Dietro alle proteste andato in scena nella notte a Napoli “c’era anche una sapiente regia“. Lo scrive su Facebook Nicola Morra, il presidente della commissione parlamentare Antimafia, specificando che all’interno del corteo contro le restrizioni anti-Covid che poi ha dato vita agli scontri con la polizia è stata “accertata la presenza reale di uomini dei clan della Pignasecca, del Pallonetto e dei Quartieri Spagnoli“. Parla di “azioni preordinate” anche il viceministro dell’Interno con delega alla Pubblica Sicurezza, Matteo Mauri, spiegando che le proteste non sono state spontanee ma “organizzate nella quasi totalità da frange di tifosi violenti, da ambienti criminali, anche legati a settori dell’estremismo politico“.

Il post di Morra – Il senatore Cinquestelle se la prende però anche con coloro che “hanno sempre e soltanto ostentato sprezzo per le evidenze che la realtà ci ha offerto in tutti questi mesi“. Il riferimento è a chi ha negato o minimizzato la pandemia di coronavirus “con le loro ‘fesserie'”, scrive Morra. “Dimenticando cortei di camion militari impegnati a portare via bare, un Pontefice inverosimilmente solo in Piazza San Pietro durante uno dei riti più importanti della cristianità, tutti i ‘non ce n’è Coviddi‘ ed i loro amplificatori tv e social impegnati ad ottenere share ed ascolti perché fa più rumore l’albero che cade piuttosto che la foresta che cresce, erano lì, immaterialmente, ad ostentare la loro stupidità“, attacca il presidente della commissione Antimafia.

“Solo che questi individui, con la loro irrazionalità narcisistica, stanno facendo danni enormi alla salute collettiva. E non glielo possiamo consentire. Li sconfiggeremo con la forza della ragione, con l’evidenza della verità“, aggiunge ancora Morra. Che poi si rivolge ai conduttori tv “sempre pronti ad invitare nei loro dibattiti il meglio del peggio”, invitandoli “a mostrare immagini riprese nei reparti Covid, dando la parola agli operatori sanitari realmente impegnati a fermare il virus. Non quelli perennemente in Tv facendo pensare che non abbiano presenze significative in corsia, ma quelli anonimi che preferiscono stare accanto ai degenti piuttosto che alle videocamere”. “Cambierebbe tanto. Si chiama realtà”, conclude Morra.

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