Antonio Scurati con M – il figlio del secolo (Bompiani) ha vinto il premio Strega 2019. Vittoria a mani basse e senza grande concorrenza nel quintetto di finalisti. Perché il suo avversario più accreditato alla vigilia, Marco Missiroli con Fedeltà (Einaudi), è stato come sacrificato sull’altare Mondadori con la promozione in corsa di Benedetta Cibrario e del suo seppur eccellente elegante e mimetico romanzo storico Il rumore del mondo (Mondadori). Infatti, durante la solita serata tv arrabattata e imbarazzante per l’assegnazione del premio, dopo le prime due conte di voti, Cibrario era in testa e non sembrava mollare la prima posizione, mentre Missiroli è stato subito relegato addirittura all’ultimo posto. Dalla terza conta in avanti Scurati ha però clamorosamente preso il largo con una forbice di voti amplissima. Risultato finale: Scurati con M 228 voti; Cibrario con Il rumore del mondo 127; Missiroli con Fedeltà 91; Claudia Durastanti con Il segreto (La Nave di teseo) 63 voti; Nadia Terranova con Addio fantasmi (Einaudi) 47 voti. L’editore Bompiani raggiunge così quota 10 negli Strega vinti, a un soffio da Rizzoli con 11 ed Einaudi a 13.

Scurati aveva perso per un voto lo Strega nel 2009, e ancora aveva sfiorato la vittoria perdendo di soli 5 voti nel 2014. 50 anni, origini napoletane, laureato in filosofia a Milano, docente di Teorie e tecniche del linguaggio televisivo all’Università di Bergamo, ha iniziato a pubblicare romanzi nel 2002 con Il Rumore sordo della battaglia. Fedelissimo autore Bompiani, anche di fronte all’esodo di mezza scuderia con l’addio di Elisabetta Sgarbi e la nascita de La Nave di Teseo, Scurati aveva già affrontato l’incursione nella storia sia con il romanzo d’esordio che nel 2007 con Una storia romantica. In M – il figlio del secolo si raccontano i sei anni (maggio 1919- gennaio 1925) che “hanno segnato la storia del ‘900” ovvero che portarono all’affermazione politica di Benito Mussolini. Nell’ottobre 2018 l’editorialista del Corriere Galli della Loggia ha attaccato con ferocia il romanzo di Scurati sottolineando con veemenza diverse inesattezze storiche alla luce di un proclama in quarta di copertina dove c’è scritto che “di inventato non c’è nulla”.

Lo scrittore ha chiesto pubblicamente scusa per alcuni errori e forzature, ma ha difeso altri dettagli ricostruiti e difeso il suo romanzo: “è un romanzo non un saggio storico (…) ed ha l’obiettivo di integrare, di completare, magari, il lavoro analitico della ricerca storica con la forza sintetica della narrazione”. Circa una decina di minuti prima la vittoria ufficiale dello Strega nell’intervista data al conduttore della diretta tv di Rai3, Pino Strabioli, Scurati ha dichiarato di essersi sentito investito di una “responsabilità etica, estetica e sociale” nello scrivere M, e che per essere antifascisti “non è necessario una militanza o stare sotto bandiere di qualche colore, perché è sufficiente essere sinceri democratici per essere antifascisti”. Sempre su Mussolini e l’avvento del fascismo, Scurati ha spiegato che nel ’19 l’ex socialista “ha seguito le masse, le ha assecondate, soffiando sulle loro paure e facendo purtroppo scuola”.

Ancora improbabile, sgangherata e inguardabile la diretta di Rai3 sulla premiazione dello Strega. Un’oretta raffazzonata con i soliti, sempre gli stessi, filmati d’archivio; una prolungata e imbalsamata presentazione larga attorni ai romanzi vincitori dello Strega che sono diventati film e quando già il totale dei voti delineava il vincitore ecco l’inizio della presentazione dei singoli autori/libri. Un affanno con fiatone tanto che quando è stato presentato Il rumore del mondo della Cibrario, che è diventata la vera sconfitta della serata, ecco il boato della folla a decretare Scurati vincitore. Dato di cronaca intuito da Strabioli ma nemmeno sfiorato dall’impostazione precotta (erano in diretta, per dire) del programma che è proseguito imperturbabile senza che nulla fosse successo. Anche quando si va alla (finta) conta finale dei voti a favore di diretta tv, e tutti sono già ad abbracciare Scurati, e si vede pure Missiroli incazzato nero per la sconfitta con Sandro Veronesi che gli dà diverse pacche sulle spalle, si procede come nulla fosse. Una roba da anteguerra a cui si spera si possa mettere prima o poi mano per ridare smalto e appeal ad uno slot tv sulla letteratura italiana già di suo dispersa in mille rivoli di megalomanie e pregiudizi.

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