Un’altra bomba nel Foggiano, all’indomani di una manifestazione antimafia che ha visto la partecipazione di oltre 20mila persone. Un ordigno artigianale è esplosa alle cinque di sabato mattina a Orta Nova, colpendo un negozio di indumenti intimi in corso Aldo Moro. L’esplosione ha provocato molti danni: divelta la saracinesca, distrutta l’insegna, in frantumi le vetrine e parte degli arredi interni. È il quinto atto di violenza dall’inizio dell’anno, dopo un agguato mortale a un commerciante d’auto e altri tre attentati dinamitardi. Una serie di eventi che ha colpito duramente la cittadinanza, che venerdì ha reagito con una massiccia partecipazione alla manifestazione antimafia di “Libera” nel capoluogo.

Il forte boato di sabato mattina ha causato un grande spavento ai residenti della zona. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, per le indagini del caso, e i Vigili del fuoco del distaccamento di Cerignola. La bomba artigianale era una cosiddetta “marmotta“, cioè un ordigno fatto di polvere pirica che viene solitamente utilizzato per scardinare i bancomat. Secondo gli inquirenti potrebbe trattarsi di un segnale di minaccia diretto al commerciante in un momento in cui la criminalità organizzata ha bisogno di soldi, anche a causa delle indagini che stanno portando a processo alcuni dei principali boss della malavita locale. Tuttavia, non si escludono altre piste, compresa quella legata al traffico di droga. I titolari del negozio, sentiti dai carabinieri, non hanno precedenti, né avevano subito attentati del genere in passato. Le precedenti esplosioni di ordigni di quest’anno si erano verificate a Foggia, ad Apricena e a San Giovanni Rotondo. Anche in quei casi erano state colpite attività commerciali.

L’ennesimo attentato arriva proprio il giorno dopo la marcia antimafia di “Libera” voluta da Don Ciotti, alla quale hanno partecipato numerosi sindaci pugliesi, per lanciare un forte messaggio di legalità e mostrare il volto pulito della società civile. 20mila persone sono scese in piazza, per mostrare che la popolazione non si piega alla paura. Dal palco Don Ciotti ha scandito: “Siamo qui per disinnescare la miccia della paura e della rassegnazione”. Una battaglia che però sembra essere solo all’inizio.

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A Foggia lo Stato c’è ma non è quello centrale. La politica si muove solo dopo le tragedie

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