Danimarca, Islanda e Norvegia hanno deciso di sospendere in via cautelare la somministrazione dei vaccini AstraZenecaCopenhagen per 14 giorni, gli altri due Paesi “fino a nuovo avviso” – dopo che nel primo Paese si è verificata “una morte sospetta” e sono stati rilevati problemi nella coagulazione e nella circolazione del sangue di alcuni pazienti che avevano ricevuto dosi dal lotto Abv5300. Lo stesso che è legato in Austria al caso di una donna deceduta e di un’altra ricoverata per un’embolia polmonare dopo la somministrazione di due dosi del vaccino, motivo per cui Vienna insieme a Estonia, Lituania, Lussemburgo e Lettonia hanno deciso di sospendere le inoculazioni dei farmaci provenienti dal lotto Abv5300 – non distribuito in Italia – prodotto dall’azienda anglo-svedese. All’interno di ogni lotto di AstraZeneca sono contenute circa 500mila dosi. Francia e Germania hanno invece deciso di non interrompere le somministrazioni. Sono 30 i casi di trombosi su 5 milioni di somministrazioni.

Telefonata Draghi-Von der Leyen – Sul caso della sospensione dei vaccini, Mario Draghi ha avuto un colloquio telefonico con Ursula Von der Leyen dal quale – riferiscono fonti di Palazzo Chigi – è emerso che non c’è alcuna evidenza di un nesso tra i casi di trombosi registrati in Europa e la somministrazione di Astrazeneca. La presidente della Commissione europea ha inoltre “comunicato che l’Ema ha avviato una ulteriore review accelerata” sul farmaco.

Cosa succede in ItaliaAnche in Sicilia si è verificato il decesso di due agenti delle forze dell’ordine pochi giorni dopo avere ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca. In entrambi i casi le dosi – come si legge sul quotidiano livesicilia.it – provenivano dallo stesso lotto (ABV2856) che però non è quello legato ai casi austriaci, perché il lotto ABV5300 non è stato distribuito in Italia. Su entrambi i casi è stato aperto un fascicolo di indagine. Al momento non c’è nessuna evidenza di correlazione tra la morte e l’inoculazione del farmaco. Oltre a Danimarca, Austria, Estonia, Lituania, Lussemburgo e Lettonia, gli altri Paesi che hanno ricevuto vaccini dal lotto numero ABV5300 sono Bulgaria, Cipro, Francia, Grecia, Islanda, Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Spagna e Svezia.

Perché la Danimarca ha sospeso AstraZeneca Copenhagen ha deciso di sospendere in via precauzionale per 14 giorni l’uso del vaccino anti Covid di AstraZeneca a seguito di “segnalazioni di gravi casi di coaguli nel sangue tra le persone vaccinate”, una delle quali è morta, hanno riferito le autorità sanitarie nazionali. Chiarendo che “non è stato determinato, al momento, che ci sia un legame tra il vaccino e i coaguli di sangue”. La premier Mette Frederiksen ha comunque spiegato che bisogna “fare ulteriori ricerche su questo punto”. La sospensione dell’uso di AstraZeneca è programmata per due settimane. Il 22 marzo si farà una nuova valutazione.

“È con rammarico che riceviamo questa notizia ed è troppo presto per dire cosa significherà per la nostra tabella di marcia sulle vaccinazioni“, ha spiegato la premier. Tanto che la fine del programma di vaccinazione slitta alla metà di agosto, rispetto all’inizio di luglio, come da previsioni iniziali. La Danimarca ha somministrato più di 142mila vaccinazioni con AstraZeneca, pari a circa un quarto della popolazione che ha già ricevuto la prima dose.

“Siamo nel mezzo del più grande e importante lancio di vaccinazioni nella storia danese e abbiamo bisogno di tutti i vaccini su cui possiamo mettere le mani, quindi non è una decisione facile metterli in pausa”, ha detto Soeren Brostroem, responsabile dell’autorità sanitaria. “Dobbiamo chiarire, prima di continuare a utilizzare il vaccino AstraZeneca“, ha aggiunto. Il ministro della Sanità danese Magnus Heunicke ha comunque precisato, su twitter, che non è ancora chiaro se i problemi nelle coagulazione e nella circolazione del sangue siano o meno legati al vaccino. La decisione “segue le notizie di gravi casi di coaguli di sangue in persone vaccinate con il vaccino anti Covid-19 di AstraZeneca“, ha spiegato in un comunicato l’Autorità sanitaria danese, aggiungendo comunque che “al momento non è stato determinato che ci sia un legame tra il vaccino e i coaguli di sangue”. Dopo la decisione di Copenhagen, anche Norvegia e Islanda hanno sospeso per precauzione e fino a nuovo avviso l’uso del vaccino AstraZeneca.

Il caso austriaco – Domenica scorsa l’ufficio federale austriaco per la sicurezza sanitaria ha reso noto di avere sospeso la somministrazione di un lotto di vaccini AstraZeneca (il numero ABV5300) in seguito al decesso di una donna ed il ricovero di un’altra per un’embolia polmonare dopo la somministrazione di due dosi del vaccino. L’Ema, però, sulla base di un’indagine preliminare, ha chiarito ieri che non è stato il farmaco anti Covid a determinare la morte dell’infermiera. “Al momento non ci sono indicazioni che la vaccinazione abbia causato queste condizioni, che non sono elencate come effetti collaterali di questo vaccino”, ha detto in un comunicato l’Agenzia europea del farmaco, riferendosi anche al caso dell’altra infermiera ricoverata in ospedale dopo la vaccinazione.

Ema: “Non ci sono rischi maggiori di coaguli per i vaccinati” – L’Agenzia europea del farmaco ha riferito che “le informazioni disponibili finora indicano che il numero di eventi tromboembolici nelle persone vaccinate non è superiore a quello osservato nel resto della popolazione. Al 10 marzo 2021, sono stati segnalati 30 casi di eventi tromboembolici tra quasi 5 milioni di persone vaccinate con il vaccino AstraZeneca nello Spazio economico europeo”, aggiungendo che si può continuare a utilizzare il vaccino anti-Covid in attesa delle indagini sui coaguli di sangue e che il Comitato per la sicurezza sta esaminando tutti i casi segnalati. “Attualmente non ci sono indicazioni che la vaccinazione abbia causato queste patologie, che non sono elencate come effetti collaterali con questo vaccino. La posizione del comitato per la sicurezza dell’Ema (PRAC) è che i benefici del vaccino continuano a superare i suoi rischi e il vaccino può continuare a essere somministrato mentre sono in corso le indagini sui casi di eventi tromboembolici”. Per parte sua l’azienda anglo-svedese ha rilasciato una breve nota in cui ha dichiarato che “la sicurezza del vaccino” contro Covid-19 “è stata ampiamente studiata nei trial clinici di fase 3 e i dati sottoposti a peer-review confermano che il vaccino è generalmente ben tollerato”.

Anche il Regno Unito, a seguito di quanto deciso dalla Danimarca e dagli altri Paesi, è intervenuto attraverso un un portavoce di Downing Street, spiegando che il vaccino anti Covid in questione è “sicuro ed efficace” secondo i dati scientifici elaborati in Gran Bretagna, dove sono state finora vaccinate in totale circa 23 milioni di persone utilizzando in misura analoga questo antidoto e quello prodotto da Pfizer. “Siamo stati chiari sul fatto che sia sicuro ed efficace e quando alle persone viene chiesto di prenderlo, dovrebbero farlo con fiducia”, ha detto un portavoce del premier Boris Johnson, sottolineando come non via nessun legame confermato tra l’impiego del vaccino AstraZeneca e casi di trombosi.

Cosa ha deciso la Francia – “Ho investito della questione l’Agenzia nazionale per la sicurezza del farmaco. Secondo loro, non c’è motivo di sospendere la vaccinazione con AstraZeneca – lo ha detto il ministro della Salute francese, Olivier Véran, rispondendo a una domanda dei giornalisti durante la conferenza stampa del giovedì – Secondo l’Agenzia nazionale che segue le raccomandazioni dell’Agenzia europea del farmaco non c’è motivo di sospendere la vaccinazione con AstraZeneca. Delle inchieste vengono condotte sistematicamente ogni volta che emerge un effetto collaterale grave. Su 5 milioni di europei, 30 persone hanno lamentato disturbi della coagulazione“. “Questo – ha proseguito Véran – non rappresenta un aumento statistico del rischio. Su 5 milioni di europei non vaccinati, ci si può aspettare che anche 30 di loro presentino disturbi della coagulazione. Quello che viene definito il rapporto rischi-benefici vede i benefici superiori ai rischi. Ma indagini sono in corso”. Ad una successiva domanda sullo stesso argomento, Véran ha portato un esempio: “Supponiamo – ha detto il ministro – che tutti i francesi si vaccinino oggi. Domani ci sarebbero comunque quelli che morirebbero di infarto, di ictus, o di trombosi“.

Cosa ha deciso la Germania – Anche la Germania ha deciso di non interrompe la somministrazione del vaccino come ha reso noto il Paul Ehrlich Institut, sottolineando che fino ad ora non vi è alcun indizio che vi sia un collegamento fra il decesso avvenuto in Danimarca e il vaccino. L’istituto inoltre sottolinea che dopo una prima verifica l’Ema “ha mantenuto la sua valutazione positiva del vaccino autorizzato di AstraZeneca”. In Germania, nei giorni scorsi, è stato annunciato che le dosi AstraZeneca sono consigliate anche per gli ultrasessantacinquenni.

Cosa ha deciso la Spagna – La Commissione di Salute Pubblica della Spagna ha rinviato la decisione, attualmente in fase di discussione, sulla possibile estensione della somministrazione del vaccino anti-covid di AstraZeneca anche a persone di oltre 55 anni. Lo ha anticipato la radio Cadena Ser e lo confermano altri media spagnoli. Le autorità sanitarie spagnole hanno deciso di aspettare il responso dell’Agenzia europea dei medicinali Ema riguardo alla revisione.

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