La Danimarca è uno dei “welfare states” per eccellenza. Già il congedo parentale, ad esempio, evidenzia la differenza con gli altri Paesi. Ogni mamma ha diritto a 52 settimane di maternità (un anno), di cui 32 sostenute da sussidi statali. Anche per i papà è previsto un periodo di congedo obbligatorio, pari a due settimane. Asili, materne, centri di assistenza: le possibilità per chi mette al mondo un bambino sono molteplici e quasi tutte pubbliche e totalmente gratuite. Previsto anche un benefit per i figli, cioè un assegno che scatta in automatico e prevede 600 euro a trimestre per i piccoli da 0 a 2 anni, 475 euro dai 3 ai 6 anni, 374 euro dai 7 ai 14 anni e 125 euro fino ai 18 anni. Le misure aumentano se il genitore è single e con due figli a carico. Se si decide di assistere il bambino a casa prima dei tre anni, il governo prevede un ulteriore sussidio pari a 342 euro per il primo figlio e 102 euro al mese per ogni ulteriore bambino sotto i 3 anni. Stesso discorso per chi sceglie l’assistenza privata in età prescolare, supportata da un assegno di 174 euro al mese per bambino, senza distinzioni di reddito, e da ulteriori aggiunte in caso di reddito minimo. Anche in questo caso gli sconti fiscali rappresentano una buona fetta di aiuti. Per le prestazioni di assistenza familiare, infatti, è prevista una deduzione del 20% sul costo dei singoli servizi, fino a massimo 2400 euro a persona all’anno.

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