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Flotilla, Israele libererà presto i due attivisti Thiago Ávila e Saif Abukeshek: l’annuncio dei legali

"Saranno consegnati alle autorità israeliane per l’immigrazione e resteranno in custodia in attesa della loro deportazione", rende noto la ong Adalah
Flotilla, Israele libererà presto i due attivisti Thiago Ávila e Saif Abukeshek: l’annuncio dei legali
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La detenzione in Israele dei due attivisti della Flotilla sta per concludersi. “Oggi, lo Shabak, l’agenzia di intelligence israeliana, ha informato il team legale di Adalah che gli attivisti e leader della Global Sumud Flotilla, Thiago Ávila e Saif Abukeshek, saranno rilasciati dalla detenzione israeliana oggi, sabato 9 maggio 2026″, ha fatto sapere in una nota la ong Adalah che, con le avvocate Hadeel Abu Salih e Lubna Tuma, segue direttamente il caso dei due attivisti. “Saranno consegnati più tardi oggi alle autorità israeliane per l’immigrazione e resteranno in custodia in attesa della loro deportazione”.

Adalah ha sottolineato che “sta monitorando attentamente gli sviluppi per assicurarsi che il rilascio dalla detenzione avvenga regolarmente, seguito dalla loro espulsione da Israele nei prossimi giorni”. Secondo l’agenzia spagnola Efe, il rilascio “nelle prossime ore” di Abukeshek, che è di origini palestinesi e ha cittadinanza spagnola, è stato confermato anche dal ministro degli Esteri iberico, José Manuel Albares. L’attivista ha aggiunto il capo della diplomazia spagnola, sarà deportato attraverso uno dei passi di frontiera con l’Egitto: “È un momento di grande felicità” ha affermato Albares in una dichiarazione diffusa dal ministero degli Esteri, garantendo che il governo “non lesinerà sforzi” per garantire il ritorno dell’attivista, residente a Barcellona.

Ávila e Abukeshek sono stati sequestrati nelle prime ore del 30 aprile dopo l’abbordaggio della marina di Tel Aviv in acque internazionali e sono stati detenuti illegalmente da Israele per oltre una settimana. Secondo la denuncia della ong, “durante tutta la detenzione sono stati tenuti in completo isolamento, in condizioni punitive, nonostante la natura puramente civile della loro missione. Entrambi gli attivisti sono in sciopero della fame da allora, e Abukeshek ha aggravato la protesta rifiutando anche l’acqua dalla sera del 5 maggio”.

Anche il team legale della Global Sumud Flotilla ha confermato che Saif e Thiago saranno rilasciati nelle prossime ore. Entrambi verranno trasferiti in un centro di detenzione per migranti, dove resteranno sotto custodia fino alla deportazione: “Accogliamo questa notizia – si legge in una nota – come una vittoria della mobilitazione popolare e della pressione costante esercitata in tutto il mondo negli ultimi giorni. Ma non smetteremo di insorgere finché Saif e Thiago non saranno finalmente a casa, sani e salvi. Continueremo a chiedere spiegazioni all’Unione Europea – continuano – per quanto accaduto e sanzioni immediate contro Israele per questo rapimento illegale e per le continue violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani del popolo palestinese. Chiediamo chiarezza al Governo Italiano in merito agli accadimenti in acque internazionali e su barche battenti bandiera italiana, di accertare tutte le responsabilità e una immediata e netta presa di posizione per la sospensione degli accordi con Israele. Continueremo a mobilitarci – concludono – fino alla liberazione di tutte tutti i prigionieri palestinesi e fino a che la Palestina non sarà libera“.

Intanto le 34 imbarcazioni “superstiti” della Global Sumud Flotilla sono in rotta verso la Turchia (qui il racconto dell’inviato del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani): in territorio turco si farà una grande assemblea generale per decidere se e come procedere verso Gaza. “Il 12 maggio – fa sapere la Flotilla – terremo una conferenza stampa per presentare la prossima fase della missione e del movimento, annunciando i nostri impegni insieme alla società civile e ai partner politici per proteggere le future missioni e la solidarietà con la Palestina in tutto il mondo. Presenteremo la strada che scegliamo di percorrere per chiamare il regime israeliano a rispondere dei suoi atti di pirateria, dei rapimenti nelle acque internazionali e degli abusi perpetrati nelle acque europee. Ci vediamo a Marmaris”

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