Il mondo FQ

Nato e Ue sono costituzionali? Sulla difesa Mattarella e Meloni la vedono in modo molto diverso

Il presidente vuole l’Europa federale, la premier vuole un’Europa confederale, all’incirca come quella che voleva Charles De Gaulle
Nato e Ue sono costituzionali? Sulla difesa Mattarella e Meloni la vedono in modo molto diverso
Icona dei commenti Commenti

Nato e Unione Europea sono costituzionali? Sono conformi all’articolo 11 della Costituzione? La mia risposta (e di alcuni autorevoli costituzionalisti) è no!

Nel messaggio di fine anno 2025 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha descritto l’Unione Europea e l’Alleanza Atlantica come le essenziali “coordinate della nostra azione internazionale”. Anche per Giorgia Meloni la Nato e la Ue sono dei pilastri insostituibili. Per entrambi la Nato a guida americana è indispensabile per la difesa e la sicurezza dell’Europa. Sulla Ue invece i due hanno, come vedremo, idee molto differenti. Il problema però è che sia la Nato che l’Ue sono in grave crisi, anche perché perseguono la stessa politica di riarmo per prepararci alla guerra con la Russia. Ma questa politica ci porterà alla rovina.

Lo scontro perpetuo con la Russia viene giustificato da Mattarella, da Meloni, da Ursula von der Leyen e dalle altre élite europee al potere con il fatto che il despota Vladimir Putin non solo ha invaso l’Ucraina ma starebbe preparando l’invasione dell’intera Europa. Putin in questo senso viene spesso paragonato a Hitler. Ma questa è pura propaganda. Per quanto Putin sia realmente un despota, Mosca non ha alcun interesse ad attaccare e invadere l’Europa. Putin ha invaso illegalmente l’Ucraina non per conquistare nuove terre, ma per difendersi preventivamente dall’espansione della Nato, che per la Russia è un nemico mortale. Putin è un despota ma non un pazzo: non gli interessa invadere l’Europa, e sa che lo scontro con la Nato sarebbe un suicidio.

All’Europa converrebbe certamente costruire una difesa europea autonoma dalla Nato ma, soprattutto, cercare di ristabilire urgentemente rapporti saldi, pacifici e di reciproco vantaggio con la Russia (come era prima della guerra in Ucraina), altrimenti soffocherà nella morsa tra le superpotenze Usa e Cina. Occorre fare delle considerazioni di fondo sulle alleanze internazionali dell’Italia e dell’Europa. L’articolo 11 della Costituzione italiana consente che la Repubblica possa accettare limitazioni alla sua sovranità aderendo a organismi sovranazionali.

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”. L’articolo 11 fu scritto dai Costituenti in previsione della partecipazione dell’Italia all’Onu. Poi, l’Italia, sulla base di questo articolo, ha aderito anche alla Nato e all’Ue. Occorre dunque capire se la Nato e la Ue siano realmente organizzazioni per la pace o no, e se l’Italia aderisce con poteri pari a quelli degli altri paesi membri.

Molti potrebbero avere dei seri dubbi. La Nato in Serbia, Iraq, Aghanistan non ha cercato la pace e ha fatto guerre illegali. Nella Nato gli Stati Uniti sono assolutamente prevalenti e, all’interno della Ue, Francia e Germania sono “più uguali degli altri”. Sia nella Nato che nella Ue non c’è un’effettiva parità di potere tra i paesi membri.

Inoltre, l’articolo 11 riguarda le “organizzazioni internazionali” e non quelle sovranazionali, come l’Ue vorrebbe essere e, in parte, è. Infine, da ultimo ma non per ultimo, l’articolo 11 prevede letteralmente la limitazione dei poteri sovrani e non la loro completa cessione. La differenza è enorme. Per esempio, quando l’Italia ha aderito alla Nato non ha ceduto la sovranità sul suo esercito. L’Italia e gli Stati europei, aderendo all’Ue, hanno invece ceduto la moneta e la potestà monetaria alla Bce. I padri costituenti però non avrebbero mai permesso che la sovranità monetaria venisse ceduta a istituzioni straniere non democratiche, come è la Banca Centrale Europea.

Cedere la sovranità monetaria significa cedere un potere fondamentale dello Stato, quello di finanziarsi gratis con la propria moneta. Oggi l’Italia è governata dai mercati e deve finanziarsi sui mercati esteri pagando miliardi di interessi alla finanza internazionale. Sulla costituzionalità della Nato e della Ue bisognerebbe dunque fare delle profonde riflessioni critiche.

In realtà Mattarella e Meloni vedono l’Unione Europea in maniera molto differente. Il primo vuole che la Ue adotti il voto a maggioranza qualificata: a questo conseguirebbe la cessione delle politiche di difesa – come è stata la moneta – alle istituzioni europee, nella prospettiva che la Ue diventi una federazione con poteri centralizzati a Bruxelles. Ma questo ci porterebbe dritti alla guerra con la Russia, e magari a fianco di Israele: infatti Von der Leyen vuole proseguire a tutti i costi la guerra (persa) in Ucraina ma non è mai riuscita a sanzionare il governo criminale di Netanyahu per i suoi massacri e l’occupazione illegale delle terre palestinesi.

Meloni invece vuole che la Ue mantenga il voto all’unanimità per quanto riguarda le questioni della difesa, perché, secondo lei, gli Stati, i parlamenti e i governi devono potere decidere autonomamente (e democraticamente, aggiungo io) sulle questioni della sicurezza e della difesa che riguardano la vita e la morte dei cittadini. Mattarella vuole l’Europa federale, Meloni vuole un’Europa confederale, all’incirca come quella che voleva Charles De Gaulle, il passato presidente francese. Per una volta devo ammettere che Meloni ha ragione.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione