“E’ un giorno importante per l’Italia, che porta a casa il risultato che merita”. Il premier Giuseppe Conte, poco dopo l’annuncio dello stop all’apertura della procedura d’infrazione per debito contro il nostro Paese, ha scritto un lungo post su Facebook in cui rivendica la validità delle politiche messe in campo dal suo esecutivo e dà garanzie per quello che sarà fatto in futuro. “L’Europa ci riconosce serietà e responsabilità“, si legge. “Non era facile e in molti erano pronti a scommettere contro di noi. Noi invece abbiamo sempre creduto nel nostro Paese, sulla solidità dei nostri conti pubblici e sulla bontà e sull’efficacia delle politiche adottate dal mio governo. L’Italia è un grande Paese, credibile, e anche oggi ne abbiamo avuto ulteriore conferma”.

La procedura è stata bloccata dopo lunghe trattative e dopo l’approvazione di un decreto ad hoc che congela i risparmi di reddito di cittadinanza e quota 100 per il deficit. In queste ore si era esposto anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dicendo che non “c’era ragione per aprire la procedura”. “Noi”, ha detto Conte, “abbiamo sempre creduto nel nostro Paese, sulla solidità dei nostri conti pubblici e sulla bontà e sull’efficacia delle politiche adottate dal mio governo. L’Italia è un grande Paese, credibile, e anche oggi ne abbiamo avuto ulteriore conferma”.

Il premier ha quindi chiuso difendendo la manovra: “Abbiamo difeso anche questa volta gli interessi dei cittadini e delle imprese italiane, senza arretrare rispetto alle misure qualificanti della nostra Manovra, tutelando welfare e diritti sociali. Questo significa che nell’ultima legge di Bilancio, come ribadito più volte, avevamo impostato una strategia di politica economica oculata e consapevole. Il nostro è un modello economico che coniuga stabilità dei conti pubblici con la crescita e lo sviluppo sociale. Anche la prossima Legge di Bilancio, sulla quale siamo già al lavoro, proseguirà in questa direzione”.

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha invece riconosciuto il grande sforzo e le difficoltà che si sono dovute affrontare per arrivare all’intesa: “Non è stato facile trovare l’intesa con Bruxelles. Ma ci siamo riusciti grazie a un grosso sforzo che, come ho più volte ripetuto nelle ultime settimane, non ha richiesto una manovra correttiva ma ci ha comunque evitato la procedura di infrazione per debito eccessivo”. Tria in una nota ha sottolineato anche che si tratta “decisamente” di “una bella giornata per l’Italia” che è stata “premiata due volte: dall’accordo con la Commissione e, ancora più importante, dalla reazione estremamente positiva dei mercati”.

Il vicepremier Luigi Di Maio si è complimentato con Conte: “Volevo fare le mie congratulazioni al presidente del Consiglio Giuseppe Conte”, ha scritto sempre su Facebook, “per il lavoro svolto ai tavoli europei. È stata evitata una procedura di infrazione che sarebbe potuta ricadere sul Paese, per colpa del Pd. L’Italia non la meritava e l’annuncio di oggi rende giustizia all’Italia e a questo governo”. Ha esultato anche il collega del Carroccio Matteo Salvini, anche se ha subito rilanciato sulla volontà di procedere con la flat tax: “Io ero certo dello stop, bene. Adesso chiederò al governo di accelerare sulla manovra per l’anno prossimo”, “ovviamente con la flat tax che senza dubbio resta in campo”.

Per i 5 stelle è intervenuto anche il sottosegretario agli Affari regionali Stefano Buffagni: “Lo dicevamo da settimane, non c’erano i presupposti tecnici per la procedura d’infrazione all’Italia, quindi sono felice che questo tiro al bersaglio gratuito sia definitivamente terminato. Un applauso al nostro Presidente Giuseppe Conte per il grande lavoro fatto ai tavoli europei in queste settimane di tensione. Ora guardiamo avanti e procediamo con gli investimenti in sviluppo sostenibile, con il salario minimo orario e con il taglio delle tasse”.

Critiche invece sono arrivate dalle opposizioni. “Se evitiamo la procedura”, ha scritto su Twitter l’ex ministra Pd Maria Elena Boschi, “è perché i nostri progetti di fatturazione elettronica e fisco digitale hanno portato altri 2,9 miliardi di euro, salvando l’Italia”. Mentre la presidente dei deputati Fi Mariastella Gelmini, intervistata su Radio24 in mattinata e prima dell’ufficializzazione dello stop, ha detto: “Certamente da italiani non facciamo il tifo per l’apertura della procedura di infrazione, restano scellerate le scelte economiche di questo governo e bisogna dire che se la procedura non verrà aperta sarà solo per il fallimento di quota 100 e del reddito di cittadinanza. Non avendo incontrato il favore dei cittadini ed essendoci poche richieste c’è un risparmio e quindi minor deficit, trattandosi di misure che sono state finanziate a debito”.

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