Una corona di fiori accanto alla lapide, in via della Libertà a Palermo. Un omaggio per ricordare Piersanti Mattarella nel luogo in cui 41 anni fa, il 6 gennaio del 1980, fu ucciso per mano della mafia. Alla commemorazione, tenuta nel rispetto delle norme anti Covid per evitare assembramenti davanti alla lapide, hanno partecipato in mattinata il vicepresidente della Regione Gaetano Armao e l’assessore Toto Cordaro. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha deposto un mazzo di fiori. “Fu ucciso da un sistema criminale e politico che considerava un ostacolo ai propri sporchi affari la presenza di un presidente della Regione che aveva una visione e che stava avviando la Sicilia ad un cambiamento profondo”, ha detto il sindaco Orlando, che di Mattarella fu collaboratore. “Siamo qui per fare memoria e dire che in questi anni certamente la Sicilia e la città di Palermo sono cambiate ma non possiamo abbassare la guardia“.

Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia, ex presidente del Senato e ora senatore di Leu, 41 anni fa era il magistrato di turno. “Piersanti Mattarella aveva avviato un rinnovamento politico, culturale e civile. Voleva che la nostra terra fosse libera dalle logiche mafiose per sviluppare le sue potenzialità con trasparenza e rigore. Un sogno per tutte le persone oneste. Per questo fu ucciso“. Racconta in un post: “Quel giorno ero il magistrato di turno e mi precipitai in via della Libertà, a Palermo. Fu la mia prima indagine di mafia. Ricordo la confusione, lo sgomento di tutti e la sensazione che con Mattarella avevamo perso l’occasione di un cambiamento. Ma la Sicilia, e un Paese, dalle “carte in regola” è una sfida ancora attualissima”.

Tutti i partiti di tutti gli schieramenti hanno ricordato il presidente della Regione siciliana. Il presidente della Camera Roberto Fico ha pubblicato una nota su Facebook: “Era in prima linea nella lotta contro la criminalità organizzata e contro l’inquinamento mafioso della politica. Il suo coraggio e la coerenza morale devono costituire per noi tutti, cittadini, politica e istituzioni, l’esempio da cui trarre l’ispirazione e la forza necessaria per proseguire lungo la strada obbligata e senza ritorno della lotta alla criminalità organizzata”, ha aggiunto.

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