A Bologna la scuola va in Fiera, a Torino l’Asl ha detto di no all’uso delle palestre come aule. La caccia agli spazi da parte dei dirigenti scolastici e degli enti locali per rispondere alle esigenze dettate dalle linee guida del ministero dell’Istruzione non ha sosta. A Roma le diocesi hanno dato la propria disponibilità a mettere a disposizione le aule del catechismo, mentre nel capoluogo romagnolo gli istituti superiori saturi trasferiranno le loro classi al padiglione 34 della Fiera che sarà allestito in agosto con aule molto ampie, laboratori e dotazioni tecnologiche. Per dare una mano ai presidi che devono fare i conti con le metrature delle aule, arriva intanto Spazio Alla Scuola, una piattaforma informatica gratuita con cui si può verificare la capienza delle aule e degli altri spazi scolastici.

L’idea, presentata oggi pomeriggio a Torino, è nata dall’incontro tra la Fondazione “Giovanni Agnelli”, BIMGroup, il Politecnico di Milano e l’Università di Torino: l’obiettivo è quello di fornire un aiuto concreto per programmare i flussi e lo scaglionamento delle classi all’ingresso e all’uscita, nel rispetto delle misure di distanziamento. Di fronte allo smarrimento di molti presidi che stanno cercando di usare oltre alle aule, atrii, palestre, aule magne e corridoi, il sito offre la possibilità di testare i propri spazi alla luce delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico.

Il funzionamento è semplice: compilando una serie di campi con i dati richiesti, si ottengono la capienza massima dello spazio didattico e una sua configurazione adeguata. Lo stesso meccanismo di imputazione dei dati aiuta a definire e simulare i flussi degli studenti per entrare e uscire da scuola, calcolando i tempi, in base al numero degli accessi, delle scale, dei piani dell’edificio. Aiuta quindi a programmare scaglionamenti in ingresso e uscita degli studenti e delle classi, sempre nell’ottica di garantire la sicurezza ed evitare assembramenti. La piattaforma risponde a domande concrete come “Che cosa guadagno in termini di capienza, se impiego come spazi didattici altri locali o aree della scuola, oltre alle aule ordinarie?” oppure “Quale vantaggio ho in termini di tempo e fluidità dei flussi di entrata a scuola, se utilizzo un nuovo ingresso, che magari la scuola ha già, ma non viene normalmente usato?”.

“Spazio alla Scuola – ha spiegato Giuseppe Martino Di Giuda, vice rettore dell’Università di Torino – è uno strumento di supporto decisionale per i dirigenti scolastici e permette di affrontare il rischio organizzativo con puntualità. Prima dello strumento, abbiamo immaginato un metodo di valutazione degli spazi a disposizione per affrontare un nuovo modello organizzativo che tenesse conto in progress dei vincoli sull’uso degli ambienti. Abbiamo utilizzato strumenti informativi per simulare il comportamento dei bambini determinando, ad esempio, i tempi di ingresso, uscita e di percorrenza”.

Soddisfatto anche Andrea Gavosto della Fondazione “Giovanni Agnelli”: “Spazio Alla Scuola integra lo strumento del cruscotto del Miur e i dati a disposizione degli enti locali. Non sappiamo quale sarà la situazione sanitaria a settembre ma l’importante è che le scuole abbiano gli strumenti per garantire al personale e alle famiglie la sicurezza necessaria”.

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