La grana del decreto sui precari da risolvere. La manovra di fine anno alle porte. Ma prima di tutto una grande riorganizzazione interna. Anche se quello di Lorenzo Fioramonti non può essere definito propriamente uno “spoils system”, quanto piuttosto uno spoils system dello spoils system: uno dei primissimi atti del neoministro dell’Istruzione è infatti annullare l’infornata di nomine che il suo predecessore, il leghista Marco Bussetti, aveva varato prima di lasciare viale Trastevere. Fra cui anche una particolarmente contestata (anche dalla Corte dei Conti), quella della sua “fedelissima” Luciana Volta alla direzione della Liguria. Nel Miur targato Bussetti Fioramonti ricopriva l’incarico di viceministro.

Il consiglio dei ministri, la scorsa settimana, ha approvato un pacchetto di disposizioni urgenti per il riordino delle funzioni dei Ministeri, in particolare per riportare la delega al Turismo nei Beni culturali di Dario Franceschini, più varie misure sugli altri Dicasteri, compreso l’Istruzione. Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale chiarisce di cosa si tratta: “Il Ministero provvede ad adeguare la propria organizzazione mediante nuovi regolamenti, ivi incluso quello degli uffici di diretta collaborazione (…) entro il 31 ottobre 2019. Nelle more dell’entrata in vigore dei nuovi regolamenti di organizzazione, gli incarichi dirigenziali di livello generale continuano ad avere efficacia sino all’attribuzione dei nuovi”. Tradotto: è in arrivo una nuova riorganizzazione, decisa direttamente da Fioramonti. Nel frattempo, quella vecchia è congelata.

Subito prima di fare gli scatoloni, l’ex ministro Bussetti aveva infatti ratificato una serie di nomine last minute che avevano fatto discutere. La riorganizzazione, in realtà, era prevista da prima che il governo gialloverde cadesse, avviata già da aprile: dopo aver cambiato solo gli uffici di diretta collaborazione, come avviene sempre con l’inizio di una nuova gestione, Bussetti aveva messo mano alle direzioni generali, i ruoli apicali con poteri di firma e di spesa, non solo a livello centrale ma anche periferico. È quasi una consuetudine nell’amministrazione, solo che stavolta c’era un dettaglio decisamente insolito: come rivelato dal Fatto Quotidiano a inizio agosto, il ministro aveva emanato uno strano decreto, in cui spiegava che, nel caso si fosse trovato in posizione di conflitto d’interesse, le nomine sarebbero state approvate dal suo capo dipartimento e non direttamente da lui.

Una giustificazione preventiva dietro cui si celava la preoccupazione per una poltrona in particolare: quella della direzione della Liguria, destinata a Luciana Volta, vicina in passato al ministro, con cui aveva condiviso gli uffici dell’Usr Lombardia, dove i due hanno lavorato fianco a fianco per oltre dieci anni. La nomina era poi puntualmente avvenuta a fine agosto, e la Corte dei Conti aveva sollevato alcuni rilievi. Forse anche per questo, oltre che incidere subito sulla macchina amministrativa, il neoministro Fioramonti ha deciso di bloccare tutto.

Per effetto del decreto alcune posizioni probabilmente saranno riviste: è stato soppresso, ad esempio, un posto da dirigente creato nell’ultima manovra (ce ne sono già a sufficienza al Miur). A viale Trastevere parlano di una “organizzazione diversa, più lineare”. Certo, ci sarà anche qualche disagio: azzerare e rifare il procedimento comporterà uno slittamento. Nella tornata di nomine previste ci sono direzioni regionali importanti (non solo Liguria, anche Sicilia, Lombardia, Lazio, Friuli Venezia-Giulia), alcune delle quali aspettavano un nuovo capo da mesi. Dovranno aspettare ancora un po’.

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