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Magyar come Orbán: “Ucraina nell’Ue? Prima serve un accordo sui diritti delle minoranze ungheresi che vivono lì”

Il principale nodo politico tra i due Paesi, già esistente ai tempi di Viktor Orbán, resta dunque anche con il suo successore: l'attuale premier ritiene essenziale un'intesa per dare l'ok
Magyar come Orbán: “Ucraina nell’Ue? Prima serve un accordo sui diritti delle minoranze ungheresi che vivono lì”
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Il suo predecessore aveva posto un vero e proprio veto. I toni di Peter Magyar invece sono più concilianti ma prima di far cadere il niet sui negoziati di adesione dell’Ucraina all’Unione europea, il premier dell’Ungheria mantiene anche lui uno dei capisaldi del no di Budapest. “Possiamo accettare l’apertura del primo capitolo solo se riusciremo a raggiungere un accordo sui diritti delle minoranze ungheresi”, ha detto all’arrivo a Bruxelles dove venerdì vedrà la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Il principale nodo politico tra i due Paesi, già esistente ai tempi di Viktor Orbán che ne aveva poi montati anche altri viste le sue posizioni filo-russe, resta dunque anche con il suo successore: il dossier delle comunità magiare della Transcarpazia, oblast ucraino che confina con l’Ungheria e appartenente a Kiev dal 1991, è centrale nella posizione di Budapest sull’adesione. “Sono in corso i colloqui con l’Ucraina sui diritti della minoranza ungherese della Transcarpazia e i negoziati stanno procedendo in modo incoraggiante”, ha sottolineato Magyar. Ma prima di cambiare la propria posizione, il dossier deve sbloccarsi e le circa 150.000 persone dovranno vedere migliorata la propria situazione.

Le parole di Magyar sono state più morbide rispetto alla “ungheresefobia” di cui parlava Orbán ma la sostanza non cambia: dalla Transacarpazia passa lo sblocco della candidatura ucraina. La linea, dunque, resta sostanzialmente la stessa. I colloqui tra Budapest e Kiev ruotano attorno a un piano in 11 punti elaborato dal precedente governo per il pieno ripristino dei diritti della comunità ungherese in Ucraina. E, va ricordato, la stessa Unione europea considera la tutela delle minoranza tra le condizioni chiave per il percorso europeo. Il cosiddetto “primo cluster” comprende infatti tra i temi fondamentali anche lo Stato di diritto, al pari di controllo finanziario e riforme democratiche.

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