Orso salvato, Fugatti arrabbiato. Istintivamente, mi viene questa battuta. Dunque, è notizia di oggi che il Tar di Trento ha sospeso temporaneamente l’ordinanza di abbattimento dell’orsa per la quale si era mosso il mondo ambientalista e pure il ministro Sergio Costa, che ieri sera dopo diverse sollecitazioni ha promosso un ricorso al Tar pure lui.

Va subito detto che il tribunale amministrativo regionale ha solo sospeso in via cautelativa l’ordinanza di abbattimento dell’orsa fino al 30 luglio, quando vi sarà il dibattimento per la decisione finale. Quindi è presto per essere felici a riguardo di una chiusura etica della vicenda. L’orsa è per ora salva, ma il proiettile resta in canna! Il Tar di Trento, infatti, ha reputato congrue e logiche le osservazioni pervenute dai ricorsi, anche se non ha ancora del tutto esaminato la questione; proprio per questo ha solo sospeso e non annullato tale ordinanza.

Il presidente Maurizio Fugatti non l’ha presa molto bene a quanto pare, poiché polemicamente chiede al ministro Costa dove mettere gli orsi, dato che secondo lui sono troppi. Persiste in questo atteggiamento di chiusura verso una convivenza che deve essere costruita con il coinvolgimento di associazioni ambientaliste-animaliste, politica e mondo della scuola. Triste vedere che vuole continuare su un percorso di chiusura all’idea di creare una convivenza con tali animali; uccidere o catturare rimane per lui la soluzione.

Un progetto di gestione dei grandi carnivori dovrebbe, infatti, prevedere altre azioni accompagnatorie e qui ne lascio alcune in suggerimento che, a mio avviso, potrebbero aiutare. Anche se, ovviamente, penso già rimarranno scritte qui e non saranno considerate.

Nei boschi e nei sentieri trentini ci sono moltissimi percorsi segnati con cartelli indicatori, a cura della Sat (Società degli Alpinisti Tridentini), che con grande costanza e dedizione tiene mappati i sentieri, anche in sinergia con il corpo forestale provinciale; ebbene, si potrebbe integrare la segnaletica dei percorsi con cartelli monitori di presenza dell’orso e del lupo, nelle zone dove questi animali sono presenti.

Inoltre, sui vari siti turistici e nei locali ricettivi, predisporre istruzioni adeguate su norme comportamentali nei boschi, sia in caso di incontro diretto, sia per prevenire tale evento, soprattutto spiegando bene cosa è corretto fare e cosa invece non sia opportuno fare, come ad esempio andare in giro per i boschi senza farsi notare e magari cercando percorsi di animali per seguirli.

Altro percorso utile potrebbe essere quello di avviare una campagna formativa-informativa nelle scuole, coinvolgendo il corpo forestale e alcuni esperti come educatori, al fine di portare ad un buon livello conoscitivo la popolazione; è noto che partendo dalle scuole, anche nelle famiglie poi arriva l’informazione; nel programma di scienze naturali o scienze della terra si potrebbe benissimo inserire.

Infine, coinvolgere le associazioni ambientaliste, riaprendo quel tavolo che lui stesso ha chiuso, che serviva per confrontarsi e sviluppare idee e vie condivise; ma, si sa, su questo si chiede una sensibilità che non è in dote al presidente Fugatti, altrimenti non lo avrebbe chiuso a suo tempo.

Sono molte le cose su cui lavorare, ma mi pare che il presidente Fugatti molto sbrigativamente chieda al ministro indicazioni, quando dovrebbe essere lui a governare questi percorsi; in questo senso serve il livello di autonomia che abbiamo qui in Trentino, cioè per trovare soluzioni etiche e sostenibili e non per avere il superpotere di decidere della vita o della morte di un animale che ha fatto solamente ciò che la natura gli ha insegnato.

Purtroppo, temo che il percorso di ricerca di un equilibrio di sistema sia molto lontano, finché prevarranno logiche personalistiche come quelle messe in campo dal presidente Fugatti, che si ostina a voler proseguire sulla strada dell’esclusione di ogni idea diversa dalla sua.

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