Qualcuno aveva messo in dubbio il dato, la sua attendibilità. Qualche altro aveva preferito attaccare chi diffondeva il dato invece di reclamarne una migliore conoscenza.

Adesso, dopo una insistente campagna di PeaceLink, sono stati pubblicati i dati epidemiologici aggiornati del V Rapporto Sentieri relativo allo stato di salute della popolazione italiana nei siti contaminati, i cosiddetti SIN (Siti di Interesse Nazionale). Tali dati epidemiologici dovevano essere presentati ufficialmente il 21 maggio 2019 ma sono slittati a dopo le elezioni europee. Dovevano essere presentati il 4 luglio, ma PeaceLink – non condividento una simile posticipazione priva di ragionevoli motivazioni – da giorni chiedeva al ministro della Salute Giulia Grillo l’immediata pubblicazione.

E il 5 giugno 2019 i dati del V Rapporto Sentieri relativi a tutti i SIN italiani è apparso – con tutti i dati e tutti gli allegati – sul sito di Epidemiologia e Prevenzione.
Ora finalmente i siti contaminati italiani possono conoscere i dati aggiornati dello stato di salute della popolazione. Notevole è stata la reticenza politico-istituzionale, e a tal proposito rimando all’ottimo articolo riassuntivo di Carlo Gubitosa.

Questa vicenda mi spinge ad almeno quattro considerazioni.

1) La prima è che non era vero che i dati dello Studio Sentieri risultassero ancora in fase di aggiornamento e che non fossero pertanto disponibili.
2) La seconda considerazione è che la cittadinanza attiva sta diventando sempre più lo strumento per riprendere in mano la sovranità e la conoscenza.
3) La terza è che viceversa non pochi tifosi pentastellati mi hanno attaccato invece di chiedere dati che riguardano anche la loro salute.
4) La quarta considerazione è che questa forte richiesta di verità sui 600 bambini malformati di Taranto ha consentito di avere i dati di tutti i siti contaminati italiani; abbiamo reclamato conoscenza partendo da un dato locale in una prospettiva globale.

Infine possiamo notare come i dati delle malformazioni su Taranto confermino al 100% le anticipazioni fornite da PeaceLink (anticipazioni saldamente ancorate a dati dell’ISS). Emerge dall’aggiornamento dello Studio Sentieri che il dato di Taranto è esattamente di 600 bambini nati malformati dal 2002 al 2015. Vi è in particolare – se si disaggrega il dato globale – un +43% rispetto al dato regionale per le malformazioni al sistema nervoso. Elevato anche il dato per le malformazioni agli arti. I dettagli si possono leggere qui.

Tutto ciò si è potuto conoscere solo dopo la pubblicazione dello studio Sentieri. A questi 600 malformati – si apprende dallo studio reso noto adesso – non sono stati sommati gli aborti a seguito di diagnosi per malformazioni e quindi il dato dei 600 è “depotenziato” rispetto ad altri dati nazionali o europei che contemplano anche le malformazioni dei feti abortiti. Mi chiedo, una volta di più: perché queste cose non le abbiamo potuto conoscere prima delle elezioni europee del 26 maggio?