Togliete a Draghi il premio Carlo Magno e datelo a noi che avevamo capito il pericolo Usa!
di Alessandro
Si è svegliato Mario Draghi, ragazzi. Ma il premio “Carlo Magno” per i meriti in favore dell’Europa dovrebbero darlo a noi, invece che a lui.
Per decenni abbiamo denunciato che gli Stati Uniti erano uno stato canaglia che ci schiavizzava. E giù risate e prese per il culo: “i soliti comunisti!”. Noi che dicevamo di tagliare il cordone ombelicale con chi ci faceva da padrone, costantemente sotto ricatto economico, militare e psicologico; soffocati dalla loro tracotanza arrogante.
E oggi, guarda un po’, l’umile servo Mario Draghi, che è stato uno dei più clamorosi lacchè degli americani, oggi scopre che siamo in pericolo e che non ci garantiscono la protezione. E guarda un po’, ora vien fuori che dovremmo fare un’Europa unita “un po’ meglio”.
Ma bravo, noi eravamo operai, musicisti, impiegati, ragionieri, artisti, disoccupati, lavapiatti, geometri. E ci avevamo azzeccato, dagli anni ’70 (io dagli ’80 in poi) avevamo capito l’orrore e il pericolo di sottostare a testa bassa alla supremazia americana, finta democrazia, che esportava la “libertà” a suon di bombe e truccando le carte ogni volta che faceva comodo. E guarda (di nuovo) un po’, avevamo capito che non lo facevano per amicizia, ma per controllo.
E adesso? Nientemeno, il paggetto degli americani riceve un premio in favore dell’Europa e coglie l’occasione per dare “l’allarme” sugli Stati Uniti che non sono troppo buoni. Ah sì, davvero? Te ne sei accorto nel 2026?
Noi umili cittadini e lavoratori ce n’eravamo accorti da 30, 40, 50 anni. Ma eravamo dei ridicoli “comunisti”, vero? Ora com’è la storia, sei comunista anche tu, Mario Draghi?
Il premio “Carlo Magno” in favore della costruzione dell’Europa lo voglio io. Lo vogliamo noi, che volevamo un’Europa vera e indipendente da quando eravamo adolescenti. Revocate subito questa onorificenza a Draghi e datela a noi!