Negli ultimi dieci anni l’Italia ha ospitato un miliardo e 61 milioni di turisti: il settore muove consumi per 146 miliardi di euro l’anno e dà lavoro al sei per cento degli occupati del Paese. In questo scenario, nuove forme di turismo prendono sempre più piede. Le racconta, con uno sguardo inedito sui protagonisti, “Quasi Venezia”, docufilm in onda domenica30 giugno in esclusiva su Sky Atlantic e Sky TG24. Il doc fa parte de “Il Racconto del Reale”, il ciclo che ogni domenica su Sky Atlantic racconta l’attualità con un linguaggio contemporaneo.

Prodotto da Somewhere Studio in collaborazione con Sky, da un’idea e per la regia di Alberto Gottardo e Francesca Sironi“Quasi Venezia” spiega dall’interno come stanno cambiando alcune tipologie di vacanza in Italia, attraverso l’inedito punto di vista dei nuovi viaggiatori low cost, raccontati solitamente solo attraverso i numeri. “Quasi Venezia” porta invece in primo piano le loro identità ed esperienze, per provare a capire motivazioni ed effetti di queste modalità di turismo emergenti.

Il docufilm segue tre diverse storie, la prima racconta le gite al mare a prezzi bassissimi che ogni fine-settimana, nelle notti d’estate, partono da Milano. Più di duecento persone – molti membri della comunità sudamericana, ma anche italiani –  si raccolgono a mezzanotte a piazzale Loreto, per spostarsi in pullman in piena notte ed essere in spiaggia, a Rosignano, all’alba. «Anche se è un giorno solo – spiega una partecipante – comunque per me è come se durasse tanto, è la mia vacanza». La seconda storia riguarda il lago di Braies, specchio cristallino fra i boschi delle Dolomiti, dove d’estate arrivano fino a settemila persone al giorno, fermandosi spesso poche ore nei grandi parcheggi realizzati lungo la strada. Dopo essere stato il set della fiction Un passo dal cielo“, il lago è diventato popolarissimo su Instagram e attira i visitatori più disparati: fotografi amatoriali, aspiranti influencer, comitive di trekker, sposi che arrivano apposta per l’album di nozze. La terza storia del documentario si snoda all’interno del più grande ostello di Venezia, inaugurato da poco vicino alla stazione di Mestre: 320camere destinate a singoli e famiglie che arrivano da tutto il mondo, di tutte le età, vendute a partire da 12 euro a notte. Il successo dell’ostello è stato tale da aver portato in pochi mesi al raddoppiamento della struttura e all’accelerazione di cantieri in tutto il quartiere, pronto a ospitare decine di migliaia di posti letto in più. I viaggiatori da qui partono in giornata per Venezia, tornando la sera con gli autobus di linea, per mangiare una pizza sotto il porticato sulla strada. I tre luoghi diventano altrettante occasioni per mostrare ricordi, domande e motivazioni di questi nuovi turisti e il loro rapporto con i territori che li ospitano e le persone che li abitano.

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