Governo diviso (di nuovo) sull’Ucraina nell’Ue. Lega: “Sarebbe un danno economico e sociale”. Tajani: “Noi favorevoli, ma prima i Balcani”
Il tema dell’adesione dell’Ucraina divide l’Europa, ma anche il governo italiano. Se il sostegno militare ed economico a Kiev, fino a oggi, è stato possibile solo grazie alla strategia del silenzio adottata dalla Lega, la notizia di una possibile apertura del primo capitolo negoziale tra Bruxelles e Kiev ha scatenato la reazione del Carroccio: “La Lega è assolutamente contraria ad ogni ipotesi di adesione dell’Ucraina all’Unione europea – si legge in una nota diffusa dal partito di Matteo Salvini – Oltre a non avere i requisiti necessari, che altri Paesi hanno o stanno per ottenere dopo anni di lavoro, Kiev nella Ue rappresenterebbe un danno economico e sociale di enormi proporzioni”.
Parole che assomigliano più a quelle dell’ex premier ungherese Viktor Orban o a quelle che circolano tra i corridoi di Bruxelles tra i rappresentanti della destra, non necessariamente estrema, polacca. E che sicuramente non trovano l’opposizione netta nemmeno del nuovo primo ministro di Budapest, Peter Magyar, pronto, secondo le indiscrezioni, a togliere il veto sul processo di adesione di Kiev ma solo se l’Europa sbloccherà per intero i fondi destinati al suo Paese e congelati durante l’era Orban. Il problema è che il governo italiano e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, fino a oggi hanno garantito il proprio sostegno all’Ucraina “fino a quando sarà necessario“. Un whatever it takes che non ha tenuto conto delle diverse opinioni interne alla maggioranza.
Differente, seppur cauto, è infatti l’approccio del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che nel corso di un punto stampa al consiglio Affari Esteri informale di Limassol ha precisato: “Noi siamo favorevoli all’avvio di un percorso che porti l’Ucraina all’interno dell’Unione europea, ma non dobbiamo dimenticare che ci sono altri Paesi candidati, non dobbiamo dimenticare i Balcani. Ecco, per noi la priorità sono i Balcani – ha detto – L’Ucraina e la Moldova devono avviare un percorso, devono combattere la corruzione e rispettare le regole per far parte dell’Unione europea e noi siamo pronti a fare la nostra parte per aiutarle”. Per capire quale sarà la direzione intrapresa dall’esecutivo di Roma servirebbero, però, le dichiarazioni di Giorgia Meloni.