Le spiagge della Puglia tornano definitivamente “plastic free”. Dopo aver sospeso il provvedimento del Tar di Puglia che aveva bloccato l’ordinanza regionale che vietava l’ingresso nei lidi di materiali plastici, il Consiglio di Stato ha accolto definitivamente l’appello della Regione, confermando quanto già espresso il 7 agosto. A raccontarlo, con una nota, lo stesso governatore Michele Emiliano e la coordinatrice dell’Avvocatura regionale, Rossana Lanza. “La richiesta di rinvio pregiudiziale alla Corte di giustizia dell’Unione europea, insieme ad altre questioni giuridiche, sarà valutata nell’udienza di merito già fissata davanti al Tar di Bari per il 19 febbraio 2020”, si legge nell’ordinanza.

“Abbiamo vinto una battaglia di civiltà a tutela dell’ambiente per il futuro della nostra terra e dei nostri figli – ha commentato Emiliano – in questo modo tutti noi, amministratori, gestori dei lidi, cittadini, abbiamo la possibilità di tutelare e proteggere le bellezze dei mari pugliesi. È un risultato eccezionale raggiunto anche grazie allo sforzo di una squadra compatta e altamente professionale, quella dell’Avvocatura regionale”. “Vorrei ringraziare ciascuno di loro – ha aggiunto – perché il risultato ottenuto, nel legittimo esercizio delle prerogative dell’Ente in materia di tutela del demanio costiero avendo perseguito indirettamente l’effetto di innalzare il livello minimo di tutela imposto dallo Stato in materia ambientale, ci fa sentire protagonisti, nel nostro piccolo, nella grande battaglia per la tutela dell’ambiente e dei mari”.

Il Consiglio di Stato aveva comunque già sospeso la decisione del Tar in attesa dell’udienza di ieri, reintroducendo, di fatto, il divieto diffuso lo scorso marzo dagli uffici regionali. L’ordinanza era stata emanata nel legittimo esercizio delle prerogative dell’ente in materia di tutela del demanio costiero, avendo perseguito “indirettamente l’effetto di innalzare il livello minimo di tutela imposto dallo Stato in materia ambientale”.

La regione Puglia era stata una delle prime in Italia a recepire la direttiva europea che prevede lo stop alla plastica dal 2021. Ma la direttiva, secondo il Tar, non poteva ancora essere applicata proprio perché non ancora recepita al livello nazionale. Secondo il tribunale amministrativo mancavano le misure di attuazione che impongono una serie di scelte di politica ambientale e di carattere tecnico (in parte affidate alla stessa Unione europea), tanto che, ad esempio, non sembra neppure completamente delineata la stessa definizione di ‘prodotto di plastica monouso'”.

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