È scontro tra il ministero dell’Istruzione e il sindacato Gilda sulla questione delle nomine in ruolo. Da una parte il coordinatore nazionale Rino Di Meglio denuncia gravi problemi creati “dai tempi stretti e dall’applicazione del nuovo sistema informatico”. Dall’altra gli uffici di viale Trastevere difendono la digitalizzazione delle procedure pur ammettendo qualche “problema tecnico”. Di fatto sono sparite le code, le estenuanti attese e i litigi davanti agli uffici scolastici territoriali dove ogni anno si registrava il triste rito delle nomine sotto il sole d’agosto.

Una scelta, quella del Miur, comunque contestata dalla Gilda che ha registrato dei gravi inconvenienti: in particolare, secondo l’organizzazione sindacale, il fatto che numerosi docenti vengano nominati in una provincia, diversa dalla propria, nell’ambito della Regione, mentre dopo qualche giorno un collega dal punteggio anche decisamente inferiore trovi posto nel proprio stesso comune, in barba alla graduatoria. “Questo avviene – spiega Di Meglio – per l’impossibilità, dell’amministrazione, di riuscire a registrare le rinunce alle nomine, soprattutto dalle vecchie Gae, il fenomeno è particolarmente rilevante nella scuola primaria, per le rinunce di massa dei diplomati magistrali immessi nelle graduatorie con riserva. In Sicilia, addirittura, a causa degli errori si sono dovute rifare tutte le nomine”.

Ci sono inoltre mail con le istruzioni e i termini per scegliere le sedi che non arrivano ai destinatari, forse perché mai partite, oppure che arrivano solo a chi sta in coda alla graduatoria. A completare il quadro problematico descritto dalla Gilda, l’applicazione della contestata norma che obbliga i neoassunti a restare per cinque anni nella stessa scuola, senza neppure la possibilità di un’assegnazione provvisoria. “Peccato – sostiene di Meglio – che un evento importante e professionalmente appagante come l’assunzione a tempo indeterminato si trasformi per buona parte degli aspiranti insegnanti in un motivo di ansia e preoccupazione a causa della burocrazia ministeriale”.

A smentire il sindacato è il ministero dell’Istruzione, che porta come fiore all’occhiello la digitalizzazione dell’iter burocratico: “La procedura per le nomine in ruolo sta andando avanti a passo spedito e, come già accaduto per le Graduatorie provinciali per le supplenze, il Ministero ne sta monitorando ogni giorno l’andamento e, in stretto raccordo con i territori, sta tenendo sotto controllo gli eventuali problemi tecnici risolvendoli rapidamente quando emergono”. Il Ministero sottolinea poi con forza la novità di quest’anno: tutto è stato digitalizzato, le graduatorie e le nomine per le supplenze, ma anche le immissioni in ruolo. “Una rivoluzione copernicana: nessuno dovrà mai più fare ore di fila negli Uffici territoriali, come accadeva fino a un anno fa, per accaparrarsi il posto di lavoro in pieno agosto. Una modalità che costringeva spesso migliaia di insegnanti al ritorno forzato dalle ferie. La procedura ormai avviene da casa, al pc, interamente online”.

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