Siamo nel pieno di una vigorosa ma anomala campagna elettorale, e non solo per il dramma della epidemia da Covid. Dobbiamo tra poco votare per il rinnovo del Consiglio regionale, dove la probabile vittoria del candidato Vincenzo De Luca ha portato con se una “carica” di oltre mille candidati a consigliere, impegnati tutti a dimostrare al nuovo “Re Borbone” quanto siano individualmente “pesanti” in termini di preferenze personali, poco o nulla contando sia la coerenza politica che le competenze specifiche, soprattutto in tema di Ambiente e Salute.
Questo proprio nella Regione della Terra dei Fuochi, che è tornata a imperversare senza contrasto dopo la pausa da Covid, anche in questa campagna elettorale.

Ma dobbiamo votare anche per dare democraticamente la nostra opinione sul taglio dei parlamentari come modifica costituzionale votata e vigente dal Parlamento. Il tutto con più di un occhio (e prelazioni in virtù dei risultati) alla campagna elettorale di fatto già partita per le prossime elezioni al Comune di Napoli, terza città metropolitana di Italia, nella prossima primavera 2021.

Mentre il Comune di Napoli annaspa in questi ultimi mesi della gestione De Magistris in un mare di debiti, il cui “buco” più urgente verrebbe stimato in non meno di 75 milioni di euro l’anno, la campagna elettorale per le regionali procede come un treno in corsa e uno degli slogan più utilizzati da vari candidati è quello di “tagliare il pedaggio della tangenziale di Napoli, unica tangenziale interna a pedaggio di Italia!” che rende al privato concessionario Paolo Cirino Pomicino non meno di 70 milioni di euro l’anno di reddito (in realtà dello Stato!), pari a circa 270mila euro al giorno. Il risparmio che si intende realizzare con il taglio dei parlamentari in Italia non è superiore alle 235mila euro al giorno!

Come si vede, molto meno di quanto lo Stato (magari tramite il Comune di Napoli) sarebbe immediatamente in grado di incassare al giorno semplicemente riprendendosi ciò che è suo: il pedaggio di una strada costruita dallo Stato per i cittadini ivi residenti di quello Stato!

Chi, semplicemente per motivi elettorali, sta urlando di volere azzerare il pedaggio della tangenziale di Napoli certifica solo una gravissima incompetenza non solo gestionale, ma soprattutto dannosa alla salute pubblica, dal momento che solo la regolamentazione rigida dei flussi di auto e mezzi pesanti sulla tangenziale all’ingresso della città di Napoli, che si può ottenere facilmente differenziando i pedaggi sulla base del peso e del carico inquinante, può incidere significativamente sui parametri anche di salute della città di Napoli, la più giovane di Italia ma dove ormai da anni, e non solo per Terra dei Fuochi, ci si ammala e si muore più che in tutta Italia, Lombardia e Milano comprese!

Due semplici dati a conferma: lo studio dei “Cittadini per l’Aria” ha certificato “dal basso” nel corso di quest’anno quali sono le strade dove si registra il maggior carico inquinante e quindi danno per la salute anche nella città di Napoli. In questi giorni, utilizzando un altro studio della Università di Napoli, Il Mattino ha calcolato altresì le vie di Napoli dove si registra il maggior flusso di auto giornaliero, con eccezionali flussi di autoveicoli sino a quasi 60mila passaggi al giorno (e solo da ore 6 a 21).

Una semplice occhiata da tecnico competente a questi due dati messi insieme evidenzia chiaramente un paradosso: l’ennesimo della città di Napoli, la città dei paradossi. Le strade cittadine con il maggiore flusso di autoveicoli al giorno non corrispondono a quelle certificate più dannose per polveri sottili pm 10 e 2.5 e biossido di azoto, sia dall’Arpac che dai Cittadini per l’Aria. Che Significa? Vuol dire semplicemente, come ben sappiamo tutti, che il danno alla salute da polveri sottili e da biossido di azoto, specie a Napoli centro ed est, non dipende in maniera significativa dalla sola circolazione delle autovetture, ma anche, e in modo molto significativo, dalle incontrollate attività di combustione del porto di Napoli, con le sue maxi navi (pari ciascuna a non meno di 50mla auto diesel a motore acceso) sempre a motori accesi per la mancanza di una decente elettrificazione del porto, presente solo per le navi militari.

Abbiamo appena presentato per la prima volta, al Gran Caffè Gambrinus, con grandissimo successo di pubblico e di tutti i numerosi partecipanti di altissimo livello, non solo civile, il mio libro I miei cento passi nelle Terre dei Fuochi che permette adesso, ad ogni cittadino italiano, non solo campano, di avere ben chiaro, e a casa propria, cosa significhino realmente le “Terre dei Fuochi” in Italia, con dati e proposte tutte verificate e condivise dai partecipanti.

E’ il primo libro che non racconta una singola storia di Terra dei Fuochi, ma spiega e fornisce dati su tutte le storie di tutte le Terre dei Fuochi di Italia.

Pochissimi, tra i mille candidati regionali che oggi si “spacciano” come ambientalisti, hanno idee chiare e documentate da anni anche su questo argomento. A fronte di un commovente riscontro sui social da parte di migliaia di cittadini campani, silenzio assoluto sul libro (in piena campagna elettorale) sui media locali che invece abbondano di appelli al taglio del pedaggio della tangenziale: gli incompetenti sono pericolosi!

Napoli, come ha già fatto Parigi, ha bisogno urgente che il prossimo Sindaco sia innanzitutto ambientalista, coerente ma soprattutto competente. Luigi de Magistris ci ha restituito una dignità anche internazionale che avevamo perduta d il sogno di una città-meraviglioso Museo vivente a cielo aperto, come in realtà siamo. Ma per continuare a realizzare sogni come questo, specie di recupero di vivibilità e di salute a Napoli, ci vogliono certamente ambientalisti più competenti, soprattutto in tema di Ambiente e Salute.

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