Tanti alunni, pochi docenti (o almeno non quanti servirebbero), troppe supplenze e graduatorie in ritardo. Ogni anno nella scuola italiana si ripresenta il problema del “sostegno”, gli insegnanti che devono aiutare i ragazzi disabili, dalle elementari alle superiori. “E ogni anno va un pochino peggio”, commenta Salvatore Nocera della Fish (Federazione italiana per il sostegno dell’handicap). Non che ci siano grosse novità rispetto al passato: le criticità sono sempre le stesse, non riuscire a risolverle aumenta il disagio. Anche quest’anno, il rapporto tra alunni disabili e docenti di sostegno rimane troppo alto (1,72, in linea con lo scorso anno) con oltre 60 mila supplenze. Significa studenti poco assistiti, girandole in cattedra, problemi per famiglie e docenti.

L’ALLARME DELLE ASSOCIAZIONI – Sono i numeri (che il Ministero pubblica ad ogni inizio di anno scolastico) a preoccupare le associazioni: nel 2019/2020 aumentano gli alunni disabili, che passano da 245.723 a 259.757; ma aumentano anche i posti di sostegno, da 141.412 a 150.609, ma non abbastanza per colmare il gap. Il divario resta ampio, il quadro sostanzialmente immutato e proprio per questo critico.

AUMENTANO I DISABILI (NEL 2019 +15MILA) – Il dato che colpisce di più è proprio l’aumento di studenti portatori di handicap: è una costante dell’ultimo decennio, nel corso del quale il numero è salito di 85mila unità (+48%). Questo grazie anche a un’attenzione sempre maggiore sulle certificazioni. Tante situazioni che prima venivano trascurate oggi trovano una spiegazione clinica e un supporto specifico. Inoltre, negli ultimi anni sta aumentando anche il numero di immigrati e stranieri, che spesso vengono da condizioni di disagio e necessitano di aiuto. Sta di fatto che ogni anno ci sono più alunni da assistere e il 2019/2020 non fa eccezione, anzi segna un record (+15 mila).

EMERGENZA SOSTEGNO: MANCANO GLI SPECIALIZZATI – Il problema è che i docenti di sostegno non aumentano così tanto. Il Miur rende noto il numero di posti (comunque inferiore al fabbisogno), ma il vero problema è che ad ogni cattedra purtroppo non corrisponde un docente. Non di ruolo almeno: dei 150mila posti annui, 50mila sono in deroga, cioè autorizzati solo successivamente rispetto al contingente di personale assegnato ad inizio anno alle scuole, e quindi coperti con supplenti. In più, anche nell’organico di diritto tanti posti restano vuoti perché non ci sono docenti da assumere. La mancanza di insegnanti di sostegno sta diventando una vera e propria emergenza: anche quest’anno, delle 14.500 assunzioni previste ne sono state fatte appena 2.500 perché le graduatorie a cui attingere sono ormai esaurite. Dati definitivi ancora non ci sono, ma almeno 60-70mila posti sono supplenze. Per il sostegno significa discontinuità didattica e mancanza di specializzazione (la quasi totalità dei supplenti non ha il titolo): tutto ciò di cui non avrebbe bisogno uno studente disabile.

MIUR IN AFFANNO: ARRIVANO 14MILA NUOVI DOCENTI (MA NON BASTANO) – In questa situazione, il Ministero si muove in affanno, al costante inseguimento di una soluzione che sembra sempre tardiva e insufficiente. A maggio è stata approvata la riforma del sostegno (dopo che la precedente targata Pd era stata congelata per circa un anno): il nuovo sistema è entrato in vigore a settembre, si attendono gli esiti. Prima di tutto, però, servono nuovi maestri e professori, senza di cui ogni cambiamento sarà inutile. A tal fine sono partiti i nuovi Tfa (tirocinio formativo attivo) per il sostegno. L’anno scorso l’ex ministro Bussetti ha emanato il bando, in primavera si sono svolte le prove, le lezioni sono attualmente in corso e a inizio 2020 saranno concluse. Nuovi specializzati, ossigeno per le scuole. Però saranno solo 14mila: si tratta di corsi tenuti dalle università, più di tanti gli atenei non riescono ad ospitarne in un anno. I docenti potranno essere assunti il prossimo settembre, ma non basteranno a colmare il fabbisogno e al Miur già preparano il bando per un nuovo ciclo (ne erano stati previsti tre per 40mila posti totali), i cui vincitori comunque non saranno pronti prima del 2021, se va bene. Intanto l’emergenza continua.

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