’Ema, l’agenzia regolatoria europea, continua a rassicurare sull’uso di questo vaccino, di cui sono stati usate oltre 8 milioni di dosi nel Regno Unito” e “non c’è stata alcuna reazione avversa di tipo veramente grave, per cui dati potrebbero essere rassicuranti, ma il caso cui stiamo facendo riferimento è certamente preoccupante per cui è giusto che si adotti la linea del rigore”. Proprio da Downing street è arrivata una nota di fiducia sul composto, sviluppato dall’Università di Oxford: “IL vaccino anti Covid di AstraZeneca è sicuro ed efficace secondo i dati scientifici elaborati nel Regno Unito, dove sono state finora vaccinate in totale circa 23 milioni di persone utilizzando in misura analoga questo antidoto e quello prodotto da Pfizer”. Comunque “il ministero della Salute invierà degli ispettori subito per verificare le procedure” dice Rezza.

“Il nostro comitato di vigilanza si è riunito d’urgenza questa settimana e ha ridiscusso tutti i dati di AstraZeneca. Quello che è risultato è che sia difficile trovare un nesso di causalità tra gli eventi, compresi i decessi, e il vaccino. L’incidenza è molto bassa, sotto la soglia di quello che ci aspetteremmo anche se la vaccinazione non ci fosse stata. Tutti questi dati ci fanno dedurre che non ci sia alcuna correlazione” ha detto Marco Cavaleri dell’Ema, ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. “Chi ha sospeso il vaccino AstraZeneca lo ha fatto per ragioni cautelative, hanno deciso di prendere una pausa per capire meglio. È una scelta legittima che possiamo sicuramente capire. Ma io sarei disposto senza alcun dubbio a fare ognuno di quei vaccini che abbiamo autorizzato, compreso AstraZeneca” ha aggiunto Cavaleri, ricordando che “Ema ha affrontato la valutazione del vaccino di AstraZeneca come quella di tutti gli altri vaccini. Quello che ci serve avere è sufficienti evidenze di qualità ed efficacia nel tempo. È vero che gli studi di AstraZeneca sono stati più complessi di quello che avremmo sperato, ma alla fine siamo riusciti a valutare i dati e a concludere che il vaccino sia sicuro ed efficace“.

“Da un’analisi dei nostri dati di sicurezza su oltre 10 milioni di somministrazioni – fa sapere Astrazeneca – non è emersa alcuna prova di un aumento del rischio di embolia polmonare o trombosi venosa profonda in qualsiasi gruppo di età, sesso, lotto o in qualsiasi paese in cui è stato utilizzato il vaccino AstraZeneca contro Covid-19. A seguito della recente segnalazione di alcuni eventi avversi gravi segnalati in concomitanza temporale con la somministrazione del vaccino AstraZeneca contro Covid-19, l’Azienda – si legge nella nota – sta collaborando con le Autorità sanitarie e regolatorie che stanno procedendo agli accertamenti necessari“.

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