La scuola riparte a settembre, ma nell’anno del Covid i presidi sono ancora alla ricerca di luoghi alternativi – per garantire distanziamento ed evitare le classi pollaio – a cui saranno destinati il 5% degli studenti – circa 400mila alunni. Ma se finora la caccia agli spazi non è stata soddisfacente, grazie alle risorse del decreto legge di agosto i Comuni ora sono pronti a reperire nuovi ambienti con i bandi per gli affitti in hotel, bed and breakfast e appartamenti. La soluzione, infatti, è ancora lontana: su 20mila aule che dovranno essere allestite manca ancora il 50% degli ambienti e ora i Comuni spingono sull’acceleratore, programmando avvisi pubblici aperti a chi offrirà qualsiasi struttura “purché rispettino i requisiti di capienza e sicurezza“. Fuori dalle questioni su banchi e ambienti ci sono le scuole dell’infanzia, alcune delle quali riapriranno prima del 14 settembre.

“Prevediamo presto la pubblicazione di Avvisi Pubblici in diversi Comuni – chiarisce Cristina Giachi, responsabile Scuola dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) – Saranno aperti a tutti e laddove sarà necessario, oltre a musei, cinema e centri congressi, potrebbero partecipare anche hotel, bed and breakfast e perfino appartamenti singoli, purché le strutture rispettino i requisiti di capienza e sicurezza. Se c’è da fare un’operazione massiva chiunque ha strutture a disposizione potrà concorrere”. Per l’affitto di locali e il pagamento di utenze, l’Anci avrà a disposizione 32 milioni nel 2020 e altri 48 milioni nel 2021. Gli spazi, dentro e fuori dagli istituti, dovranno essere anche arredati con nuove suppellettili anti-Covid e solo il prossimo 12 agosto si conoscerà il nome dell’azienda che avrà vinto il bando europeo, indetto dal Commissario Arcuri, per la fornitura tre milioni di banchi monoposto, al quale hanno partecipato 14 imprese tra quelle italiane e straniere.

A snocciolare le cifre su quella che sembra essere rimasta “la maggiore criticità in vista del rientro a scuola a settembre in sicurezza” è l’Associazione Nazionale Presidi (Anp), che stima lezioni negli spazi alternativi per 400mila alunni, circa il 5% del totale. Una cifra al di sotto delle previsioni iniziali del Ministero, ma che al momento rappresenta ancora un problema per l’organizzazione degli istituti alle prese con distanziamento sociale, nonostante l’introduzione del parametro di un metro tra uno studente e l’altro. “Con questi numeri la media del fabbisogno sarebbe di tre nuove classi per ognuno degli 8mila Comuni. Ma la situazione non è così omogenea e ci sono criticità a macchia di leopardo, con realtà territoriali dove ci sono necessità ben più ampie. I problemi maggiori si registrano maggiormente nelle grandi città come Roma“, spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Anp.

Sul tema scuole dell’infanzia, il Ministero dell’Istruzione tenta di spegnere sul nascere una polemica delle ultime ore innescata dalla Lega: “Basta divieti assurdi – chiede il leader del Carroccio, Matteo Salvini – il governo ascolti la Regione Lombardia e dia il via libera alla riapertura delle scuole materne già dal 7 settembre, peraltro come previsto in un primo momento. Le famiglie non meritano altri disagi“. Pronta la risposta da viale Trastevere: “Non c’è alcun impedimento – precisa il Ministero in una nota – è del tutto possibile anticipare, o posticipare, l’avvio delle lezioni nelle scuole dell’infanzia rispetto alla data del 14 settembre. Le Regioni possono farlo, è tra le loro competenze. La normativa è chiara e le Regioni la conoscono”.

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