“Cerco di saltare completamente ogni commento su tutto quello che è stato detto e scritto in queste settimane. Non rispondo a nulla, dovrei perdere ore intere a rispondere a cose indegne”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, introduce la sua diretta informativa su Facebook, difendendo con forza la sua ultima ordinanza dalle varie critiche, da lui definite “aberranti”.
De Luca è tranchant: “Siamo nel pieno della seconda ondata dell’epidemia con una differenza rispetto a marzo: i numeri di contagio sono molto più alti, ma con situazioni di minore gravità. Tuttavia, questo non ci deve illudere, perché man mano che ci avviciniamo all’inverno e si alza l’età dei contagiati, dobbiamo mettere in conto un aggravamento della malattia. Di fronte a questi numeri di contagio in Italia, le mezze misure non servono più a niente. Prima prendiamo decisioni forti, meglio è. Più ritardiamo le decisioni, più ci avviciniamo al momento in cui saremmo costretti a prendere decisioni ancora più gravi, ma avendo l’acqua alla gola”.

Poi si sofferma sull’ordinanza di stop alle scuole: “Nessuno pensi che queste misure difficili e rigorose siano state prese a cuor leggero. Ci pensiamo non una, ma 100 volte. Ieri, intorno alle 10 del mattino, quando ci è arrivata la notizia che avevamo sforato i 1000 contagiati, abbiamo passato tutta la giornata a verificare, a discutere, a impostare l’ordinanza, a cercare di capire punto per punto quale fosse la cosa più utile e necessaria da fare. Quello che decidiamo oggi avrà effetto tra 20 giorni. Ma queste decisioni vanno prese oggi. Vi prego di comprendere che abbiamo preso questa decisione, dopo aver riflettuto e confrontato le diverse ipotesi con tutte le persone responsabili”.

E puntualizza: “Noi non abbiamo chiuso le scuole, questa è una notizia sbagliata che è arrivata agli organi di informazione. Abbiamo deciso due settimane di didattica a distanza per cercare di contenere l’onda di contagio. Una scelta difficile, non presa a cuor leggero, ma era una delle misure necessarie da prendere, anche secondo gli epidemiologi. Ora dobbiamo usare responsabilmente queste due settimane per lavorare sull’aumento delle linee di trasporto e sulla differenziazione degli orari, ricorrendo anche a turni pomeridiani se necessario. La scuola è un tema delicatissimo, cui teniamo tutti”.

De Luca sottolinea che il principale obiettivo è salvare vite umane: “Dobbiamo preparare un adeguato numero di terapie intensive. Qui il problema vero non è nei posti, ma nel fatto che mancano in tutta Italia gli anestesisti. Abbiamo fatto concorsi nelle scorse settimane: non c’è stato un solo anestesista. Per questo, abbiamo concordato di chiedere alla Protezione Civile l’invio di 800 medici. Se necessario, bloccheremo l’attività di altri reparti per servizi non essenziali al fine di mettere in piedi tutte le terapie intensive necessarie. Prenderemo misure di guerra – conclude – ma se vogliamo salvare la vita dei nostri concittadini dobbiamo decidere. Costi quel che costi. Vi prego di credermi: a volta non si riesce a dormire la notte. Vi chiedo comprensione e vi chiedo anche di aiutarci con la vostra collaborazione. La cosa che fa davvero stare male è l’idea che basterebbe avere persone responsabili per risolvere la gran parte dei nostri problemi. Ma è inutile perdere tempo”.

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