Mesi di lavoro per organizzare un incontro all’Osservatorio nazionale sull’inclusione scolastica direttamente con il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti. Ma quando le due principali Federazioni italiane di organizzazioni che si occupano di difendere i diritti dei disabili, Fand e Fish, erano riuscite a ottenere per il 1 ottobre un tavolo di discussione e confronto al Miur, il responsabile del dicastero di viale Trastevere ha lasciato la conduzione dell’incontro a un dirigente del Miur. Così, le associazioni hanno deciso di abbandonare il meeting come forma di protesta. “Abbiamo lasciato il tavolo perché non è stato dato spazio, alla presenza del ministro Fioramonti, alle due Federazioni che rappresentano oltre la metà delle persone disabili in Italia. Si è avviato un dibattito inusuale, dando inizialmente la parola in un modo estemporaneo ad altre associazioni presenti e non a noi. All’improvviso, però, il ministro è dovuto andare via. In questo modo Fand e Fish, che sono state le promotrici dell’incontro, non hanno potuto spiegargli direttamente le fortissime criticità che stanno colpendo migliaia di alunni con disabilità”, spiega a Ilfattoquotidiano.it il presidente della Fand, Nazaro Pagano.

Le associazioni volevano presentare proposte pratiche per migliorare la situazione, ritenuta dalle stesse Federazioni “un’emergenza macroscopica da risolvere il prima possibile per il rispetto della dignità degli studenti disabili”. FAand e Fish hanno quindi ritenuto di compiere un gesto forte, “questa situazione dovrà essere trattata in un altro ambito e con modalità diverse. Su nostra sollecitazione – aggiunge il numero uno della Fand -, ci siamo presentati all’incontro di ieri ma allatto pratico c’erano i capi dipartimento e i direttori generali del Miur, senza il ministro. La struttura tecnica è già a conoscenza dei gravi disagi in essere ma noi volevamo discuterne direttamente a livello politico con Fioramonti e sapere da lui come si sta muovendo il governo. Purtroppo questo non è successo. Ora ci aspettiamo un incontro il prima possibile con il ministro. Auspichiamo e crediamo che possa avvenire già nei prossimi giorni. La gravità della situazione lo richiede”, continua Pagano.

La delusione è forte anche per il presidente della Fish, Vincenzo Falabella. Anche lui si aspettava dal Miur “un intervento e una relazione sul disastroso inizio dell’anno scolastico per tantissime studentesse e studenti con disabilità. Invece – spiega al Fatto.it – non si è parlato di nulla di tutto questo. Non ci hanno spiegato i motivi del perché si sono fatti trovare impreparati ad affrontare una situazione gravissima, che va avanti da anni e che noi avevamo già fatto presente diverse volte”.

“Il tema della disabilità per il quale da tempo le associazioni chiedono un confronto politico diretto, per avviare un’interlocuzione propositiva nel merito – continua Falabella – rischia di perdere slancio. Ma noi restiamo in prima linea a difendere i diritti dei nostri studenti disabili”. La Fish, in queste settimane, tra le varie cose, ha lanciato un questionario nazionale sulla situazione attuale dell’inclusione scolastica. “I risultati che ho a disposizione sono stati uguali se non in alcuni casi anche peggiori rispetto al 2018 – rivela – Si tratta di dati sconcertanti e molto preoccupanti che segnalano una situazione in via di peggioramento nel quadro complessivo, stiamo vivendo qualcosa di assurdo”.

I vertici delle associazioni chiedono un intervento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte: “Auspichiamo un intervento personale del primo ministro Conte che ha mantenuto le deleghe sulla disabilità (non esiste più un ministro della Disabilità e Famiglia, ndr). Speriamo che si avvii davvero un percorso di collaborazione nei fatti”, aggiunge Falabella.

Le associazioni chiedono al governo di affrontare “il tema principale della carenza degli insegnanti di sostegno, purtroppo si dovrà ricorrere ancora a insegnanti non specializzati non in grado di gestire situazioni complesse che hanno assoluto bisogno di competenze specifiche e di alta qualità”. “Il secondo problema – continuano – è che in molte scuole diversi alunni disabili non possono neanche iniziare l’anno scolastico insieme ai propri compagni. La nostra Federazione è a conoscenza di situazioni disperate, ascoltiamo storie tristi che non dovrebbero esistere in un paese importante come l’Italia”. Il presidente della Fand, nell’incontro del 1 ottobre, avrebbe voluto, tra le varie cose, sottolineare alla presenza del ministro dell’Istruzione che “l’Italia non sta rispettando la Convenzione Onu sui diritti fondamentali dei disabili, come il diritto allo studio per tutti. Bisogna occuparsene con tempestività e preventivamente, ma ogni anno vediamo che gli stessi problemi si ripropongono allo stesso modo”.

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